Che la Lega abbia “vinto” le elezioni puntando i suoi slogan e la sua propaganda sulla questione della sicurezza e sulla lotta all’immigrazione clandestina è faccenda ormai nota. Che la Lega abbia creato scientamente un insano e pericoloso connubio tra immigrazione e criminalità è altrettanto noto. L’ennesima conferma di una concezione ostile al fenomeno migratorio l’abbiamo avuta nella puntata di Annozero del 15 maggio, dove l’ex ministro Castelli ha chiaramente sottolineato quanto gli immigrati siano un costo e non una risorsa. A quanto pare Castelli sembra non conoscere l’apporto che queste persone nel 2005 hanno fornito al Pil italiano, esattamente il 6,1% del totale senza il quale la percentuale sarebbe scesa di 0,9%.
Ma a parte i dati, interpretabili in vario modo, ciò che più mi preoccupa nelle dichiarazioni dei leader politici è la loro concezione dei diritti umani e civili riservati agli immigrati. Secondo Castelli gli immigrati possono giungere in Italia solo se in possesso di un contratto di lavoro e a tal proposito ha dichiarato: “la badante, il tornitore, il muratore vengono qua col loro contratto…”. Ecco cosa sono per Castelli gli immigrati: solo badanti, tornitori o muratori. Niente di più. L’accettazione di queste persone nella società italiana si lega alla loro disponibilità di ricoprire quei “lavori da immigrati” che gli italiani rifuggono, i lavori delle tre D: dirty, dangerous, demanding (sporchi, pericolosi, faticosi).
Proseguendo nella trattazione, infatti, ha poi evidenziato con impeto l’assoluta priorità “dell’italiano prima dell’immigrato” per quanto riguarda l’impiego occupazionale. Una concezione simile non riguarda soltanto l’area leghista ma è una preoccupazione affermata con innocente disinvoltura da una larga parte della classe politica e della società civile. Si chiede sostanzialmente un canale preferenziale per gli autoctoni nell’accesso alle opportunità, alle ricompense sociali e a tutti quei lavori ritenuti più dignitosi. Questo trattamento differenziale si scontra a mio avviso con uno dei principi fondamentali, sancito dalla Costituzione italiana; all’articolo 3, infatti, si afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, che, limitano di fatto la libertà è l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
L’Italia sta facendo tutto tranne rimuovere quegli ostacoli. Anzi. Nel 2004 ben il 92% ( 190.271.000 euro su 206.622.000 a disposizione) dei fondi pubblici per l’immigrazione è stata impiegata per contrastarla, mentre restano soltanto gli spiccioli per provvedimenti di integrazione e di inclusione.
Occorre un’inversione totale di prospettive e un’attenzione maggiore alle dichiarazioni fatte in pubblico su temi che stanno infiammando l’opinione pubblica, evitando affermazioni propagandistiche e lontane dalla realtà oggettiva dei fatti. Quello che maggiormente si dimentica è che l’immigrato è prima di tutto una persona, non un lavoratore.
Stefano Casati
Fonte dei dati:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cultura_salute_migrazioni_2006/viaggio_in_italia.pdf

Mi sembra che la mala fede di fondo continui . Citare il fatto che i principi costituzionali si riferiscono a diritti dell’uomo mi sembra voglia far dimenticare la normativa successiva che a tali principi deve inspirarsi . Esistono le norme sulla cittadinanza o no ? Servono a qualcosa o no ? Certo ,io non uccido una persona umana , indipendentemente dal colore della pelle, dalla condizione sociale ,dalle preferenze politiche o sessuali .Ma che c’entra questo su eventuali mie preferenze ? Il Casati può sostenere che le mie preferenze sono anticostituzionali ? La citazione del Castelli è politica ,o pseudopolitica,non costituzionale. La Costituzione non può insegnare od istigare la non osservanza della Legge , e la cittadinanza è fisata come un requisito specifico . Come la Patente di guida : perché si discrimina tra che ce l’ha e chi no ? E’ anticostituzionale tale discriminazione ?
La mala fede sussiste nel momento che si cita la Costituzione per fini politici e non giuridici ,mi pare …ed è atteggiamento tutto sommato poco utile ad edificare una normativa veramente aderente ai principi costituzionali .Con buona pace di tutte le sentenze citabili .
Discriminare è un conto ,distinguere ,un altro .
Gentile Sig. Cartoni,
La dottrina giuridica e la Corte Costituzionale hanno più volte ribadito che i principi fondamentali della Costituzione sono riferiti a tutti gli individui; la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di trattamenti discriminatori fondati su distinzioni di razza, sesso, etc. E’ vietato inoltre al legislatore qualunque azione che giustifichi la differenza di trattamento sulla base di un riferimento generico alla nazionalità e alla cittadinanza. L’art. 3 dunque, pur riferendosi ai cittadini, deve estendersi anche agli stranieri, in quanto si tratta di diritti inviolabili dell’uomo. La cittadinanza non può ergersi a criterio discriminante e di esclusione degli stranieri dei diritti sociali. Dunque nel mio articolo volevo mettere in dubbio la legittimità di alcuni discorsi che indicano chiaramente un trattamento differenziato tra italiani e immigrati, senza addentrarsi nella specificazione di concetti quali “cittadinanza”, “diritto al lavoro”, che meriterebbero una disquisizione troppo ampia.
Per quanto riguarda i dati di cui lei dubita le riporto la frase intergralmente, scritta da persone più autorevoli di me: “Gli immigrati contribuiscono a far crescere il prodotto interno lordo dell’Italia. Nel 2005 gli stranieri hanno dato al Pil un contributo di 86,7 miliardi, cioè il 6,1% del totale. Senza l’apporto del lavoro degli immigrati, il reddito prodotto in Italia sarebbe sceso nel 2002 (-0,1%), nel 2003 (-0,6%), nel 2005 (-0,9%).
Cordiali saluti
Stefano Casati
Si riporta:..“l’apporto che queste persone nel 2005 hanno fornito al Pil italiano, esattamente il 6,1% del totale senza il quale la percentuale sarebbe scesa di 0,9%.”….sono statistiche tratte da sito importante (come sembra indicare il riferimento a fondo pagina) ma che forse non sono state ben comprese .
L’affermazione che l’economia del nostro Paese è stata salvata dagli extra comunitari mi appare sconvolgente .
Come sconvolge la descrizione sul loro impiego: badanti e muratori,ammesso nelle statistiche citate (che dovrebbero riportare la realtà delle cose ) , ma persone offese ,con l’attribuzione di mansioni faticose e miserevoli ,qualora ne parli l’ex-ministro Castelli .Se non sconvolge,sconcerta.
Sconvolge sicuramente l’argomentazione finale ,che si basa sulla citazione della Carta Costituzionale …equivocando però su di un termine,la “cittadinanza “ ,che è la base di tutta la valutazione. La citazione del testo dell’articolo 3 della Costituzione esclude che l’Autore sia da considerare persona disinformata o stupida. Il sorvolare con noncuranza sul termine di “cittadino “, equiparandolo ignorantemente ad “autoctono”, evidenziano semplicemente la mala fede .
Ed è sconvolgente dover subire lezioni morali come quella del pistolotto finale , da persone in mala fede.