Un partito dove sarebbe necessario fare uno o più congressi, per vedere come la pensano i militanti e che invece pensa solo alle primarie per l’investitura di un premier.

Un partito che ha di fronte scelte fondamentali sul futuro della politica e dell’economia italiana, dove non c’è accordo sulla politica economica da far seguire all’Italia e da rivendicare in Europa, nè sugli alleati con cui collaborare in Europa , nè sulla prossima legge elettorale in Italia, nè sugli alleati con cui fare coalizione in Italia. Un partito dove sarebbe necessario fare uno o più congressi, per vedere come la pensano i militanti e che invece pensa solo alle primarie per l’investitura di un premier. Un partito dove prevale sempre la sintesi del “ma anche “, e i congressi si fanno solo quando la sintesi c’è già, e quindi molto di rado , come nel partito comunista cinese, per sancire, come nel PCC, le lentissime cooptazioni nell’immutabile oligarchia. Dove l’assemblea nazionale si riunisce ancora più raramente che nel PCC e dove la discussione avviene per allusioni (come nel PCC), comprensibili solo agli iniziati. E dove ci si può far strada non in base alle idee politiche, ma qualificandosi come “amico” di questo e di quello. Vassalli, come nel feudalesimo.
Che altro vuol dire la bagarre sui matrimoni gay? un messaggio per far capire che non piace l’alleanza con Casini, non piace il peso eccessivo della componente cattolica nel PD, che non solo elettoralmente conta poco, ma tira fuori esponenti disastrosi, come Lusi, Marrazzo, Del Bono. Insomma un mugugno cifrato , che fa credere all’opinione pubblica che il PD non voglia parlare di politica economica e di legge elettorale, quelle cose si affidano ai tecnici e dibatte su temi marginali: i gay oggi, le staminali ieri
Ma soprattutto un partito che non ha fiducia nè stima nella propria base, non pensa a un congresso per prendere delle decisioni fonadamentali, le affida ai “tecnici” e pensa solo a delle primarie per scegliere un premier. Che magari avranno anche il successo della disperazione, ci sarà l’investitura di Bersani a larghissima maggioranza come quella di Prodi, e poi, forse, la pugnalata alle spalle come quelle a Prodi, prima di D’Alema, poi di Veltroni.
A proposito, questi due disastrosi personaggi si ricandidano, o facciamo che metterli nel ghiaccio con i mammut?

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