• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Blackout e (in)sicurezza

Il blackout elettrico che ieri ha paralizzato la Spagna, il Portogallo e una parte della Francia è l’ennesima riprova che la sicurezza è un bene comune. La miopia di gran parte delle forze politiche ha appaltato questo tema alla propaganda. Quanti altri disastri devono succedere perché tutti i partiti prendano il toro per le corna e definiscano una strategia precisa superando i tatticismi? Oggi l’attenzione si concentra sulla (in) sicurezza energetica, sulla chiusura delle centrali nucleari, su decine di milioni di cittadini al buio, sulla paralisi dei voli aerei, dei treni e delle metropolitane.

di Marco Mayer | 29 Aprile 2025

Il blackout elettrico che ieri ha paralizzato la Spagna, il Portogallo e una parte della Francia è l’ennesima riprova che la sicurezza è un bene comune. La miopia di gran parte delle forze politiche ha appaltato questo tema alla propaganda. Quanti altri disastri devono succedere perché tutti i partiti prendano il toro per le corna e definiscano una strategia precisa superando i tatticismi? Oggi l’attenzione si concentra sulla (in) sicurezza energetica, sulla chiusura delle centrali nucleari, su decine di milioni di cittadini al buio, sulla paralisi dei voli aerei, dei treni e delle metropolitane. Ma la sicurezza comprende praticamente tutti gli aspetti della convivenza civile: dal contrasto alla criminalità alla sicurezza sul lavoro, dalla tutela dell’ambiente alla cybersecurity, dai sistemi sanitari alla sicurezza nazionale e alla difesa. La legge 124/2007, più nota come riforma dell’intelligence, ha indicato con chiarezza la necessità di promuovere a tutti livelli la cultura della sicurezza, ma in questo campo ancora moltissimo resta da fare. Viviamo da tempo in una società digitale, fragile per definizione. L’ipervelocità e la iperconnettività delle comunicazioni presentano numerosi vantaggi, ma anche nuovi rischi da affrontare. La globalizzazione dei mercati ha creato nuove dipendenze internazionali; basti pensare al gas dalla Russia che ha costretto l’Europa ad una brusca diversificazione degli approvvigionamenti. 
Come si possono salvaguardare la democrazia e la libertà senza solide basi di sicurezza? 
Karl Popper offre una risposta sintetica quanto esauriente a questa domanda cruciale quando scrive: “Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l’abuso della libertà”. 
Buona parte del pensiero liberale – non solo nella versione di Lord Beveridge – si fonda sull’idea di dare a tutti gli individui pari opportunità ai blocchi di partenza. Per affrontare in modo efficace il binomio imprescindibile libertà e sicurezza, anche le forze di centrosinistra dovrebbero superare le ipocrisie ideologiche e fare i conti con la domanda di sicurezza che volenti o nolenti proviene da tutti gli strati sociali, soprattutto da quelli più deboli che non hanno a disposizione possibilità di exit. 
Un discorso analogo vale per la difesa. 
Chi ha vissuto il blackout nella penisola iberica ha sperimentato concretamente – anche se soltanto per un millesimo – il dramma ben più ampio delle popolazioni ucraine che da più di tre anni convivono oltre che con il danneggiamento delle infrastrutture energetiche – con una pioggia imprevedibile di missili, droni e ogni sorta di ordigni mortali. Come dimostra il blackout di ieri che non ha certo rispettato i confini nazionali, la scala giusta per affrontare adeguatamente i rischi alla nostra sicurezza (interna e internazionale) non può che essere quella dell’Unione Europea e del pilastro europeo della NATO. Non facciamoci illusioni; tutto e subito non è possibile, ma la proposta di 150 miliardi finalizzata al common procurement della Difesa avanzata dalla Commissione è, dopo tanti tentennamenti, un passo nella giusta direzione.

Marco Mayer

(pubblicato su Il Riformista del 29/04/2025)

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, centrosinistra, commissione, conti, convivenza, democrazia, discorso, disposizione, francia, globalizzazione, lavoro, mercati, nato, spagna

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti