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Bogdan Syrotiuk, 15 anni di carcere in Ucraina: la repressione del dissenso socialista nello spazio post-sovietico

Bogdan Syrotiuk è un giovane socialista, membro dell’organizzazione giovanile trotskista Giovane Guardia dei Bolscevichi-Leninisti (Young Guard of Bolshevik-Leninists (YGBL). Organizzazione politica socialista, anticapitalista, anti-stalinista e anti-autoritaria, attiva in molte repubbliche post-sovietiche fra le quali l’Ucraina e la Russia.

di Luca Bagatin | 21 Agosto 2026

Bogdan Syrotiuk è un giovane socialista, membro dell’organizzazione giovanile trotskista Giovane Guardia dei Bolscevichi-Leninisti (Young Guard of Bolshevik-Leninists (YGBL).

Organizzazione politica socialista, anticapitalista, anti-stalinista e anti-autoritaria, attiva in molte repubbliche post-sovietiche fra le quali l’Ucraina e la Russia.

Bogdan Syrotiuk fu arrestato il 25 aprile 2024 dai servizi di sicurezza ucraini, accusato di “alto tradimento” per: “mancato riconoscimento della leadership politica ucraina legittimamente eletta e dei processi democratici”, “valutazioni negative delle forze armate ucraine” e “reinterpretazione di eroi nazionali e figure storiche”.

Il 10 agosto scorso egli è stato condannato a 15 anni di carcere, alla confisca dei suoi beni e dei documenti programmatici del movimento socialista di cui è membro.

Bogdan Syrotiuk viene sostanzialmente condannato perché – nei suoi articoli, pubblicati sul World Socialist Web Site (WSWS), quotidiano d’informazione marxista e trotskista statunitense – ha criticato apertamente il Presidente ucraino Zelensky, il cui mandato è formalmente scaduto nel maggio 2024 (Presidente che, peraltro, ha disposto la sospensione e successivamente il divieto di numerosi partiti di opposizione, tra cui diverse formazioni socialiste e di sinistra, ovvero il Partito Socialista d’Ucraina, i Socialisti, il Partito Socialista Progressista, l’Unione delle Forze di Sinistra e l’Opposizione di Sinistra, accusandoli di essere “filo-russi”, oltre al fatto che il Partito Comunista era già stato messo al bando nel 2015); si è detto non d’accordo con la guerra in corso e per aver scritto che i cosiddetti “eroi nazionali” sono, come nei fatti effettivamente sono, figure e organizzazioni dell’ultra-nazionalismo ucraino del periodo della Seconda Guerra Mondiale, che collaborarono con la Germania nazista e furono coinvolte, in misura e con responsabilità differenti, nella violenza contro civili, ebrei e polacchi.

Da aggiungere, peraltro, che gli articoli oggetto della condanna penale a Syrotiuk – come evidenziato anche dalla documentazione pubblicata dal WSWS – condannano esplicitamente sia il regime di Putin che l’intervento militare russo in Ucraina.

Esattamente in linea con le posizioni della Giovane Guardia dei Bolscevichi-Leninisti, che pongono sullo stesso piano il nazionalismo ucraino e il regime putiniano. Entrambi, peraltro, di destra, più o meno estrema.

Il World Socialist Web Site (https://www.wsws.org), il cui Presidente del comitato editoriale è David North, Segretario del Socialist Equality Party – partito socialista trotskista statunitense – ha lanciato una campagna di mobilitazione per la liberazione di Bogdan Syrotiuk.

David North ha peraltro scritto al New York Times, chiedendo di occuparsi del caso, ma è rimasto ancora senza risposta.

“Se la repressione dell’attività politica contro la guerra in Russia merita un’ampia copertura giornalistica – e certamente la merita – allora la condanna di un socialista ucraino a 15 anni di carcere per attività che includono la pubblicazione di articoli contro la guerra merita un esame altrettanto approfondito”, ha scritto North, come si legge sulle pagine del WSWS del 17 agosto scorso, riferendosi ai servizi giornalistici del New York Times, che non hanno minimamente parlato del caso di Bogdan Syrotiuk.

Come, del resto, non ne hanno parlato nemmeno gli organi di stampa nostrani e dell’UE (sic!).

L’arresto e la condanna di Bogdan Syrotiuk ricordano molto il caso di Sergey Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra che venne condannato in Russia, a 6 anni di carcere, il 25 dicembre 2025.

Ironia della sorte, condannato proprio nei giorni che ricordano la dissoluzione dell’URSS, quel tragico 25 dicembre 1991, che trasformò la Russia e le Repubbliche post-sovietiche nella terra delle oligarchie, delle mafie e dell’estremismo e ultra-nazionalismo di destra.

Sergey Udaltsov venne condannato con l’accusa di aver pubblicato, sul sito del Fronte di Sinistra, nel 2023, due articoli dal titolo “Come i marxisti sono diventati terroristi. Gli attivisti di Ufa languiscono in prigione da un anno con accuse assurde” e “Smettete di perseguitare i comunisti! Il Fronte di Sinistra ha tenuto una manifestazione a Mosca in difesa dei prigionieri politici”.

Entrambi articoli in difesa del circolo marxista di Ufa, i cui componenti sono stati arrestati e condannati a pene detentive dai 16 ai 22 anni, con l’accusa di “terrorismo”.

Egli, durante l’udienza in tribunale, aveva dichiarato, relativamente ai suoi articoli in difesa dei componenti del circolo marxista di Ufa che: “C’è stata una sostituzione di concetti. Non sono per un’assoluzione, ma rilevo dubbi sulla loro colpevolezza: questo è ciò che contengono tutte le mie pubblicazioni. E ora dubito della loro colpevolezza e ho il diritto di farlo, perché il verdetto non è ancora entrato in vigore”.

Nel mondo post-sovietico, diventato liberal-capitalista, tanto quanto in quello Occidentale, dunque, la caccia al socialista e al comunista rimane sempre presente.

A vario titolo, a vario modo.

In gran parte delle Repubbliche post-sovietiche, dai Paesi Baltici all’Ucraina (ma anche in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca), i Partiti Comunisti e in generale di sinistra, sono stati pressoché messi al bando o marginalizzati (e gli attivisti spesso perseguitati). In Russia vengono spesso perseguitati o, quantomeno, tenuti a bada. Anche se, a differenza dell’Ucraina, possono quasi tutti presentarsi alle elezioni (tranne, purtroppo, “L’Altra Russia di Eduard Limonov”, come ho spesso avuto modo di scrivere).

Tutto ciò, ai nostri organi di stampa e al personale politico, sembra non importare.

La “libertà” e la “democrazia” vanno sempre bene… a parole. Purché non ci siano di mezzo socialisti e/o comunisti. Perché giustizia e emancipazione sociale, sovranità nazionale e indipendenza economica, sono tutte considerate delle bestemmie in contrasto con il dogma liberal capitalista e guerrafondaio!

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: Bogdan Syrotiuk, conflitto russo-ucraino, Russia, sergey udaltsov, socialismo, Ucraina, World Socialist Web Site

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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