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Blocco del turn-over, il personale invecchia, la burocrazia impera nei Comuni

Anche se Anci negli ultimi anni ha avuto attenzione dal governo, sul tema del personale dobbiamo registrare un atteggiamento sbagliato che rischia di aggravare la situazione.

di Cesare Mannucci | 24 Aprile 2016

Sono troppi, troppo vecchi, con professionalità medio-basse ed eccessivamente  ancorati alla rigidità della quasi millenaria burocrazia italica, “innamorati” della carta, del timbro col bollo tondo, dello scarico della responsabilità sui politici, sindacalizzati e abbarbicati alla difesa dei privilegi e alla conservazione del posto di lavoro.  E a peggiorare le cose sono state le diverse “riformine” che hanno tolto sempre di più autorevolezza e controllo gestionale alla classe politica elettiva consegnando giorno dopo giorno i comuni nelle mani di chi una volta assunto la può far da padrone per 30 anni ovvero per tutta la sua vita professionale all’interno dei municipi. Sono anni che lo scriviamo sulle colonne di Pensalibero ma ora a dar forza alla nostra denuncia arrivano dei dati di uno studio ufficiale. “Dal 2007 al 2014, periodo caratterizzato da norme sul contenimento del turn-over e della spesa di personale, i dipendenti in servizio nei Comuni sono passati da 479.233 a 416.964 persone, con una riduzione del 13,0%, cioè poco più di 62 mila unità in meno. Questa riduzione, che ha riguardato anche le unità di personale per mille abitanti passate da 8,04 del 2007 a 6,89 del 2014, è molto grave: i Comuni non sono meri apparati burocratici, ma enti che erogano servizi, e sono punto di riferimento per cittadini, imprese, associazioni”. Lo ha sottolineato Umberto di Primio, vicepresidente dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) con delega alla Pubblica amministrazione, al personale e alle relazioni sindacali nel suo intervento alla presentazione del V Rapporto Anci-Ifel sul personale dei Comuni italiani

“Una delle conseguenze immediate di questa riduzione è stato l’invecchiamento della popolazione lavorativa: nei Comuni questo dato – ha puntualizzato il delegato Anci – è sconfortante: meno dell’11% dei dipendenti, e solo l’1% dei dirigenti ha un’età inferiore ai 40 anni, mentre tra i dipendenti il 31,6% ha più di 50 anni”. Uno scenario che “diventa vergognoso se ci sofferma sui dirigenti, visto che il 76,6% ha più di 50 anni”, ha ribadito il sindaco di Chieti.

Dopo aver indicato la conseguenza di questa situazione che “impatta inevitabilmente sulla possibilità di determinare un vero cambiamento della macchina amministrativa”, il vice presidente Anci ha puntato il dito sul blocco del turn over al 25% deciso dal governo con la legge di Stabilità. “Se Anci negli ultimi anni ha avuto attenzione dal governo, sul tema del personale dobbiamo registrare un atteggiamento sbagliato che rischia di aggravare la situazione. Quando l’effetto delle ultime norme si sarà dispiegato – ha affermato Di Primio – si arriverà ad una riduzione di dipendenti anche di 80 mila unità. Il blocco del turn over è negativo non per i Comuni ma per tutto il Paese, per questo va superata assolutamente la sua logica”.

Una sola nota lieta emerge dal rapporto a parere del delegato Anci al personale: le sempre maggiori chances accordate dai Comuni alle donne. “Ben il 50% dei dirigenti donna ha meno di 29 anni, mentre l’incidenza percentuale del personale femminile in servizio è in costante aumento passando – ha ricordato il sindaco di Chieti – dal 51% del 2007 al 53% del 2014”.

Infine, il vice presidente Anci ha fatto cenno alla questione retributiva che sconta in modo massiccio gli effetti del blocco dei rinnovi contrattuali e delle misure di contenimento dei livelli retributivi contenute nel decreto legge n. 78/2010. Da questo punto di vista il delegato al Personale ha evidenziato la riduzione complessiva dell’1,7% delle retribuzioni. “Tale variazione – ha argomentato – si attesta rispettivamente a quota -4% per il personale non dirigente e a -1,3% per quello dirigente; percentuali che per la loro quasi totalità sono dovute ad una contrazione della componente accessoria del salario”.

Come uscire da questo impasse? Di Primio indica una sola possibilità: l’avvio di una nuova stagione di rinnovi contrattuali. “Questo passaggio è inevitabile – ha concluso Di Primio –  tanto più nella prospettiva della Riforma Madia e dei suoi decreti attuativi. Come Anci ci batteremo perché il governo riconosca il ruolo degli enti locali prendendo piena coscienza dell’azione che svolgiamo sui singoli territori”.

Pubblicato in : Editoriale, La parola al SindacoTag: amministrazione, anni, classe politica, governo, lavoro, misure, Pensalibero, persone, punto di vista, relazioni sindacali

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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