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Banche vittime di se stesse e di Basilea

L’applicazione degli accordi di Basilea, in Italia ha provocato il fallimento di centinaia di migliaia di aziende, la perdita di milioni di posti di lavoro.

di Roberto Fronzuti | 31 Gennaio 2016

La discussione riguardante le cosiddette sofferenze bancarie (i crediti concessi a ditte e persone entrate in crisi) che mettono in ginocchio gli istituti di credito e con essi l’intero sistema economico del nostro Paese è di grande attualità. Questa situazione risulta essere di difficile lettura per le persone che non hanno fatto ricorso all’indebitamento bancario per portare avanti i propri affari. Viceversa, risulta del tutto chiaro ai titolari di aziende piccole e grandi, abituati a recarsi in banca a chiedere credito per pagare gli stipendi e i fornitori.

Le cause del disastro vanno ricercate nelle regole eccessivamente rigide, dettate dei famosi accordi di Basilea uno, due e poi tre. Per comprendere di che cosa stiamo parlando, si pensi che negli Usa si sono rifiutati di applicare Basilea tre.

Il meccanismo innescato dall’accordo fra banche stipulato nella città elvetica ha codificato delle regole di mantenimento o di concessione del credito, troppo selettive. Con il risultato che le banche, da un giorno all’altro hanno revocato i fidi e chiesto a centinaia di migliaia di aziende piccole e grandi la restituzione delle somme prestate. Il danno indotto dagli accordi di Basilea va molto al di là del problema delle sofferenze bancarie; è la causa della crisi e della chiusura di aziende, di commercianti e artigiani.

Da dieci anni a questa parte, le banche hanno continuato a chiedere ai cliente il rientro dei crediti, senza considerare questa richiesta sarebbe rimasta vana e che -viceversa- avrebbe messo in discussione la vita aziendale del debitore. Con tutta probabilità, se i soggetti che oggi non riescono a restituire i prestiti fossero stati lasciati operare tranquillamente, avrebbero fatto fronte con il tempo ai propri impegni e le banche non sarebbero entrate in crisi.

Ma come si può pensare che un cittadino possa restituire il prestito da un giorno all’altro? Se ho i soldi da restituire non vado in banca a chiedere il fido; basta fare due più due, ma è troppo difficile per i banchieri che hanno rovinato l’economia.

L’applicazione degli accordi di Basilea, in Italia ha provocato il fallimento di centinaia di migliaia di aziende, la perdita di milioni di posti di lavoro. Alla lunga la crisi delle aziende, ha finito per essere la crisi delle banche stesse.

Ma non si può dare la colpa solo al sistema bancario. I danni indotti dagli accordi di Basilea, si sono acuiti a partire dal 2008, all’indomani del fallimento delle banche americane. In questo contesto il governo italiano è stato latitante di fronte alla crisi delle aziende, mentre il presidente Usa Obama ha promosso una massiccia politica di aiuto alle imprese. E sono proprio gli aiuti che sono mancati in Italia, per sopperire ai guasti causati da Basilea.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, banche, crisi, danni, fallimento, governo, governo italiano, istituti di credito, italia, lavoro, obama, persone, posti di lavoro, sistema bancario, sistema economico, soldi, usa

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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