Il progresso economico, tecnologico e culturale di un paese si basa innanzitutto sulla forza e sulle capacità imprenditoriali dei suoi giovani, che hanno l’arduo ma affascinante compito di prendere il testimone di chi ha agito prima di loro, e di sfruttare la freschezza e il loro nuovo modo di vedere le cose per traghettare una nazione nel nuovo millennio. In Italia, questo cambiamento è stato spesso ostacolato dai nostri ‘dinosauri’, ma la crisi economica ha di fatto spianato la strada ad una nuova generazione di imprenditori, capaci di sfruttare le conoscenze tecnologiche per inaugurare start-up dal valore incalcolabile, partendo spesso da budget molto ridotti. In altre parole, se l’Italia riuscirà mai a colmare il distacco con le altre nazioni europee, il merito sarà esclusivamente loro. E di chi ci ha creduto profondamente.
Auguri alla legge De Vito
il 3 marzo del 2016 la legge De Vito ha compiuto 30 anni, ed è stata doverosamente festeggiata al Senato della Repubblica, cogliendo l’occasione per verificare quanto di buono nato dall’approvazione di questa importantissima legge sull’imprenditorialità giovanile, creata per promuovere lo sviluppo delle nuove imprese condotte dai giovani. E soprattutto per far crescere realtà problematiche come ad esempio il Mezzogiorno. Grazie a questa legge, infatti, il Ministero del Tesoro è stato in grado di selezionare i giovani progetti imprenditoriali più meritevoli, e di premiarli con finanziamenti ed agevolazioni fiscali. Nel corso di questi 30 anni, solo nel Sud sono state più di 1200 le giovani start-up avviate grazie all’appoggio della legge De Vito.
L’importanza dei finanziamenti e le nuove tecnologie
I finanziamenti e le leggi improntate all’aiuto verso le giovani imprese, come la già citata legge De Vito, hanno giocato un ruolo fondamentale per la crescita delle start-up più innovative e per lo sviluppo di un’economia che, purtroppo, tende sempre più spesso a fuggire all’estero. Il motivo è che l’unico vero scoglio che i giovani imprenditori si trovano di fronte, è proprio il budget iniziale per avviare la propria attività commerciale: ed è lì che, quando lo Stato non può intervenire, si devono trovare soluzioni alternative. Da questo punto di vista il web offre allettanti opportunità: ad esempio, chi vuole far partire la propria start-up e necessita di un budget di partenza, può facilmente rivolgersi a pagine apposite, come questa su facile.it dedicata ai mutui per giovani imprenditori, dove è possibile fare un preventivo e scegliere la rata più conveniente alle proprie esigenze.
In alternativa, anche se in Italia non si tratta ancora di un sistema molto diffuso, le giovani start-up possono rivolgersi alle piattaforme di crowdfunding per trovare finanziatori interessati ai loro progetti. Oppure rivolgersi allo Stato e verificare se sono previsti piani di finanziamento per la loro particolare situazione, come per esempio avviene per l’imprenditoria giovanile in agricoltura, oggetto di grandi agevolazioni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il ritorno dei giovani alla terra
Il Sud è senza dubbio una delle zone italiane che, a dispetto di tutte le sue difficoltà, ha visto crescere a dismisura il numero di aziende create e gestite da imprenditori under-35. Stando ai dati raccolti dallo studio Movimprese promosso da Unioncamere-Infocamere, sono state ben 120.000 le nuove attività imprenditoriali lanciate dai giovani. Un numero gonfiato soprattutto da coloro che hanno scelto, una volta presa la laurea, di far ritorno ai campi e di seguire le orme dei propri padri e dei propri nonni, prendendo in mano l’attività agricola di famiglia oppure sviluppandone di nuove in autonomia. Grazie ai finanziamenti ricevuti dallo Stato, questi giovani imprenditori hanno avuto l’occasione di mettere in pratica tutte le loro idee, portando l’attività agricola ad un livello ancora sconosciuto in Italia, di pari passo con le nuove tecnologie e in grado di sfruttare una risorsa unica e che fa parte della nostra tradizione: la terra.

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