• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Belpaese: maglia nera per i salari

È un’onta che si abbatte sull’intera classe dirigente del Paese, politica e imprenditoriale. L’Italia è il Paese del G20 dove i salari hanno perso di più in termini di potere d’acquisto: -8,7% rispetto al 2008. Nello stesso periodo, in Francia sono cresciuti del 5%, in Germania addirittura del 15%. Sono dati contenuti nel Rapporto mondiale sui salari 2025-26 dell’OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro, presentato ieri.

di Enrico Rossi | 25 Marzo 2025

L’Italia ha il record negativo dei salari reali.

È un’onta che si abbatte sull’intera classe dirigente del Paese, politica e imprenditoriale.

L’Italia è il Paese del G20 dove i salari hanno perso di più in termini di potere d’acquisto: -8,7% rispetto al 2008. Nello stesso periodo, in Francia sono cresciuti del 5%, in Germania addirittura del 15%. Sono dati contenuti nel Rapporto mondiale sui salari 2025-26 dell’OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro, presentato ieri.

Nel triennio 2022-2024 abbiamo avuto prima due anni di crollo (-3,3% e -3,2%) e poi un timido +2,3% nel 2024. Ma non basta a colmare il buco scavato negli anni precedenti.

L’OIL segnala che questa tendenza discendente dei salari ha radici storiche, risalenti ai primi anni ’90, e si è aggravata con la crisi del 2008, la pandemia e l’inflazione legata alla guerra in Ucraina. Anche nel 2024, l’aumento dei salari reali è stato marginale, mentre i profitti sono cresciuti. Il sistema economico italiano resta sbilanciato verso bassi salari, precarietà, scarsa innovazione e alta dipendenza da esportazioni e fondi pubblici.

Il problema infatti è strutturale ed legato alla campagna reazionaria contro il costo del lavoro che ha creato quella ideologia della sottovalutazione del lavoro e della sua precarizzazione. Di qui la bassa produttività (soprattutto nei servizi), la poca innovazione, le imprese piccole e poco organizzate, gli scarsi investimenti nella formazione. Il risultato è che anche quando produttività cresce con l’uso di nuovi macchinari, i salari restano fermi.

Eppure quasi tutti i lavoratori sono coperti da contratti nazionali. Ma il meccanismo di rinnovo è inadeguato, legato a un indice d’inflazione che esclude i costi energetici (quelli che pesano di più sulle famiglie) e rimanda ai contratti aziendali – che però esistono solo nelle grandi imprese – la redistribuzione dei guadagni di produttività.

Intanto restano profonde disuguaglianze:

– i lavoratori stranieri guadagnano il 26% in meno degli italiani;

– le donne, sono penalizzate da part time e carichi di cura e ricevono stipendi più bassi;

– i giovani, anche laureati, sono pagati molto meno rispetto ai coetanei europei.

Una situazione che si trascina da anni, mentre i governi, le imprese e sindacati non riescono a dare risposte. Non di rado deve intervenire la magistratura per ricordare che l’articolo 36 della Costituzione non è un optional.

Neanche il salario minimo, a 9 euro lordi, che vige in quasi tutti i paesi europei si è voluto introdurre in Italia. Una misura insufficiente ma che avrebbe riguardato ben 3,6 milioni di lavoratori che si trovano in condizioni inaccettabili di sfruttamento.

Landini dice che è tempo di aprire una vera vertenza sui salari. A partire dallo sciopero dei metalmeccanici del 28 marzo.

Enrico Rossi

Pubblicato in : AperturaTag: anni, classe dirigente, costi, costituzione, costo del lavoro, crisi, enrico rossi, euro, fondi pubblici, francia, g20, germania, giovani, italia, lavoro, magistratura, paesi europei, sciopero, sindacati, sistema economico, stranieri

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti