“… Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Nell’antica Grecia non aveva il significato spregiativo attuale ma indicava solamente l'”illegalità” del potere”.

Leggendo il Corriere della Sera di venerdì, il bilancio del governo dimissionario è sintetizzato nell’espressione: “Partito con una squadra apparsa nuova, Letta è stato tradito dalla lentezza”. E quindi, in base a questo elementare valore di giudizio, dovrebbe poter sembrare accettabile la sostituzione sia della squadra che innanzitutto del capo. Del nuovo capo – da non confondere con la figura del kapò evocata da Silvio Berlusconi anni addietro -, sempre sul maggiore quotidiano nazionale si legge invece: “è così sicuro di sé da rivendicare come virtù ciò che gli viene rinfacciato come vizio: l’ambizione”. Si dice anche che sia smisurata, l’ambizione; e ci auguriamo pertanto che non sia solo fine a se stessa. Perché al riguardo, in verità, più di un dubbio è sopraggiunto. Ma, in ordine ad una plausibile motivazione, perfino lo storico giornale, nel fondo di prima pagina, sembra concludere: “L’impressione, tuttavia, è che ormai non serva a molto scandalizzarsi: il problema non è solo Renzi”.
E quindi sarebbe, ed è aggiungiamo noi, di volta in volta, Berlusconi, Monti, Renzi e quanti, in barba alle leggi ed alle procedure vigenti, sacrificano, di volta in volta, un pezzo di democrazia. Fino a quando per la vitalità della stessa non serve più neanche lo scandalo … e di scandali in questi anni ne abbiamo visti fin troppi tra comuni, province, regioni e governi nazionali. Anche mio malgrado, insisto; ma tutto è iniziato con l’introduzione della vigente normativa che fa riferimento sia alla cosiddetta legge dei sindaci che alla riforma del titolo V della Costituzione, misure che di fatto hanno ridotto la democrazia ad “enclavi” di potere.
Oggi, nell’era della comunicazione tecnologica avanzata, l’enciclopedia libera di wikipedia al termine enclave reca: “In geografia politica, un’enclave è una regione interamente compresa all’interno di uno stato, che però appartiene ed è governata da un altro Paese”. E comunque, riprendendo e proseguendo nella nostra riflessione, il termine anglosassone maggiormente in uso di lobby può in effetti servire ancora meglio a rappresentare l’azione politica di un gruppo di pressione esercitata su un lembo periferico di territorio quasi sempre in autonomia rispetto a quanto accade in altri lembi periferici di territorio o al centro geografico del paese.
Negli ultimi anni, la magistratura sembra abbia svolto nel nostro paese anche un ruolo di supplenza della politica. Non è bastato cioè solo reprimere gli scandali, ultimamente si è reso di fatto anche necessario intervenire per il ripristino delle condizioni minime di legalità democratica: legge elettorale, situazione delle carceri, stati d’insolvenza di enti e imprese, doppi incarichi e quant’altro di simile.
Se lo scandalo non è più utile alla democrazia, gli antichi greci insegnano che forse esiste ancora una possibilità: il disprezzo! A tale proposito, direi che vale la pena leggere ancora una volta cosa riporta wikipedia, in un passaggio dell’intero testo, alla voce “Politica”: “… Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Nell’antica Grecia non aveva il significato spregiativo attuale ma indicava solamente l'”illegalità” del potere”.
E se così stessero oggi le cose nel nostro paese, allora credo proprio si debba andare a votare. Con il proporzionale.

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