
A Milano nella storia di diverse generazioni si è sempre tramandato il ricordo nefasto del generale bava Beccaris.
Egli fu noto nella storia per la sanguinosa repressione dei moti di Milano del 1898 (noti anche come “moti del pane”).
Inviato dal Governo Centrale per reprimere questo moto insurrezionale fece una strage di civili sparando loro ad alzo zero nelle barricate che avevano formato in pieno centro città.
Successivamente agli arresti ed ai deferimenti dinnanzi ai tribunali militari ci fu la soppressione dei giornali e la chiusura di associazioni sindacali e socialiste.
Correva il 1898.

Nessuno immagina naturalmente la stretta amalgama fra i moti dell’epoca e quelli odierni, se vi è similitudine lo è soltanto nella provenienza del generale Bava Beccaris che è cuneese come il Ministro della Difesa odierno che ha suggerito una stretta securitario di tipo poliziesco militare alle vicende che hanno coinvolto nei tumulti innanzitutto dei giovani cittadini che hanno devastato delle attività civili producendo dei danni muovendosi in assetto da guerriglia, colpendo con particolare violenza.
Resta sullo sfondo il singolare sincronismo dell’iniziative popolari in particolari giovanili all’interno di democrazia occidentali, rimane in sospeso una risposta politica generalizzata che comprenda e non ignori le ragioni, semmai ce ne fossero di pertinenti, di questa esplosione improvvisa ma non casuale.

La risposta politica, resta come dice la canzone “nel vento”
Per ora il Governo Italiano fa di questa vicenda una questione prioritaria di sicurezza. Le forze democratiche, come si diceva un tempo, hanno il dovere di vigilare sugli eccessi della protesta politica, ma hanno anche il dovere di generare delle risposte che non siano vaghe e confuse né tantomeno complici della violenza, ma se è accaduta una cosa grave significa che siamo dinanzi a questioni gravi che spingono alla rabbia cieca e distruttrice.
Questioni da ricercare all’interno della società e non altrove. Qualsiasi siano gli agenti che sfruttano il malcontento. Esso non può essere ignorato.
E non sarà un altro generale bava Beccaris a risolverlo sbrigativamente.
Bobo Craxi

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