“Oggi, i genitori non sono più coloro che detengono potere e autorità: si chiede loro di rispondere di tutto ciò che riguarda i propri figli. Dopo più di trent’anni di forte responsabilizzazione, se non di colpevolizzazione eccessiva, c’è da chiedersi se i genitori debbano davvero essere schiacciati dal peso della loro funzione. Ma che cosa trasmettono e non trasmettono realmente i genitori ai figli? E quali sono le tracce consce e inconsce che lasciano loro? L’Autore cerca di comprendere se è possibile ridefinire in maniera precisa, moderata e più giusta la “missione” sostanziale dell’essere genitori”.

“Seguace” nello specifico delle due ultime grandi ondate della psicanalisi postfreudiana, quella Kleiniana e quella di W. Bion (più sociale e futuribile), amplificate sul piano clinico dopo l’importante “aggiornamento” di E. Bick, a parte l’ancora oggi complesso e criptico celebre Lacan, Houzel segnala e come protagonista certo apparente ritorno all’ordine (ma creativo) in tema di infanzia e adolescenza del nostro tempo virtuale e in certo senso solipsistico..
Dopo un fine secondo novecento e inizio millennio contro la famiglia e il ruolo educativo del Padre e la Madre , con certi esiti ben noti – magari in nome della rivoluzione e di certo alternativismo (anche puramente “borghese”) di nuove generazioni quasi (metafora) autistiche, defuturizzate senza modelli autorevoli di padre madre fondamentali per la personalità, in balia del presente e del tutto subito o quasi, oggi dei Social Network e del mondo virtuale post Internet senza mappe dinamiche di riferimento la contemporanea ricerca e clinica psicanalitica forse è destinata a tornare in auge.
Già le successive evoluzioni in campo psicologico, fin dal secolo scorso, da Piaget alla svolta cognitivista fino ai progressi attuali in ambito neuroscientifico, neuropsicologico (Intelligenza Artificiale inclusa) avevano relativizzato il destino.. della psicanalisi postfreudiana ma alla luce del terzo millennio, Houzel quasi rilegge certa storia gloriosa della psicanalisi stessa, nello specifico quella infantile e adolescenziale, gettando le basi per una nuova coscienza del corpo psicosociale, trascurata dalla psicologie strettamente scientifiche di cui sopra, laddove i confini stessi “classici tra bordo intrapsichico e “proiezione “ o “mimesi” sociale, oggi, era dell’inteconnessione e dello sharing non stop appaiono, persino sono,. Assolutamente liminari se non sovrapponili o simultanei..
Lo smarrimento vaporizzazione dell’Io a partire dai Genitori sotto le pressioni mediato sociali e cibernetiche in senso segnico, il conseguente Io sonnambolico dei figli (dinamiche aggravate dalla crisi socioeconomica per dirla proprio con Bion), ovvero verso la perdita di certa coscienza del corpo (paradossale con la liberazione dei costumi e sintomatizzato con fenomeni eccessivi tipo (esempio) Tatuaggi (indelebili) senza alcun limite spesso, sono oggi vicoli ciechi che domandano mutamenti di rotta.
Le rivoluzioni psicanalitiche di Klein e Bion captavano già la complessità della Mente uomo (bambino quindi) nell’aurora della rivoluzione elettronica che sarebbe venuta, la Klein nei feedback e controfeedback della/dalla… sfera più soggettiva, Bion in quella s-oggetiva e sociale, l’inconscio sempre significante sotterraneo ma in primo piano, decisivo come macchina psicosociale, specchio del Sé o dell’Io già anche minimale : l’eredità psichica, in senso quindi non solo personal ma global sia da Padre Madre (lineare e stocastica) è da Houzel spiegata, illustrata e distillata con grande perizia, quasi una Tac dell’inconscio “sociale” e oggi “elettronico” nelle sue combinatorie e nodi im-prevedibili….

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