Da quando il processo di Berlino è stato avviato nel 2014, i Balcani sono tornati al centro delle cronache internazionali in relazione al rischio sicurezza per via dei flussi migratori sulla rotta balcanica, come terreno di confronto fra la penetrazione politica russa e l’espansione della Nato, per il timore del radicalismo islamico oltre che per il riacutizzarsi di tensioni bilaterali come quelle fra Belgrado e Pristina o Belgrado e Zagabria e gli scenari di Grande Albania.
In questo contesto, la cautela con cui l’Unione europea (Ue) ha risposto al rafforzamento o al semplice protrarsi di atteggiamenti autoritari da parte dei leader della regione ha portato alcuni esperti internazionali a coniare l’espressione stabilitocrazia, un riadattamento del vecchio dilemma tra sostegno ad uno status quo autoritario ma concentrato sullo sviluppo, contrapposto all’incentivo a forze democratiche ma potenzialmente destabilizzanti. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=4049

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