E’ il treno della “seconda repubblica”, non quello di Renzi che è giunto ad un binario morto.
Un quarto di secolo fa, tramite golpe mediatico giudiziario, venne eliminata una intera classe politica, affannata e invisa, ma vera. Ne prese il posto una classe politica finta, teleguidata da altri poteri: finanza, sindacati, magistratura, clero. Tutto ciò con la promessa di sradicare la corruzione e di riformare le istituzioni politiche per renderle efficienti.
I risultati, dopo due decenni e mezzo, sono fallimentari da entrambi i punti di vista. Sotto il profilo morale, le cose vanno di gran lunga peggio. Prevaleva ieri il finanziamento illecito dei partiti che venne usato come leva per ribaltare il sistema cavalcando l’indignazione (e l’ipocrisia) popolare. Oggi, assieme al finanziamento illecito dei partiti che non è stato eliminato le cronache ci rivelano una crescita della corruzione ai fini di arricchimento personale. E, ancora peggio, la fine dei partiti ha avuto come conseguenza l’avvento di clan spregiudicati che usano la politica per orientare, le leggi del parlamento e le decisioni governative. Insomma: gli arricchimenti personali avvengono tramite atti legislativi, amministrativi, nomine ispirati ad interessi di parte e non generali.
Sotto il profilo della riforma delle Istituzioni per renderle più efficienti, siamo in un vero e proprio campo di macerie. Due anni di discussioni e battaglie parlamentari per modificare la Costituzione, si dimostrano inutili non tanto perché potrebbero essere spazzati via dall’esito del referendum di autunno. Ancora di più l’inutilità e la futilità emergono di fronte ad eventi molto più seri quali Brexit, terremoti dei mercati, situazione internazionale incandescente, terrorismo, etc.
Invece di dedicarsi a queste questioni, la nostra classe politica si è baloccata con il giocattolo delle riforme costituzionali, solo per consentire a Renzi di aggregare una maggioranza purchè sia, nobilitando i tradimenti del mandato elettorale con la esigenza di “modernizzare” il Paese. Inoltre, la riforma elettorale, strettamente collegata alla prima, traballa perché si scopre, ancora una volta, che potrebbe raggiungere fini opposti a quelli per i quali era stata pensata. Sono ormai in molti, anche tra i renziani, a giudicarla negativamente perché rischierebbe di portare al governo Grillo pur con una massa di voti assai lontana dalla maggioranza. Ed è evidente che se una legge è cattiva oggi perché rischia di favorire Grillo, lo era altrettanto ieri quando rischiava di favorire Renzi.
Mai è stato tanto chiaro che non bastano i marchingegni elettorali e/o costituzionali per risolvere i problemi della stabilità e della efficienza dei governi. Contano assai di più i processi, i valori ed i protagonisti politici. Le tendenze populiste presenti in partiti che se potessero sommarsi rappresenterebbero la maggioranza degli elettori non fanno che rendere più drammatica questa semplice verità. Si sconta, in Italia, l’assenza di una forza basata su solidi principi laici, liberali e riformisti. Fino a quando esisteva, ancorchè divisa in una molteplicità di partiti (PSI, PSDI, PLI, PRI, Radicali) questa forza era decisiva per imporre scelte giuste, difficili e dolorose in campo economico, sociale e di collocazione internazionale.
Oggi è impensabile “richiamare in servizio” i vecchi partiti che, oltretutto, se avevano meriti, avevano anche la loro parte di errori. Ma qualcosa di simile e al tempo stesso di nuovo, stante il declino attuale del PD e del centrodestra, sarebbe assai più utile di una riforma costituzionale pasticciata e di una legge elettorale truffaldina che rappresenta una mina vagante in grado di esplodere non si sa come e quando.

Caro Nicola,
Renzi è un fallito e lo capirà tra qualche mese, perchè per darsi importanza pensa alle leggi Universali sic.
Sono andato a lezione da Prodi a Padova per capire la sua superiorità da dove deriva e ho imparato come lui affronta con umiltà ancor oggi, ogni piccolo problema con curiosità ed entusiasmo.
Magari anche Renzi, prima di diventare un imbarazzo per tutti i suoi amici, una cosa giusta a semplice potrebbe farla.
Abbiamo in Italia e particolarmente in Toscana e Verona, centinaia di migliaia di Europei che avendo nazionalità Britannica, si troveranno nel loro paese ad dover subire gli esiti di un Referendum per il quale a loro in Italia, non è stato concesso votare.
Un decreto d’urgenza che da loro diritto di mantenere la Cittadinanza Europea aggiungendo a quella UK il diritto a quella Italiana, dal giorno stesso della notifica del Brexit, sembrerebbe atto dovuto già da ora.
L’analisi è perfetta. Non possiamo ricreare i vecchi partiti, purtroppo ! Allora quale può essere la soluzione?
Il PD è un tendone sotto il quale si sono rifugiati tutti ed il cui grido di battaglia è : Arraffa..Araffa.. I grillotti saranno anche peggio ? Staremo a vedere Torino , visto che Roma senza interventi divini non è risolvibile.
Non so ‘cosa’ potremmo fare . Non so se andare a votare, per chi votare. Speriamo che nel mio caso sia colpa dell’età è che voi giovani abbiate idee più chiare.