Parnilla August, attrice fra gli altri di Bergman e Lucas, è passata alla regia e il film Beyond, presentato a Venezia nella sezione Settimana della Critica, ha vinto il premio del pubblico. Ottimo esordio quindi e ottimo risultato per un film difficile tratto dal romanzo inedito di Susanna Alakovski.
In una lunga seduta psicoanalitica , leggermente fuori orario, che parte dal tranquillo risveglio di una famiglia felice nel giorno della Festa di Santa Lucia, turbata dall’arrivo di una telefonata, Leena, la protagonista, suo marito Ola (marito anche nella realtà della vita), e le figlie, scenderanno nel buio dell’orrido, nella realtà troppo sofferente che Lena bambina aveva subito e poi rimosso.
All’inizio del fil Lena è bella, è giovane, è felice: ha un marito che la ama e la desidera, ha due figlie , è riuscita ad avere una famiglia i cui componenti amano e sono riamati.
Subito dopo la telefonata che lei non avrebbe mai voluto ricevere Leena si trasforma: appare più vecchia, i suoi occhi hanno uno sguardo duro, la dolcezza verso le figlie non esiste più, come sembra non provare più alcun sentimento per il marito. Leena è all’improvviso il dottor Hilde.
Durante il viaggio che la porterà verso la madre Leena inizia la sua discesa agli inferi. Con una successione sempre più incalzante di flashback Parnilla fa riaffiorare il passato di due bambini, Leena e il fratellino, la cui infanzia è stata distrutta dalla povertà, dall’amore sbagliato dei genitori immigrati, che nella loro personale autodistruzione (botte e alcolismo) hanno dimenticato le necessità dei figli, dai servizi sociali che, nel loro intervento, hanno separato i due fratelli.
Riaffiora quindi l’amore/odio di Leena nei confronti di quella madre che lei da bambina ha tentato di amare, di proteggere (si è accollata il compito di proteggere e far crescere il fratellino, l’ha affiancata nei lavori di pulizia nelle case dei ricchi), di salvare.
“Il nostro passato ci accompagnerà sempre” dichiara la regista ed è con il passato che Leena dovrà fare i conti per salvarsi nuovamente, dividendo stavolta il dolore e la paura con la famiglia che si è creata e che aveva tenuta all’oscuro non solo del suo dolore passato ma anche dell’esistenza di una suocera e di una nonna.
E sono momenti di alto cinema quelli in cui la macchina da presa si sofferma sui primi piani: delle figlie spaventate per le reazioni incontrollabili della madre, sul volto dolente e impaurito di Leena bambina che tiene sottacqua le orecchie del fratellino perché non senta le urla dei genitori,sul primo tentativo di sorriso di Leena adulta che riabbraccia , finalmente pacificata, il marito e le bambine dopo la morte della madre.
Quando la madre, malata terminale, le chiede di fumare un ultima sigaretta Leena glielo concede e nello spettatore nasce un dubbio: è un segno pacificatore o il desiderio che la madre muoia prima?
Leena bambina ha un taccuino su cui annota tutte le parole difficili della nuova lingua che sta imparando; è nella volontà e nella tenacia di questa bambina che nuota come una scheggia nell’acqua della piscina, per far contenta la madre che avrebbe voluto essere una campionessa, che troviamo la spiegazione della salvezza di Leena.
E nei ricordi che feriscono nuovamente Leena c’è anche il dolore che le ha spaccato l’anima da bambina: quei genitori che si sono picchiati, si sono ubriacati insieme, si sono distrutti insieme, in modo malsano si amavano tanto che la madre moribonda ha chiamato Leena non tanto perché sentiva la mancanza della figlia ma perché voleva morire avendo accanto le ceneri del marito morto.
Leena che è riuscita laddove la madre aveva fallito avrà il supporto del marito e delle figlie, di questa famiglia che è riuscita a creare nonostante i dolori del passato e grazie al fatto che ha rimosso il suo passato negandosi anche il ricordo. Nel timido sorriso di Leena, una bellissima Noomi Rapace, ( protagonista della trilogia Millennium) che abbraccia i suoi cari si chiude il film, con la certezza che nonostante il grande dolore dell’infanzia sottratta, nonostante la rimozione necessaria per sopravvivere, fatti i conti con i fantasmi del passato, nella vita si possa ancora andare avanti.
Maria Rita Monaco

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