Chiariamo subito la cosa più importante: una riedizione del golpe mediatico-giudiziario del ’92 ci troverà fieri avversari come lo fummo, invano, venti anni fa.
Che la nuova iniziativa della procura di Milano su Berlusconi, quella sulle ragazzotte in carriera disposte a tutto, fosse l’inizio di un duello al termine del quale uno solo sarebbe rimasto in piedi, l’avevamo capito e segnalato sin dall’inizio.
La richiesta di rito immediato sulla quale dovrà decidere il GIP era ampiamente annunciata e niente aggiunge. In attesa che il giudice terzo si pronunci, resta solo da chiarire se ci siano, e quali, responsabilità penali del premier.
Due cose sono invece chiarissime: da un lato i comportamenti censurabili del presidente del consiglio, che non sono quelli denunciati dagli ipocriti e dai bacchettoni, cioè quelli riguardanti la sfera sessuale e personale. Ci interessa molto di più, per esempio, la vulnerabilità delle misure di sicurezza, la commistione tra attività pubblica e privata, l’imbarazzo possibile, nell’esercizio del suo ruolo, a causa dei comportamenti privati e dello squallido contorno emerso con forza.
Dall’altro lato è altrettanto chiaro che nell’inchiesta e, soprattutto, nel clamore mediatico da essa provocata emerge l’intenzione di cogliere l’occasione, casuale o costruita che sia, per eliminare Berlusconi per via extrademocratica. Non tutto ciò che uscito sui giornali ha attinenza con eventuali responsabilità penali. Ed il ricorso al rito immediato, per l’ultimo tra i vari indagati iscritto nel registro, non odora né di prudenza né di moderazione, entrambe necessarie quando si mettono in moto meccanismi capaci di vanificare la sovranità popolare espressasi attraverso il voto.
Per quanto riguarda le eventuali responsabilità penali, restiamo dunque in attesa degli sviluppi.
Per tutto il resto, affermiamo invece, con forza, che non dovranno essere la magistratura, i giornali e gli interessi dei padroni dei giornali a stabilire per la seconda volta in venti anni chi deve governare l’Italia.
A differenza di venti anni fa, pensiamo che questa volta non saremo in pochi. E che il successo della torbida manovra sia tuttaltro che assicurato.
N.C.

Caro Nicola,
perfettamente d’accordo sui temini del caso Berlusconi e che si aspettano i VERI estremi di illecito penale.
Sullo stesso clima di venti anni fa ci vado cauto.
Ed in più resto dell’avviso, e l’ho ripetuto per 20 anni, che su mani pulite la verità va detta tutta e non mormorata a metà.
La storia dei giudici cattivi amici dei comunisti (e che li vogliono far passare anche come amici di Occhetto e dunque anche di Gino Di Maro) è prima metà.
Buttate fuori l’altra metà che da 20 anni nessuno ha avuto il coraggio di dirla da questa parte.