
Ieri sera al teatro Puccini di Firenze ho assistito ad una splendida anteprima de “Il corpo”, uno spettacolo collegato all’ imminente centenario dell’ assassinio di Giacomo Matteotti avvenuto il 10 giugno 1924.
Matteotti fu tolto di mezzo dai fascisti non solo perché era il più importante leader dell’ opposizione, ma per impedirgli di pronunciare un importante discorso in Parlamento in cui avrebbe smascherato la corruzione del regime.
Era, infatti, riuscito con l’ aiuto del governo laburista britannico a trovare le prove di una tangente pagata da una multinazionale americana ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, in cambio di una concessione per l’ estrazione di gas e idrocarburi. In occasione drl discorso parlamentare Matteotti avrebbe inoltre denunciato un clamoroso falso in bilancio drl regime.
Prima dell’ inizio dello spettacolo il pubblico ha dedicato un lungo applauso alla memoria di Sergio Staino protagonista sin dagli novanta del rilancio del Teatro Puccini che tanto ha arricchito la vita culturale della città.

L’ idea dello spettacolo nasce da una felice intuizione di Riccardo Nencini: ricostruire il più grande delitto politico italiano della prima metà del ‘ 900 gettando luce sul ruolo – largamente sconosciuto che in quella tragica vicenda ebbero quattro figure femminili.
Protagonista Velia moglie di Matteotti interpretata in modo straordinario da Daniela Morozzi. E poi Anna Kulishov moglie di Filippo Turati, Jiula Shucht moglie di Antonio Gramsci e Margherita Sarfatti amante di Benito Mussolini. A queste ultime ha dato voce una grande Anna Meacci.
A Chiara Riordino, infine, il compito dell’ accompagnamento musicale che con il suo ritmo incalzante é riuscito a conquistare il cuore del pubblico.
Alla fine dello spettacolo (a cui anche il Presidente della Repubblica ha voluto inviare un messaggio augurale) una presenza ha creato un fortissimo impatto emotivo.
Sul palco è, infatti, salita Elena Matteotti, che ha ricordato che suo padre aveva solo tre anni quando suo nonno Giacomo venne ucciso. Ha anche raccontato che il suo lavoro è insegnare l’ italiano agli immigrati, un impegno sociale ereditato dal nonno.
Oltre a Elena presenti sul palco anche un bisnipote di Matteotti e il nipote di Pietro Nenni; anche loro hanno parlato brevemente per ricordare la loro storia familiare. Una presenza significativa, infine , é stata la pronipote del magistrato Guglielmo Tancredi a cui erano stare affidate le indagini giudiziarie d Giacomo, ma che fu estromesso perché dopo gli esecutori materiali intendeva processare i mandanti ovvero i vertici del PNF e Mussolini.https://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-matteotti_%28Dizionario-Biografico%29/
Non anticipo niente sulla trama dello spettacolo per lasciare ai lettori tutta la possibilità di scoprire una performance teatrale di raro valore artistico e storico
Marco Mayer

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