
Il Quirinale non risponde all’attacco di Putin, fa sapere di non aver voluto mettere sullo stesso piano il dittatore nazista e l’autocrate russo, e invita a rileggere il discorso che Mattarella ha pronunciato a Marsiglia il 5 febbraio.
Il Presidente ha fatto un ragionamento storico complesso, riferendosi agli anni trenta del secolo scorso, cercando analogie con il presente e mettendo sotto accusa le politiche nazionaliste e aggressive come quelle di Hitler, ma anche lo svuotamento e il fallimento delle istituzioni internazionali, come la Società delle Nazioni, favorito dall’isolazionismo americano.
Al di là di ogni analogia con il presente che si può vedere in questo ragionamento, rileggendo l’intervento di Mattarella, a me ha colpito soprattutto, e molto positivamente, il richiamo ad una Europa unita, indipendente e protagonista del suo futuro.
Infatti, appare chiaro che il Presidente abbia criticato sia l’oligarchia dei miliardari che hanno il potere negli USA sia l’ autocrazia illiberale del regime russo di Putin al potere dal 1999.
“L’Europa intende essere oggetto nella disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà? Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie? Con al massimo la prospettiva di un ‘vassallaggio felice’.
Bisogna scegliere: essere ‘protetti’ oppure essere ‘protagonisti’.”
Lascio a voi individuare a chi potesse alludere il Presidente dalla Repubblica a proposito del “vassallaggio felice”.
Forse non importa andare lontano, basta guardare ai comportamenti del governo Meloni.
Enrico Rossi

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