• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Birobidžan, storia tragica di un esperimento fallito

questa regione, posta all’estremo limite della Russia asiatica, al confine con la Cina, è stata, per decenni, lo scenario di uno dei più insensati esperimenti del comunismo sovietico, la creazione di una regione autonoma ebraica.

di Valentino Baldacci | 3 Ottobre 2021

Oggi il nome stesso di Birobidžan non dice niente alla quasi totalità delle persone e degli stessi ebrei. Eppure c’è stato un tempo nel quale questa regione, posta all’estremo limite della Russia asiatica, al confine con la Cina, è stata, per decenni, lo scenario di uno dei più insensati esperimenti del comunismo sovietico, la creazione di una regione autonoma ebraica che avrebbe dovuto costituire un’alternativa al sionismo che si stava diffondendo anche nella Russia staliniana.
La vicenda del Birobidžan è narrata in un libro di Masha Gessen appena pubblicato (Dove gli ebrei non ci sono, Giuntina, Firenze, 2021) a cui la stessa autrice ha voluto aggiungere quello che, più che un sottotitolo, è una sorta di sommario: “La storia triste e assurda del Birobidžan, la regione autonoma ebraica nella Russia di Stalin”.
Bisogna dire che la vicenda del Birobidžan appartiene alla storia del popolo ebraico perché ebrei ne furono i protagonisti, o meglio le vittime, ma appartiene ancor più alla storia del comunismo sovietico, alla sua volontà – che era la volontà di Stalin condivisa dal gruppo dirigente che con lui deteneva il potere – di riplasmare il destino dei popoli dall’alto, secondo un disegno ideologico al quale erano estranei coloro che ne dovevano essere i protagonisti. Fu una delle caratteristiche dell’età di Stalin lo spostamento forzato di intere popolazioni, deportate in luoghi lontani dalle loro località di residenza. Quella pratica si affermò in particolare dopo la II guerra mondiale quando Stalin volle in tal modo punire quelle popolazioni che, a suo dire, avevano collaborato con i nazisti; ed era vero che in molte regioni dell’Unione Sovietica, dopo più di venti anni di regime comunista, i tedeschi furono in certi casi vissuti dalla popolazione locale più come liberatori che come invasori, anche se dovettero rendersi conto ben presto di quali erano le intenzioni dei nazisti nei loro confronti.
Ma il caso della deportazione degli ebrei russi nel Birobidžan risale a ben prima della II guerra mondiale. Era frutto delle teorie sulle nazionalità di Stalin che ebbe l’idea di risolvere il problema del diffuso antisemitismo presente nell’URSS creando una sorta di grande ghetto, posto all’estremo limite del territorio sovietico, nel quale, in prospettiva, avrebbero dovuto confluire tutti gli ebrei russi. In realtà quell’esperimento di creazione artificiale di una regione autonoma ebraica fallì fin dall’inizio, perché, tra l’altro, entrava in contraddizione con un aspetto del regime staliniano, troppo spesso taciuto, il suo antisemitismo, che portò il dittatore a colpire le stesse persone che avevano creduto a quell’esperimento, prima all’epoca del grande terrore del 1937 e poi, con rinnovata e maggiore violenza, dopo la II guerra mondiale, quando la paranoia staliniana vedeva dappertutto traditori e spie. Come si sa, gli ebrei furono tra le maggiori vittime di quella paranoia.
Con la morte di Stalin l’esperimento del Birobidžan perse ogni significato, anche se formalmente rimase in piedi ancora per alcuni decenni. La conclusione definitiva ci fu quando, durante l’agonia dell’Unione Sovietica, con la fine del divieto di espatriare, i non molti ebrei rimasti nel Birobidžan decisero di trasferirsi in Israele.

Valentino Baldacci

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cina, comunismo, dittatore, firenze, ghetto, guerra mondiale, nazisti, persone, regime, storia del comunismo

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti