Può il governo di quella che è ancora una delle maggiori potenze industriali del mondo continuare a reggersi sui voti determinanti del suo peggiore nemico? E può, questo stesso governo, risolvere i problemi se è guidato da un presidente del consiglio che non vede l’ora di andare a nuove elezioni?
Le risposte sono talmente ovvie e scontate che non ci prendiamo la briga di scriverle.
Tuttavia la lunga sceneggiata tra Berlusconi e Fini ha questo di positivo: che ha fatto capire ai ciechi ed ai sordi che dal groviglio inestricabile nel quale è stato cacciato il Paese non è possibile uscire senza una “rivoluzione dolce” che cambi regole e protagonisti degli ultimi sedici anni.
Artefici, sostenitori e profittatori, palesi e occulti, di questa sciagurata e mediocre “seconda repubblica” sono ancora tutti li. Molti hanno cambiato di ruolo, nessuno ha sentito il dovere di farsi da parte: Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, D’Alema, Veltroni, Di Pietro, Rutelli, i vertici della Finanza e delle Banche e tutto il codazzo di maneggioni e yes-men compensati con posti di governo, sottogoverno e seggi parlamentari senza il disturbo di sottoporsi al vaglio elettorale. Recitano da anni le stesse sceneggiate: Berlusconi nella parte della vittima, gli altri in quella dei difensori della democrazia perennemente messa a rischio dal “mostro” che quasi venti anni fa, inopinatamente, fece a fette la “gioiosa macchina da guerra”.
Un po’ di conti: dal 1994 ad oggi centrosinistra e centrodestra, berlusconiani e antiberlusconiani, hanno tenuto le redini del Paese esattamente a metà: otto anni ciascuno: Berlusconi nel ’94, poi il ribaltone di Dini nel ’95, i governi di centrosinistra dal ’96 al 2001, Berlusconi dal 2001 al 2006, Prodi dal 2006 al 2008, e, infine, ancora Berlusconi.
Dunque sono parimenti responsabili avendo spartito equamente oneri, onori e prebende. Ma sono riusciti, col pretesto del bipolarismo (che non è un male in se, tutt’altro) a bruciare ogni possibilità di alternativa o di cambiamento garantendo, invece, la loro inamovibilità. Ciò non solo grazie a leggi elettorali truffa, ma anche spartendosi ingenti tesori di danaro pubblico sotto forma di rimborsi elettorali e assicurandosi la benevolenza dei giornali e delle televisioni che sono in mano ad imprenditori che dalla politica ricevono cospicui favori.
Ed è perciò quasi impossibile quello che sarebbe necessario e urgente: azzerare questa “seconda repubblica” con le sue regole scritte e sottintese e mandare a casa coloro che ne sono stati ininterrottamente i protagonisti. E’ la classica situazione che richiederebbe la convocazione di una Assemblea Costituente, eletta con voto proporzionale per dare al Paese una nuova Costituzione. Ma sarebbe come chiedere ai tacchini di anticipare il Natale.
Ecco perché coloro che non vogliono arrendersi, perché hanno a cuore le sorti del Paese o per semplice amor proprio, devono impegnarsi in una sorta di guerriglia democratica: non lo scontro in campo aperto contro chi dispone di miliardi (in euro!) giornali, televisioni, coperture di tutti i tipi, ma iniziative capaci di provocare reazioni a catena che facciano saltare gli equilibri attuali.
Va intesa così l’iniziativa di Pensalibero per il recupero di una parte almeno della sovranità popolare che ci è stata scippata, rendendo obbligatorie le primarie alle elezioni per Camera, Senato e Regioni. Con questa legge elettorale, che tutti biasimano ma che nessuno vuole cambiare, è l’unico modo per dare voce agli elettori nella scelta dei propri rappresentanti.
Se ci riuscissimo, sarebbe una botta tremenda alle oligarchie dei partiti, come dimostrano i casi di Renzi a Firenze e di Vendola in Puglia.
Pertanto pubblichiamo una prima bozza di testo legislativo: lo abbiamo deliberatamente mutuato dalla legge per le primarie regionali in vigore in Toscana adattandolo al nostro obbiettivo. Discutiamone su Pensalibero e poi, come promesso, ci incontreremo per la stesura definitiva e per decidere se farne una proposta di iniziativa popolare o se affidarla a parlamentari di buona volontà prescindendo dai partiti nei quali militano.
Nicola Cariglia

Caro Nicola hai colto nel segno, hanno durato sedici anni perche’ hanno un accordo di fondo che viene da lontano.
E’ stato un progetto studiato a tavolino e questo lo conferma il fatto, che la sinistra pur avendone le possibilita’ non ha approvato la legge sul conflitto d’interessi.
Due debolezze politiche ( centrodestra e centrosinistra) che si sono aiutate per tentare di diventare una forza, ma malgrado tutto sta per finire il teatro con poca gloria per tutti. Il castello fatto di cartapesta verra’ giu con grande facilita’. Sono d’accordo sulle primarie ma forse non si fara’ neanche in tempo, perche’ la crisi economica stringera’ all’angolo chi ha detto tante bugie solo per ingannare il popolo e prendere tempo per il gusto del potere.
Caro Nicola,
per questa volta accetta il mio disaccordo.
Innanzitutto, rendiamoci conto che l’Italia attuale, economicamente non vale nemmeno Taiwan, con la differenza che quella i Cinesi la vogliono, noi copiamo gli USA che non ci vogliono di certo, se non come materasso da battere, certo i giornali non devono dire queste cose, ma dopo più di mille viaggi all’estero, non posso tacere.
Questo invalida il resto dell’analisi, al momento va bene Berlusconi e qualunque altro superdotato, gli altri stanno meglio a casa, perché Silvio per salvarsi ha inevitabilmente l’ingrato compito di non lasciare cadere l’Italia.
Della Lega poi si può solo dire del bene: Gloriosa, efficace, incisiva, amata dal suo popolo, rivoluzionaria nel suo voler tornare all’antico.
Certo la sinistra soffre ma non cede, non vi lascia spazi e si vede, anche le primarie e le preferenze, saranno solo gocce in un mare di sconfitte.
Comunque finché continuerete a cercare di cambiare quest’opposizione che com’è ora, potrebbe solo rovinare l’Italia, vi sosteniamo, ma non nascondere ai tuoi lettori che Di Petro e Fini, Veltroni e Rutelli, Casini e Bersani sono tutti del mediocre qualunque noi si scelga! E che purtroppo non ce lo possiamo permettere, un paio di mediocri alla guida dell’Italia ed addio a tutto, finiamo ad invidiare la Grecia.
Mi ricordo di un certo Da Vinci delle tue parti e di un certo Lorenzo, rendetevi conto che ora o mai più: Sta per partire il sorpasso della Cina e la nostra fine e non si sa quale arriverà prima.
pezzo perfetto, come dicevo, rimettere i contatori a ZERO!
Bravo!
Vedo con piacere che qualcosa comincia a muoversi. Condivido la constatazione di Nicola Cariglia su questo sistema che – di fatto – impedisce al popolo sovrano di essere veramente tale.
Caro Nicola, condivido l’iniziativa. Personalmente preferirei l’elezione di una Assemblea Costituente eletta proporzionalmente, ma nell’attesa che questo evento possa verificarsi, ferma restando questa legge elettorale,è auspicabile una qualche modifica che ridia al Popolo il diritto della scelta dei propri rappresentanti. In tal senso l’obiettivo da te proposto è da sostenere pienamente.