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“Bambinella” è donna, è madre, sorella, amica, compagna, moglie e tant’altro…

Adriano Falivene: “Mi vanto di essere nato nel cuore di Napoli a San Biagio dei librai e vivo ancora a Napoli, purtroppo ci sto poco perché vado in giro in tournee per l’Italia. La mia è stata ed è una famiglia napoletana normale”.

di Raffaele Romano | 13 Settembre 2023

Attore di solida formazione teatrale, Adriano Falivene è un artista notevole, dalla gestualità e mimica facciale incredibili. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica del Teatro Bellini di Napoli nel 2010, la sua carriera è ricca di esperienze variegate: funambolo, musicista, ballerino, cantante, umorista, clown. Nel 2019 ha ricevuto dalla critica il Premio Charlot. Falivene è attore completo oltre che capace ma qui, si sappia, è intervistato perché nel trittico dei personaggi che ho vieppiù apprezzato nella Fiction “Il Commissario Ricciardi” ha ottenuto, anche nella seconda serie appena conclusa, un seguito formidabile dai dati di ascolto.

Dove nasce Adriano Falivene e in quale realtà familiare?

Mi vanto di essere nato nel cuore di Napoli a San Biagio dei librai e vivo ancora a Napoli, purtroppo ci sto poco perché vado in giro in tournee per l’Italia. La mia è stata ed è una famiglia napoletana normale.

Quando nasce l’attore?

Frequentando il liceo artistico ho compreso che l’arte figurativa era dominata dal preconcetto. allora mi sono calato nell’arte drammatica dove ho potuto constatare che prevaleva la meritocrazia.

Come ti sei approcciato e hai poi realizzato il personaggio di Bambinella soprattutto per calarsi nella sua enorme sensibilità femminile ed il suo spessore umano?

Io ho pensato ad una donna nel senso pieno del termine perché una donna è madre, sorella, amica, compagna, moglie e tant’altro. Da tutte loro ho preso qualcosa e ho cercato di riportarlo nel personaggio di Bambinella e, credo, di esserci riuscito.

Quale tipo di amore c’è fra il personaggio di Bambinella per il brigadiere Raffaele Maione?

C’è amore ma privo di quell’aspetto carnale, un vero amore di “anima”. L’amore inteso come il bello, il giusto che colloca Bambinella nel cielo dei giusti.

Perche’ Maurizio De Giovanni, l’autore vi definisce soggetti pericolosi a te e ad Antonio Milo?

Noi due siamo per lui una vena ispirativa molto forte, infatti il lavoro teatrale che Antonio ed io stiamo portando in giro per l’Italia è nato dall’ispirazione che è venuta a Maurizio dai due personaggi da noi interpretati con l’opera: “Mettici la mano”. L’altro giorno eravamo in scena a Milano ed è tornato a vederci e ci ha promesso che ci scriverà un altro lavoro teatrale. (nel frattempo fa i dovuti scongiuri)

Nei duetti fra Bambinella e il brigadiere Maione emergono 2 elementi che sembrano contrastanti il sorriso ed il pianto, che ne pensi?

De Giovanni ha la capacità di tirare fuori dai suoi personaggi la tragicommedia che è in tutti noi esseri umani per cui si passa dal sorriso al pianto che fa diventare veri quei personaggi. 

“mettici la mano” l’ha scritto su misura De Giovanni visto il grande successo dei 2 personaggi oppure…?

Bisogna sapere che l’ho incontrato per la prima volta in pieno Covid e fu a quel punto

che Milo suggerì di portarli in teatro i due personaggi. De Giovanni non disse nulla ma, poi, ci ha confidato che, mentre tornava a casa, già aveva in mente la storia.

All’Actors studio si insegna all’attore a lavorare “da dentro a fuori” per arrivare a creare potenti ritratti psicologici dei personaggi, a mettere l’anima nella sua recitazione, e tu?

Io immagino il personaggio che devo rappresentare come una “tela bianca” e con le armi sensoriali e le mie esperienze per analogia che ho vissuto e ogni giorno che vado in scena cancello piccoli dettagli fino ad arrivare alla perfezione del personaggio.

Mi saluti come Bambinella?

e, pur ribadendo che Bambinella non aveva il telefono in quegli anni, un accenno me lo fa!

Grazie Adriano.

Raffaele Romano

(Il commissario Ricciardi è una serie televisiva italiana basata sulla serie di romanzi di Maurizio De Giovanni editi da Giulio Einaudi Editore e aventi per protagonista Luigi Alfredo Ricciardi, commissario di polizia nella Napoli degli anni trenta).

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, lavoro, milano, napoli, nato, personaggi, polizia, ricciardi, romanzi

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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