8447 milioni di euro. Sono le entrate e le uscite della Toscana per il 2005, così come risultano dal Bilancio di previsione presentato dalla Giunta regionale. Il documento è stato illustrato ai giornalisti, ancora prima che ai consiglieri regionali. Il che ha fatto scattare la protesta del presidente del gruppo di Alleanza Nazionale, Maurizio Bianconi. Il fatto la dice lunga su come la maggioranza che guida la Toscana intenda le istituzioni democratiche e il rapporto con le minoranze: un aspetto, del tutto formale, della vita della Regione. Quello che importa è mandare i messaggi ai veri destinatari, vale a dire i cittadini. La cosa non ci meraviglia. Meraviglia semmai la meraviglia dell’ opposizione di centro destra, tanto più che la stessa nei mesi scorsi aveva addirittura messo in cantiere una pseudo intesa istituzionale votando uno Statuto, e ancora di più, una legge elettorale semplicemente vergognosi. Ma torniamo al Bilancio. Dunque entrate ed uscite, dice la giunta, aumentano, rispetto al 2004, del 9 per cento. Ricordando le tante polemiche fatte dalla sinistra sullo strangolamento degli enti locali, regioni in testa, messo in opera dal governo nazionale, l’occhio di un attento osservatore scorre subito alla voce entrate per vedere di quanto aumentano le tasse di competenza regionale. Ebbene non solo queste non aumentano ma addirittura diminuiscono sia pure in modo quasi simbolico visto che il decremento dell’Irap, dal 4,25 al 3,75%, riguarda solo le aziende “etiche”, vale a dire quelle che hanno la certificazione Sa8000 che viene data a chi non impiega nel ciclo produttivo lavoratori in nero, sottopagati o costretti ad operare in condizioni disumane. Non importa essere esperti contabili per capire che i soldi in più derivano dall’aumento dei trasferimenti dello Stato, allo faccia dei “sacrifici” imposti dal Governo.
A parte questa sorpresa il Bilancio non presenta particolari novità rispetto agli anni scorsi. Il 63% della spesa è come sempre assorbito dal comparto sanitario, per il resto vengono confermate le scelte già fatte. Nessun volo di fantasia, nessuna indicazione reale su come dare una scossa all’economia della Toscana, che, più di altre, risente della difficile congiuntura internazionale con difficoltà molto pesanti nell’export che costituisce l’ossigeno per tante piccole e medie aziende della regione. Unica novità, sotto questo profilo, l’annuncio di un incremento di 279 milioni per il piano straordinario di investimenti che varato nel 2003 dispiegherà i suoi effetti fino al 2007. Soldi che potrebbero servire per trasporti, alloggi universitari, cultura, turismo. Potrebbero perché nella Finanziaria del Governo c’è il tetto del 4,8 per cento di aumento per questo tipo di spese. Se confermato, sarà tutto da rivedere.
I numeri del Bilancio indicano calma piatta. Non così il filo conduttore politico dello stesso. Martini è stato chiaro. “Spero che sul Bilancio arrivi da Rifondazione un segnale positivo”. Fino ad oggi il partito di Bertinotti ha sempre votato contro. Ma le elezioni sono alle porte e da Roma è arrivata l’indicazione, in nome della G.A.D., la Grande Alleanza Democratica, di estendere le intese al PRC. Rifondazione quindi deve avvicinarsi alla maggioranza, cominciando a votare atti significativi, come ad esempio questo Bilancio. Che proprio per questo è stato scritto pensando a Bertinotti e non alla Toscana.
BILANCIO REGIONALE 2005. LA TOSCANA SI PREPARA ALLE ELEZIONI E CERCA IL DIALOGO CON RIFONDAZIONE COMUNISTA. AUMENTANO I SOLDI A DISPOSIZIONE
I numeri parlano chiaro. Per il prossimo anno la Regione avrà un incremento delle risorse del 9%. Nessuna scelta innovativa nel Bilancio di previsione. Atteso il giudizio di Rifondazione Comunista

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