Nelle settimane dei nuovi regolamenti di conti mondiali tra guerre in Nord Africa e incursioni in Pakistan, tra piani economici contrapposti, tra la povera Grecia e la super Germania, quatto quatto Bill Gates ha assestato il suo colpo mondiale nelle telecomunicazioni. Ridimostrando che il mercato ict (infortmation and communication technology) è tutt’altro che bollito. Anzi, è vivo vegeto e miracoloso. Basta farlo lievitare, anche quando ce l’ha l’avversario, il competitor. Bill , Skype, un mare di dati, un mare di dollari e noi. Tutti noi. Tutti uniti appassionatamente anche se non lo sappiamo. Da ieri, da oggi da domani ognuno di noi con un contatto Skype è un granello fruttifero dell’impero Gates, che alimentiamo anche senza saperlo facendoci un nuovo contatto, alimentando una nuova conoscenza, in rete. Microsoft ha comprato a 8 miliardi e mezzo di dollari Skype, che il precedente possessore aveva pagato tre volte di meno, perché con Skype ha incorporato i suoi quasi 665 milioni di utenti. Seicentossessantacinquemilioni di macrodati. Che ogni ora generano collegamenti con altri utenti, che ogni ora connettono altri profili, che ogni ora conquistano nuovi contatti, una miniera continua. Una piattaforma che lavora come un termitaio. Si autoalimenta. Alimenta il patrimonio dati, alimenta il patrimonio economico. Dati uguale ricchezza. Più dati uguale più ricchezza, in questo campo talora addirittura a ritmo esponenziale. Ogni dato raddoppia. Più uso Skype, più connetto nuovi contatti importandoli magari da altri gestori, i programmi automatici no mancano, e più do valore a Skype, e confermo che quegli otto milioni e mezzo di dollari di Bill non sono proprio mal spesi. Certo hanno ragione tutti gli osservatori economici che hanno visto nella mossa di Bill Gates una manovra per fare concorrenza ad Apple e Google nel campo delle comunicazioni. La Gabanelli in casa nostra ci fece una lezione qualche settimana fa sui sistemi della rete “Ma Google cosa sa di noi? Dimmi cosa vuoi e ti dirò chi sei!”
Ma Skype non è solo una linea telefonica, Skype non è solo un quasi magico strumento per cui dal computer telefoni gratis usando il collegamento internet da fisso a fisso o spendendo pochissimo se telefoni al cellulare perché il sistema porta la chiamata alla stazione terrestre più vicina alla cellula, certo c’è anche questo, ma il cuore dell’operazione Microsoft – Skype è nello sterminato elenco di contatti che si porta dentro. Cioè tutti noi. E tutti noi con i nostri contatti a nostra volta. E il contatto potenziale del nostro contattato che a sua volta verrà inserito. Noi abbiamo bisogno di comunicare sempre più velocemente e sempre più costantemente e augurabilmente a prezzi sempre più bassi, se non irrisori , se non nulli. Ebbene il pagamento lo facciamo in condivisione di dati, in trasmissione di conoscenze personali. In cessione inevitabile delle nostre relazioni. E’ un bene? E’ un male? Chissà dove finiremo? Domande filosoficamente legittime ma tecnicamente quasi inutili. Facciamocene una ragione.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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