
“Siamo pratici, primo ministro Benjamin Netanyahu: quasi tutte le basi dei Fedayyìn “devoti” sono in Giordania, altre sono in Libano. Il Libano non ha molta voglia di fare la guerra e la Giordania ha una gran voglia di uscirne.”
Il presidente libanese Joseph Aoun ha definito domenica il disarmo del movimento islamista Hezbollah una questione “delicata”, in un momento in cui gli attacchi israeliani hanno causato due morti, secondo le autorità, nel sud del Libano. Nonostante la tregua in vigore dal 27 novembre, l’aviazione israeliana ha portato a termine una serie di attacchi nel sud del Libano, uccidendo due persone, secondo il Ministero della Sanità libanese. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira un dirigente del movimento filo-iraniano. Il Presidente Aoun ha dichiarato che la questione del monopolio statale sul possesso di armi è una “questione sensibile, delicata e fondamentale per il mantenimento della pace civile”. “Metteremo in atto” un monopolio di Stato, ha assicurato ai giornalisti, ‘ma dobbiamo aspettare che le circostanze lo permettano’. “Nessuno parla di un calendario o di pressioni”, ha aggiunto, in un momento in cui Washington, alleato di Israele, sta facendo pressione su Beirut per disarmare Hezbollah.
Il gruppo palestinese Hamas ha dichiarato che la sparatoria vicino all’insediamento israeliano di Homesh, nella Cisgiordania occupata, è stata una “risposta naturale e legittima ai crimini di guerra e al genocidio commessi” da Israele. Come abbiamo riportato in precedenza, un tiratore palestinese ha aperto il fuoco contro un posto di blocco all’ingresso dell’insediamento ed è stato ucciso dalle forze israeliane. Hamas ha affermato che il popolo palestinese non “devierà dal percorso di resistenza” e continuerà a rispondere all’occupazione israeliana. Lo riferisce al-Jazeera English.
“Un palestinese è stato colpito e ucciso da un drone cecchino israeliano nella parte orientale di Gaza City, ha riferito l’agenzia di stampa Wafa. L’attacco è avvenuto vicino a piazza al-Shawa, nel quartiere di al-Tuffah”. Lo scrive sul proprio sito al-Jazeera English. Jonathan Whittall, capo dell’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari in Cisgiordania e Gaza, ha criticato l’inchiesta delle forze armate israeliane sull’uccisione di 15 operatori umanitari nel sud di Gaza il mese scorso. L’Idf ha ammesso errori da parte delle truppe ma ha negato che ci sia stato fuoco indiscriminato contro i mezzi di soccorso. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito un sito militare di Hezbollah nella regione di Nabatiyeh, colpendo “diversi lanciarazzi e infrastrutture militari dove operavano combattenti di Hezbollah”. Un altro attacco ha preso di mira e ucciso un “ufficiale” di Hezbollah nella regione di Houla, secondo l’esercito. Senza specificare il luogo dell’attacco, l’esercito israeliano aveva annunciato in precedenza di aver “eliminato” il vice capo di un’unità di Hezbollah che “lavorava per contrabbandare armi e denaro” in Libano per aiutare il movimento a riarmarsi. Il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, ha chiesto all’Alta Corte di concedergli altre 24 ore per presentare ricorso contro il suo licenziamento da parte del governo. Era attesa per ieri la relazione nella quale Bar avrebbe dovuto dare dettagli precisi delle sue accuse contro il premier Benjamin Netanyahu in merito alle ragioni della sua rimozione dall’incarico. L’esercito israeliano ha annunciato domenica di aver colpito un sito militare di Hezbollah nel sud del Libano e di aver ucciso un “funzionario” del movimento filo-iraniano in un altro attacco avvenuto in giornata. “L’esercito israeliano ha recentemente utilizzato dei jet da combattimento per attaccare diversi lanciarazzi e strutture militari nella regione di Nabatiyeh, nel sud del Libano, dove operavano militanti del gruppo terroristico Hezbollah”, si legge nel comunicato. La protezione civile di Gaza gestita da Hamas ha riferito che 25 persone, tra cui donne e bambini, sono state uccise dall’alba di ieri durante gli attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza. Lo ha detto all’AFP Mahmud Bassal, portavoce dell’agenzia di protezione civile di Gaza. Israele aveva pianificato di colpire i siti nucleari iraniani già dal prossimo mese ma è arrivato, a sorpresa, il no dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che vuole provare a raggiungere un accordo con Teheran sul nucleare attraverso i negoziati. Lo rivela il New York Times, che cita fonti dell’amministrazione americana. Israele era convinta che Trump avrebbe dato il via libera all’operazione, in programma a maggio, ma all’interno dello staff della Casa Bianca sono emerse differenze di strategia tra i falchi, favorevoli all’attacco, e altri che ritengono migliore la via dei negoziati per evitare di alzare la tensione nella regione. Dichiarate guerra anche alla Giordania e al Libano?
Giuseppe Basilico

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