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Bentornata Repubblica Democratica di Toscana!

di Tuttocchiali | 28 Luglio 2014

Ricusato il giudice del processo per le violenze sessuali e i maltrattamenti al Forteto. Il processo andrà a ramengo assieme alla eterogenea rete di sostegno alla cooperativa. Con un minimo comune denominatore: la matrice cattocomunista.

Silvio Berlusconi, nei suoi innumerevoli processi, di ricusazioni ne avrà chieste un centinaio e non ne ha ottenuta una. Il principale accusato delle violenze contro i minori affidati alla cooperativa del Forteto, in provincia di Firenze, ne ha chiesta una sola e gli è stata subito concessa.

Tutto da rifare, dunque, ai fini dell’accertamento delle responsabilità di Rodolfo Fiesoli, detto “Il Profeta” ed altre 23 persone per le violenze sessuali e i maltrattamenti avvenuti dentro la comunità mugellana per decine di anni.

Il processo è di quelli scabrosi e difficili, che aveva preso il via tra non poche difficoltà. Troppo imbarazzanti i fatti, che hanno rovinato vite e diviso affetti e famiglie, in un plumbeo clima di soggezione morale e materiale nei confronti del Profeta e degli altri dirigenti del Forteto. In questa cooperativa agricola che era anche una comunità, il valore da abbattere – hanno raccontato molti di coloro che ci sono passati – era la famiglia di origine, con la quale si esortava a rompere per poi sottostare a violenze di ogni tipo, soprattutto omo ed etero sessuali. Il tutto per 35 anni, a cominciare dal 1977. A sostenere il Forteto una schiera di giudici del tribunale dei minori, di assistenti sociali, di Asl, di amministrazioni locali, Regione compresa, che in trentacinque anni hanno elargito fondi alla comunità di Fiesoli, dello stesso mondo delle coop. Ma anche di politici, giornalisti, sociologi, educatori e circoli cattolici progressisti che hanno avallato il mito del Forteto. E tutto questo nonostante che Fiesoli avesse subito nel 1979 una condanna a due anni di carcere per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti (sentenza passata in giudicato nel 1985).Le indagini erano state condotte dai PM Carlo Casini – poi fondatore del Movimento per la vita – e Gabriele Chelazzi, poi sostituto procuratore all’Antimafia, morto nel 2003.

Ora altri magistrati della Corte d’Appello di Firenze hanno accolto la richiesta di ricusazione del presidente del collegio giudicante, Marco Bouchard, per il suo «tono incalzante e assertivo e a tratti insofferente» e «le contestazioni non espresse in forma dubitativa». Tutti indizi, a parere della Corte di Appello di un pregiudizio.

Quale la conseguenza? Che tutto andrà a ramengo, ovvero in prescrizione. Non solo i reati dei “cooperatori” del Forteto. Ma anche e soprattutto i sostegni e le coperture, dal tribunale dei Minori che dava in affidamento i ragazzi agli Enti che concedevano i contributi, dal mondo delle coop alla rete di assistenti sociali, dai dirigenti di partito agli esponenti istituzionali, fino ai giornalisti, sempre in visita alla cooperativa-comunità di Vicchio del Mugello. Tutti con un unico comune denominatore: l’appartenenza al mondo sempre potente in Toscana del cattocomunismo, dei preti che volevano fare i comunisti e dei comunisti che volevano fare i preti, pessimi allievi di don Milani e Padre Balducci.

Il giudice Bouchard, come richiesto da Fiesoli, non giudicherà. Nel decidere la sua esclusione, invece, determinante è stata la giudice Maria Cannizzaro in qualità di consigliere relatore dell’ordinanza. In precedenza, quando lavorava al tribunale dei minori, la giudice Cannizzaro – ha ricordato il capogruppo di Forza Italia al Consiglio Regionale, Mugnai- aveva “siglato lei stessa provvedimenti che hanno avuto come esito l’affidamento di minori”. Sarebbe, magari, stato opportuno che si astenesse. Ma non lo ha fatto. “Sembra proprio che si voglia far di tutto per lasciar sole le vittime degli abusi del Forteto” secondo la capogruppo del Centro Democratico, Maria Luisa Chincarini. «Nella ricusazione del giudice e nel recente mancato commissariamento della cooperativa — accusa Bambagioni del PD —, vedo la precisa volontà di proteggere in qualche modo il sistema Forteto e non andare al cuore delle responsabilitàdei crimini perpetrati per anni ai danni di innocenti bambini». Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli “si rafforza il timore che nonostante tutto quello che è emerso pubblicamente, il sistema Forteto sia ancora protetto da uomini molto influenti e potenti”.

E allora, bentornata Repubblica Democratica di Toscana.

Pubblicato in : Editoriale

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Tuttocchiali: uno scriba errante e discontinuo che appare e scompare da oltre quaranta anni su giornali e testate della Toscana. qualcuno dubita che realmente esista, altri pensano addirittura che i suoi scritti siano frutto dell’opera collettiva di una molteplicità di altri scrivani. Ma non è lecito rivolgersi ad esempi del passato che porterebbero a confondere l’ironia con il ridicolo.

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