Di Patrizia D’Addario, avvenente escort barese, il nostro presidente del consiglio avrebbe fatto un uso privato in quanto utilizzatore finale. Della medesima, al contrario, l’opposizione ha fatto un uso ampiamente pubblico assegnandole il compito di riuscire dove essa aveva clamorosamente fallito: mandare a casa Berlusconi.
Della signora pugliese il presidente del consiglio si è potuto liberare facilmente dopo l’uso privatissimo. Non altrettanto chi le aveva assegnato un ruolo pubblico, che, piuttosto ne è rimasto prigioniero. Lo si è visto in occasione della manifestazione di Piazza Navona contro il DDL sulle intercettazioni, dove la signora si è presentata, regolarmente invitata, ed ha messo in imbarazzo molti dei presenti, a cominciare dal segretario della FNSI, Roberto Natale.
Mal voluto, evidentemente, non è mai troppo. La sinistra italiana sembra affezionata ai propri errori, tanto da ripeterli in continuazione. Ricordate la “contessina” Stefania Ariosto, quella che dopo averne abbondantemente beneficiato si guadagnò le stimmate della santa per aver sputtanato la cerchia degli amici di Berlusconi? Fu utilizzata come una Madonna pellegrina, in giro per feste, salotti, e persino santuari della cultura politically correct della penisola. Fino a quando non ci si rese conto di quanto fosse imbarazzante la sua non disinteressata “redenzione”. Con Patrizia D’Addario certa sinistra ha fatto il bis. Ma il momento dell’imbarazzo è venuto assai prima. Una escort è pur sempre una escort. E certa sinistra italiana è pur sempre la più moralista e bacchettona che esista al mondo.
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Ben detto. E poi c’è anche una certa altra sinistra che ha tentato di purificare l’ex governatore del Lazio…fortuna che c’è il PDL che, per par condicio, ha tirato fuori l’ennesimo parlamentare che festeggia con coca e trans.
Bell’Italia, amate sponde, verrebbe da dire