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Attenti agli incendi finanziari, i pompieri li spengono a cannonate

I sistemi socio politico economici messi in piedi dai singoli Stati, emulano la Creazione Divina aggiungendo problemi a problemi. E pure Dio non ci ha assicurato una fornitura di problemi per fare profitti moltiplicandoli, ma per moltiplicarci i neuroni tentando di risolverli. di Franco Luceri

di Franco Luceri | 22 Agosto 2022

Non è garantita la bontà delle mie deduzioni e rischio pure l’incriminazione per blasfemia, ma non ho scelta.
Delle due l’una: o il Padreterno si è avventurato a creare un pianeta senza sapere come renderlo funzionante; oppure, (come penso io) ha dovuto suo malgrado riempirlo di problemi e di catastrofi per evitare che gli umani, creati a sua immagine e somiglianza, ma pur sempre “umani”: in assenza di problemi da risolvere, diventassero stupidi e oltre.

Ma aihnoi, il progetto divino “umani sempre più intelligenti”, indotti dalla natura a cancellare i problemi con le soluzioni”, si è rivelato fallimentare alla grande.

Manca solo che il Padreterno debba appaiare personalmente “soluzioni e problemi” come i calzini all’uscita dalla lavatrice, per evitare che noi umani stupidi o matti da legare, si affronti persino il problema zanzare a cannonate.

I sistemi socio politico economici messi in piedi dai singoli Stati, emulano la Creazione Divina aggiungendo problemi a problemi. E pure Dio non ci ha assicurato una fornitura di problemi per fare profitti moltiplicandoli, ma per moltiplicarci i neuroni tentando di risolverli.

Nel Creato, l’acqua evapora “democraticamente” su ogni centimetro quadro del pianeta, ma la pioggia non bagna ovunque. Dove non piove, vivi o morti, dobbiamo portare l’acqua per conservare vivibile il territorio. Viceversa, seccano uomini animali e cose. Và a fuoco tutto, e poi senza acqua, addio soluzioni ecocompatibili.

Il fuoco spinto dal vento avanza inesorabile e può mangiarsi un intero stato o un intero continente senza fare indigestione. Dove manca l’acqua è desertificazione, catastrofe annunciata: morte garantita prima per gli animali, poi per le piante, poi per gli uomini.

E il problema denaro, che è alla base di qualunque sistema Stato, andrebbe governato con la stessa logica del problema acqua. Perché dove manca il denaro è default: è rogo finanziario assassino.

Al pari dell’acqua, comprando e pagando, il denaro evapora dalle tasche dei consumatori su tutto il pianeta. 
Ma poi non rientra mai nelle stesse tasche da cui è uscito.

La ricchezza evaporata si converte in “nuvole” di profitti che corrono a svuotarsi e a seppellire di contanti banche e multinazionali.

Da lì dovrebbero ri-partire gli “acquedotti della perequazione”, per bagnare le zone dove il denaro è uscito a colpi di tassi, tasse, disservizi pubblici e inflazione, ma non è rientrato. 

Perché nelle zone afflitte da “siccità”, (da carenza di salari, servizi, profitti da lavoro autonomo e giustizia sociale di tutte le razze) poi è inevitabile che si sviluppino “incendi sociali”: disoccupazione, fallimenti, corruzione, burocrazia, mafia, criminalità, terrorismo, guerra civile, Ecc. Ecc. Ecc .

Basta seguire le previsioni meteo e si capisce che tutti i problemi dell’umanità sono consequenziali al naturale problema acqua, a cui, governando da strozzini a livello planetario, si aggiunge il problema denaro, che invece dovrebbe essere la soluzione geniale e tempestiva.

Negli ultimi giorni il maltempo ha flagellato il Sud soprattutto Sicilia, Sardegna e Calabria tra alluvioni e bombe d’acqua.

L’acqua serviva a nord dove il Po era a secco, serviva alla Francia che bruciava da giorni e poi s’è aggiunta anche la Spagna; ma il Padreterno l’ha spedita nel sud Italia dove non serviva. E quando l’ha riportata a nord, a colpi di nubifragi e trombe d’aria ha prodotto devastazioni per miliardi.

Col denaro, in mano a governanti incapaci o corrotti, servi di industriali e banchieri succede altrettanto.

Almeno da un secolo, il sud Italia ha bisogno di risorse finanziarie, perché il denaro evapora ovunque come costo, ma come ricavo piove solo al nord.
È come se Dio ci dicesse, dove io non porto l’acqua, portatela se ci tenete a vivere. E col denaro fate altrettanto. Correte a portarlo dove è evaporato e non è piovuto; altrimenti il sistema socio politico economico locale, nazionale o mondiale va a fuoco. E poi i “canadair” istituzionali: Draghi, Biden, Putin o Xi Jinping, la BCE e tutte le banche mondiali in fila indiana, non basteranno a spegnere il rogo ingovernabile della Prima Guerra Economico Finanziaria Mondiale in atto, e peggio ancora, il diluvio di default che malauguratamente potrebbero seguire.

Charles de Gaulle diceva che:

“La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici.”

Infatti Putin, sul fronte ucraino, lo ha preso in parola e la politica l’ha delegata ai Generali.

E nel mercato globale le sanzioni e contro sanzioni ammazza poveri e salva ricchi le stanno sparando a raffica gli “scolaretti” politici, sotto dettatura dei “prof”: banchieri e industriali; giusto per scatenare la peggiore apocalisse inflattiva degli ultimi tre quarti di secolo. Una forma raffinatissima e legalissima di assalto alla diligenza.

E ora, che Dio ce la mandi buona !

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, bce, calabria, consumatori, draghi, finanziaria, francia, giustizia sociale, italia, lavoro, mercato, natura, prima guerra, putin, sicilia, soluzione, spagna, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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