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Brutto stabile, tendente al peggio

di Chiara Boriosi | 4 Giugno 2013

Abbiamo scoperto il nesso, fin qui del tutto sconosciuto, fra politica e clima, un fattore che a quel simpatico dilettante di Al Gore era del tutto sfuggito.

maltempo_4In Lapponia ci sono trenta gradi, mentre da noi è tornato a parlare Bersani, poi ci lamentiamo che nevica come fosse dicembre – ci attanaglia l’invidia, non solo meteorologica, per un paese che mantiene i contatti con il resto del mondo grazie ad un ufficio postale che lavora solo per Babbo Natale, e risponde gentilmente a tutti, roba che da noi neanche l’ultimo dei consiglieri di quartiere si sognerebbe di fare.

Sarà che le renne non hanno le macchie e dunque fanno più simpatia dei giaguari, ma certo a seguire la politica nostrana viene una voglia irrefrenabile di emigrare a Nord e proporsi come praticante nella squadra degli gnomi giocattolai – l’unico ruolo per cui Fassina e Civati non si sono ancora candidati, chè a smontare il balocco sono bravi ma a rimontarlo non hanno ancora imparato. Pare sia una questione di attrezzi sbagliati, uno ha la calcolatrice guasta, l’altro il blog spuntato – la solita storia del vorrei ma non posso, l’eterno limite che non riusciamo mai a superare.

Però abbiamo scoperto il nesso, fin qui del tutto sconosciuto, fra politica e clima, un fattore che a quel simpatico dilettante di Al Gore era del tutto sfuggito, avendo lui pensato di buttarsi sulla profezia della catastrofe per rimediare al flop elettorale, mentre noi sulle catastrofi politiche costruiamo governi di coalizione che scatenano disastri climatici – e provate a tradurre in inglese “piove, governo ladro”, ben che vada vi prenderanno per dislessici in vena di giochi di parole. Eppure, le cose funzionano così. Per esempio:

– in preda alla nota sindrome della decrescita infelice dei voti, Grillo spara a zero su Rodotà, declassandolo di colpo da Presidente di tutti ad “ottuagenario da mausoleo”,  rinnegando così con la signorile pacatezza che lo contraddistingue le proprie fermissime convinzioni. Risultato: nevicate furiosa sulle Alpi, due metri di acqua alta a Venezia, il lago di Garda sul punto di esondare. Grillini semi-affogati segnalati in gravi difficoltà su tutto il territorio, isole comprese. Non sapevano di dover imparare a nuotare da soli nel mare magno delle ondate demagogiche scatenate dal Capo.

– in preda alla nota sindrome autolesionista che ne costituisce la ragione sociale, il Pd, avendo miracolosamente riportato un buon risultato al primo turno delle amministrative, resuscita immediatamente Bersani e lo manda in giro a dichiarare che Renzi è “confuso”, il che, detto da uno che si proponeva di andare a Berlino a dire “Oh, Angela, hai visto che c’è un tacchino sul tetto del Bundestag?!”, spiega perfettamente quale differenza corra, in politica, fra avere una visione ed avere le visioni. Risultato: grandinate paurose, raccolti distrutti, si annunciano invasioni di cavallette, mentre i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse son pronti a calare sui ballottaggi per completare l’opera della non vittoria invernale.

– in preda alla nota sindrome dei furbetti al governo, il caro Enrico ci propone una presunta abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che, così com’è, rischia di dar loro più denaro di quanto ne abbiano riscosso finora, il tutto travestito da norma transitoria che, come ben sappiamo, è la cosa più stabile che si possa proporre in questo paese, dove abbiamo elevato e perfezionato l’arte della transitorietà fino a farne una regola di vita. Risultato: mareggiate di violenza inaudita, spiagge ingoiate dalla furia delle onde, turisti in fuga verso climi più clementi, e le scialuppe di salvataggio esaurite ormai da tempo. Nè Barca è utile alla bisogna, chè il catoplebismo è un piombo che affonda chiunque tenti di aggrapparcisi.

– in preda alla nota sindrome dell’incazzatura salubre, altrimenti detta giramento a palla della pale eoliche, i cittadini italiani non vanno a votare e fanno registrare livelli record di astensionismo. Risultato: i partiti tutti, concordi ed unanimi, rilasciano una dichiarazione congiunta in occasione della festa della Repubblica, dichiarando che la colpa è del brutto tempo che ha tenuto a casa gli elettori, e che sarà immediatamente istituita una Commissione parlamentare per studiare gli effetti del clima sull’umore degli aventi diritto al voto. Crimi e la Lombardi hanno già preparato la nota dei rimborsi spese, e si sono portati avanti acquistando una partita di ombrelli da distribuire ai propri sostenitori. Per scongiurare le trombe d’aria, basta che stiano a bocca chiusa.

(La dichiarazione è frutto di fantasia, l’astensionismo no. Crimi e Lombardi, purtroppo, nemmeno. Buon autunno a tutti.)

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    10 Giugno 2013 alle 17:17

    Giustissimo Chiara, ma il laico convinto non è se prima non ha sulle spalle la croce dell’ateismo vero. E l’ossimoro non è casuale.

    Rispondi
  2. Chiara

    10 Giugno 2013 alle 13:24

    Paolo: veramente di Renzi scrivo di rado, e l’archivio ne fa fede, siete voi che lo ritirate fuori nei commenti anche quando io non ne parlo.
    Marzio: essendo io persona pragmatica, alla fine guardo al nocciolo della questione, e ti rispondo così: basterebbe avere un laico convinto per la prima volta al governo in questo paese.

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    10 Giugno 2013 alle 10:01

    Lasciamo agli ingenui la convinzione che l’attuazione di banali interventi amministrativi qualifichino la statura di un premier. Ma allora, potremmo prendere le graduatorie insulse del Sole 24 ore sulle migliori città italiane, e mandare il miglior sindaco a Palazzo Chigi. No, Chiara, le cose sono più complicate, e la tua ammissione che voteresti PD se grazie a Renzi quel partito diventasse riformista e liberale la dice lunga sullo sbandamento in atto. Se il brutto connubio tra cattolicesimo e liberalismo ha potuto tirare avanti grazie a periodi d’emergenza storica quando né il cattolicesimo né il liberalismo erano tali, che spiritosaggini da ” firenzino” ci dirà il buon Renzi quando sarà costretto a affrontare il nocciolo duro della questione, ossia non più il rapporto tra cattolicesimo e liberalismo, ma quello ben più spinoso tra cattolicesimo e liberismo? Allora quando in una notte di Valpurga il cervello di Renzi sarà assalito dai fantasmi di Dossetti e Einaudi che si prendono a ceffoni, che farà il nostro povero sindaco? Un colpo al cerchio e uno alla botte, una volta cattodestro e un’altra cattosinistro? E tu questo lo chiameresti riformismo liberale? Oppure Renzi potrebbe optare per la soluzione radicale: l’ateismo, rinnegando il sudore, i cori, i sogni e le marcette di boy scout, e tutte le spirtosaggini della parrocchietta. Ma in quanti al mondo siamo capaci di sputare sulla propria infanzia?

    Rispondi
  4. paolo francia

    10 Giugno 2013 alle 00:39

    Chiara, apparte che ci sono stato un giorno questa estate, il tanfo e la sporcizia erano ovunque, l’ho attraversata in autobus dalla stazione alle Cure (dove c’é il Mugnone con le nutrie ;-) e non posso dire che fossero rose e fiori.
    In piu’, sono settimanalmente aggiornato, visto che la mia piu’ cara amica là vive ed è nata, e il mio piu’ caro amico ci vive da 10 anni, quindi le mie informazioni sono belle fresche e attuali, pur vivendo in Francia.
    Poi ovvio che qualcosa di buono Renzi deve pure averla fatta a Firenze se lo rieleggono, ma i fiorentini sono un po’ strani bisogna dire ;–))
    Te scrivi benissimo, ma da qualche tempo sento la mancanza di pezzi su altre cose, e sto Renzi, e sto PD, mi verrebbe da risponderti come cantava Filini alla Trattoria “Al Curvone” durante la Coppa Cobram con Fantozzi…. “Ma che cce fregaaa, ma che c’emportaaaaa”.
    Tanto è cosa fatta, Renzi vuole le regole prima di presentarsi, poi si püresenterà,. lo viteranno con le regole, e coi fiocchi lo eleggeranno, e tutti gli italiani pecoroni lo voteranno. Poi l’Italia sarà altra cosa da Firenze……

    Rispondi
  5. Chiara

    8 Giugno 2013 alle 16:12

    Marzio: se il Pd diventerà finalmente una forza riformista e liberal, allora potrebbe convincermi a votarlo. Gli altri, non so, chè ognuno vota secondo le proprie idee.
    Paolo: prima di risponderti no controllato, Firenze è sempre li, ci sono le rose in via Tornabuoni, in centro si può finalmente camminare senza essere assordati dal rumore del traffico, la Pergola è sempre aperta – mentre il tetro Valle è occupato da due anni e non lavora – perchè il sindaco in trenta giorni ha trovato la soluzione per salvare il teatro più antico d’Eiropa, proprio ieri il Sole24 ore ha pubblicato un pezzo su Publiacqua, prima aprtecioata in Italia ed una delle prime in Europa a gestire tutto il lavoro in rete con maggiore efficienza e risparmio, operazione voliera e realizzata dal,sindaco. Poi ci sarebbero le nuove case popolari fatte da Casaclima e già consegnate. Cinque nuovi asili nido in quattro anni che ci hanno portato alla media stabilita dal trattato di Lisbona – Roma e Milano neanche a metà – i giardini del centro storico risistemati ed affidati, chiavi in mano, ai comitati delle mamme. Insomma, va benino, e non mi dilungo chè ci sarebbero altre cose da dire, comprese le biblioteche aperte fino a mezzanotte. Detto questo, si può sempre fare di piu, ma nin so come tu possa, dalla Francia, parlare di una città che versa nel disastro.

    Rispondi
  6. Marzio Siracusa

    7 Giugno 2013 alle 09:11

    ” In Lapponia ci sono trenta gradi, mentre da noi è tornato a parlare Bersani..”.
    Chiara, questa è degna di Petrolini e davvero mi complimento. Al tempo, però. Se il buon Renzi cambiando strategia da mane a sera, andrà alla segreteria del PD e ” l’Italia in dieci anni diventerà il motore d’Europa ” ( se lo dice lui! ), allora, giocoforza, tutti i renziani di Pensalibero dovranno votare PD. O no?

    Rispondi
  7. paolo francia

    7 Giugno 2013 alle 00:28

    Non è impossibile non essere daccordo con Chiara, perché, come recitava una pubblicità, “il finale è sempre quello, fai merenda con Girello” o qualcosa del genere!
    Cara Chiara, dopo la metastasi Berlusconi e lo Tsunami Grillo, l’Italia si appresta a cadere nella trappola della nutria del Mugnone, non c’é due senza tre, e per l’Italia una tragedia tira l’altra, l’Italia va a fondo ma il sindaco, non pago del disastro in cui versa la sua città, proverà (purtroppo riuscendoci) a fare lo stesso con quel che resta dell’Italia.
    La cosa assolutamente condivisibile è che il tempo è cupo, ma in fondo un cielo nuvoloso e cupo è assai piu’ stimolante del monotono e accecante cielo azzurro.

    Rispondi
  8. Emilio Ferro

    5 Giugno 2013 alle 14:04

    E’ pressocchè impossibile non essere d’accordo con te. Una volta di più. :)

    Rispondi

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