
Marta Ottaviani, giornalista professionista collaboratrice di prestigiose testate nazionali, ha presentato martedì scorso a Pistoia il suo libro ” Brigate russe”. L’appuntamento si è svolto alla Galleria Vittorio Emanuele, ore 18.30 Martedì 28 giugno.
Il libro descrive la guerra occulta del Cremlino tra troll e hacker che, parallela alle guerre moscovite degli ultimi venti anni, sta imperversando sui social e interferendo nelle libere elezioni di altri paesi come è accaduto negli USA, Francia e Gran Bretagna. Il libro recentemente dato alle stampe dalla giornalista, ha ricevuto vivace attenzione tra il pubblico pistoiese presente in via degli Orafi. Un testo che disegna un quadro per molti lettori ancora sconosciuto di quella “guerra parallela”, “infowar”, che la Russia di Putin ha messo in atto in modo crescente e
sistematico, a fianco della guerra convenzionale con le armi.
Con l’ autrice sono intervenuti Marco Mayer, docente Master Cybersecurity all’Università Luiss di Roma, anche editorialista di Pensalibero.it, e Paolo Vannini, giornalista. Al preciso e interessante racconto dell’autrice che ha stimolato all’acquisto del libro, sono intervenute alcune testimonianze dirette ucraine che hanno colto l’occasione per raccontare da profughe le atrocità vissute al momento dello scoppio della guerra. La testimonianza diretta delle atrocità commesse dall’esercito russo in Ucraina ha toccato profondamente il sentimento di libertà e giustizia violentato. Ci aspetteranno anni complessi e difficili, sostiene la giornalista, specialmente per le nuove generazioni che dipendono molto dai media e social via internet. La guerra alle fakes oltre che da parte di prestigiose agenzie come la Roiter si dovrà fare attraverso l’ educazione e la corretta informazione con la lettura di giornali internazionali. Il rischio è, che come capita ai regimi, la storia venga cambiata anche sui testi scolastici oltre che nei libri. È il caso della Russia che ha continuato la sua vecchia tradizione di manipolare gli eventi. Oggi in maniera ancora più decisa sui canali televisivi che impongono costante con pervasiva propaganda della superiorità russa. Il libro da una visione diretta del pericolo della guerra parallela con la quale dovremo convivere ma non rassegnarsi a sconfiggere. Dobbiamo renderci conto e in Italia ancora di più, che questa invasione cominciata già nel 2014 coinvolge tutto il mondo libero e democratico che di questi principi ne ha fatto le basi per lo sviluppo e la pace sociale. Un modello, cioè, ripudiato da paesi come in Russia che ancora trovano nella guerra la ragione della loro prepotenza. La speranza, sostiene l’autrice, è che un giorno anche se remoto, in Russia possa prevalere la libertà e la democrazia, sconosciute, aggiungerei, fino dalle origini mongolo tartare di quelle regioni.
” Chi è Marta Ottaviani
Marta Ottaviani è nata a Milano nel 1976. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver frequentato l’Istituto per la Formazione al Giornalismo ‘Carlo De Martino’ è partita per la Turchia, dove ha vissuto ininterrottamente dal 2005 al 2013, tornandoci poi regolarmente. Da qui, ha iniziato a lavorare per i principali media italiani, fra cui La Stampa, Avvenire, l’agenzia stampa Apcom, Radio 24 e Aspenia, raccontando l’ascesa politica di Recep Tayyip Erdogan e la sua degenerazione autoritaria. Dal 2008 si è occupata anche della crisi del debito greco, specializzandosi nel contempo sulla politica ellenica e indagando il ‘fenomeno Tsipras’. Dal 2019 ha iniziato a occuparsi anche di Russia. Parla inglese, spagnolo, turco ed è attualmente impegnata nello studio della lingua russa. Il suo libro ‘Il Reis, come Erdogan ha cambiato la Turchia” ha vinto il Premio Fiuggi Storia, sezione Inviato Speciale nell’edizione 2016, ed è stato inserito dall’Università di Perugia nella lista dei testi consigliati agli studenti. Il suo ultimo libro è uscito lo scorso gennaio e si intitola ‘Brigate Russe. La guerra occulta del Cremlino tra hacker e troll’ ed è stato inserito dalla Facoltà di Relazioni Internazionali dell’Università di Padova come testo fondamentale.”.

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