C’è da allibire di fronte a quanto capitato a Gaetano Santonocito, imprenditore e grandissimo esperto del settore dell’idrogeno, del Consiglio Direttivo dell’Associazione Idrogeno e Celle a Combustibile.
Assai noto nel settore, Santonocito è assiduamente presente ai Tavoli Governativi presso i Ministeri dell’ Ambiente, dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e Trasporti.
Ancora maggiore è il suo impegno nelle operazioni di volontariato con Caritas Kosovo, in collaborazione con Shoqata Caritas Umbria il cui Presidente è il Cardinale Bassetti attuale Presidente della CEI
Da 36 anni opera anche nel settore dei presidi medico-chirurgici, gestione delle terapie dialitiche in prevalenza e di quelle respiratorie. E proprio a questo suo impegno è legato quanto gli è capitato facendolo indignare e decidere a denunciare una assurdità burocratica, che potrebbe drammaticamente provocare il fallimento del suo impegno per salvare malati la cui vita è legata alla possibilità di essere assistiti tramite dialisi. Un contributo di 2350 euro, inviato da un benefattore turco, un farmacista di Istambul è stato bloccato dalla agenzia di Fornacette della BCC. Il contributo è finalizzato alla realizzazione di un ambulatorio per profughi siriani ed un centro per le cure dialitiche necessarie a chi ha perso uso di entrambi i reni. Invece dei soldi, Santonocito ha visto recapitarsi una comunicazione che lo informava che il contributo benefico era stato bloccato perché proveniente da Paese “embargato”. Qualifica decisamente contestata nella mail che lo stesso Santonocito ha inviato al responsabile dell’agenzia: “a prescindere che il termine “Embargato” non è corretto nei confronti della Turchia, che semmai è un paese “attenzionato” in riferimento ai cd. Paesi Terzi ad Alto Rischio di cui al Reg.Delegato UE 2016/1675 che comprende come è noto AFGHANISTAN, BOSNIA-ERZEGOVINA, GUYANA, IRAQ, R.P.LAOS, SIRIA, UGANDA, VANUATU, YEMEN, ETIOPIA, SRI LANKA, IRAN, PAKISTAN, TRINIDAD E TOBAGO , TUNISIA, COREA DEL NORD ma non la TURCHIA che, ripeto, è entrata semmai sotto attenzione lo scorso gennaio dopo i fatti che hanno contraddistinto la recente politica di Erdogan, qui, nel caso in oggetto, si tratta di applicare il Buon Senso”. E ancora: “consiglio , ed è solo un parere personale, di non usare il termine “EMBARGO” o Paese Embargato nei confronti della Turchia perchè se arrivasse sotto gli occhi dell’Ambasciatore di Turchia o di altri esponenti di quel paese, la dizione non corretta, in un messaggio ufficiale della banca, detta espressione potrebbe essere presa male”.
Follie ed anacronismi di questi tempi. Mancanza di flessibilità nell’applicazione di norme per quanto giuste che però a quanto pare non colpiscono dove devono (Erdogan continua allegramente ad armarsi a tutto spiano) e rischiamo di fare danni invece al cittadino comune. Oltretutto, l’embargo sulla Turchia è decisamente smentita dalla Agenzia di spedizioni che da 36 anni opera per Santonocito nei confronti del paese di Erdogan. Come non condividere, dunque, le considerazioni dell’imprenditore dell’Idrogeno e generoso protagonista di opere assistenziali su questa incredibile vicenda: “in tutte le TV vediamo il potente dispiegamento militare di Erdogan tra mezzi corazzati, armi automatiche , blindati, mortai , caccia da guerra (P 400 Russi…). Un parco di armi che evidentemente la Turchia acquista non solo in Russia, ma in Germania, Italia (e tedeschi ed italiani hanno fabbriche che producono in loco). Viene spontaneo domandarsi : ma questa massa di miliardi di euro da che canali transita ? Da quali banche? Affronta le forche caudine dell’antiriciclaggio?
Oppure la solerte, pignola e meticolosa burocrazia serve solo per ostacolare piccole operazioni, tra cui quella mia, dove la mancanza totale di buon senso rischia di far morire un ragazzo che doveva essere dializzato entro martedi prossimo”.
P.

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