• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Arte oggettiva, gusto artistico educato e valori estetici

Se si lascia che il giudizio estetico su Opere d’arte venga dato da un gusto che non è raffinato e sostanziato con una buona cultura, l’uomo comune verrà estraniato alla bellezza dell’arte.

di Paolo Battaglia La Terra Borgese | 22 Marzo 2021
Pablo Picasso nel 1962 Premio Stalin per la pace 1950 Premio Lenin per la pace 1962 | Argentina. Revista Vea y Lea, Public domain, via Wikimedia Commons

Picasso sosteneva che il peggior nemico della creatività è il buon gusto, ma il gusto artistico è tutt’altra cosa.

Il gusto artistico è la facoltà che possiede l’uomo di cogliere i valori estetici delle cose. È il particolare atteggiarsi del giudizio sulle cose in quanto queste non corrispondono ad un ideale di verità, di bontà o di utilità, ma bensì di bellezza.

Il termine cominciò ad essere introdotto nel linguaggio della critica letteraria ed artistica nel sec. XVIII; e il rilievo di un’autonoma facoltà di giudizio, che la parola «gusto» voleva indicare, era in corrispondenza a un generale rinnovamento delle idee estetiche. Che il bello fosse raggiungibile attraverso una particolare facoltà, distinta dalla ragione e dall’intelletto, voleva dire che il bello stesso veniva concepito non più come razionalità, ordine, proporzionalità geometrica. Si riconosceva insomma che l’esperienza estetica è diversa e autonoma rispetto alla conoscenza e alla morale, con le quali veniva prima confusa o identificata. Per questo si dice che la scoperta del gusto è un momento fondamentale del processo attraverso il quale si è pervenuti al concetto di autonomia dell’arte.

Certo è molto difficile, da un puro piano psicologico, svolgere compiutamente il significato del concetto di gusto. Esso non va inteso nel senso tradizionale di facoltà recettiva, ma piuttosto deve venir concepito come attività, funzione, atteggiamento dell’uomo di fronte alle cose. È un porsi particolare dello spirito di fronte alla realtà.

Questo atteggiamento non è però identico in tutte le epoche e neppure in tutti gli uomini dello stesso tempo: da ciò l’antica massima: «de gustibùs non est disputandum» (sui gusti non si discute).

Noi cogliamo delle bellezze nelle cose e nelle opere d’arte giudicando in funzione di un particolare concetto di perfezione che ci siamo formati, ciascuno per proprio conto. Il giudizio estetico non è quindi mai universale, anzi niente vi è di più vario e mutevole di esso. Il gusto degli uomini dell’epoca classica era soddisfatto da strutture formali, quello degli uomini dell’800 era invece avido di contenuti altamente emotivi.

Ma non per questo bisogna identificare il gusto con l’arbitrio personale e quindi negare la possibilità di una sua educazione, che è un problema fondamentale sul terreno dell’arte e della pedagogia. Se il gusto fosse l’arbitrio personale, il suo oggetto non sarebbe il bello, ma il piacere del soggetto.

Ora invece la estrema mobilità e varietà del gusto sono piuttosto il rilievo della ricchezza dell’esperienza estetica che non si può ridurre secondo principi e concetti particolari.

Una educazione del gusto, perciò, è non solo possibile, ma necessaria.

Se si lascia che il giudizio estetico su Opere d’arte venga dato da un gusto che non è raffinato e sostanziato con una buona cultura, l’uomo comune verrà estraniato alla bellezza dell’arte (per lui incomprensibile) e giudicherà secondo i sensi o i sentimenti così come per le cose di uso pratico.

Una cultura storica dell’arte permette già di collocare le opere in una situazione etico-sociale e di riconoscere i motivi che in essa sono confluiti: si è pertanto al primo momento dell’educazione del gusto.

In secondo luogo l’uomo comune o l’allievo deve essere distratto dalla tendenza di vedere nell’arte una rappresentazione, una figura, un racconto, di vedere cioè cose della sua vita di cui egli non capirebbe la necessità di una trasfigurazione.

È questo il momento fondamentale della educazione del gusto: aprire l’animo dell’allievo ai valori formali, insegnargli a guardare le opere d’arte, donargli gli occhi che servono a cogliere, attraverso un’analisi stilistica, i valori di una combinazione di colori, di una struttura di verso, di una costruzione architettonica. È il momento in cui il gusto si affina e segue la concreta vita dell’arte, il farsi della tecnica, il costruirsi della forma.

Il procedimento è quello dell’analisi, ben guidata, delle opere d’arte; ma non si possono determinare metodi validi per ogni circostanza.

Educare il gusto non vuoi dire imporgli dei canoni e dei valori assoluti a cui esso debba uniformarsi: non si tratta di determinare a priori un gusto, ma piuttosto si impone il compito di risolvere l’immediatezza dei sentimenti, con cui l’uomo sprovveduto si accosta alle opere, in consapevole e sostanziale capacità di giudicare. Non si deve e non si può insegnare insomma il criterio di giudizio ma si deve soltanto aiutare il gusto a trovare a sé stesso il canone e il criterio. Più che imporre dei valori si tratta di sollecitare una profonda ricerca personale, o collettiva dei valori estetici conquistati con lo studio e la ricerca.

Per questo il metodo di educazione del gusto, fuori da ogni astratta e parziale determinazione, trova la sua formulazione più universale nell’esigenza di sciogliere l’educando dall’immediatezza dei suoi giudizi invitandolo, ad ogni passo, a riconquistare la propria spontaneità spirituale dopo una esperienza culturale.

Paolo Battaglia La Terra Borgese

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: battaglia, processo

Info Paolo Battaglia La Terra Borgese

Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d’arte, saggista e politico italiano. È il più giovane di due figli del funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Battaglia La Terra Borgese (1937-2003) e di Giuseppa Ligotti (1942). Il suo nome all’anagrafe è Paolo Waldimiro Gromiko Palmiro. A conclusione di un percorso di studi magistrale, nel 1984 si è laureato in Scenografia con il massimo dei voti e la lode. Coniugato due volte, ha due figli, di cui uno avuto da una terza donna. In una intervista condotta da Andrea Giostra per Fattitaliani.it, Battaglia La Terra Borgese ha dichiarato che il critico d’arte, come il mediatore culturale, è un delegato bilingue che media tra condividenti monolingue ad una chiacchierata di due collettività filologiche differenti. Sino al 1999 ha affiancato aziende di nicchia per l’arte e l’editoria artistica per bibliofili. Dal 2000 in poi i suoi lavori sono concentrati nella redazione di testi per terze parti. A queste cede anche i diritti di legge. Nel 2011 ha fondato il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza atta ad insignire annualmente artisti, letterati e comuni cittadini che hanno orientato il loro pensiero e la loro azione verso il bene umanitario. Tra le figure più autorevoli insignite dell’onorificenza spicca quella di Philippe Daverio. Nel 2012, sigla una convenzione (protocollo 50905/2012) con l’Università degli Studi di Palermo, divenendo Tutor nei tirocini per laureati e laureandi. Nel 2013 l’Accademia di Sicilia lo nomina, insieme alle massime Autorità siciliane, tra i membri del Comitato d’Onore permanente del Premio Nazionale Liolà, importante riconoscimento del quale sono stati insigniti illustri personaggi come l’attrice Debora Caprioglio e Damiano Damiani, regista de La Piovra, miniserie RAI. Nel 2013 è eletto Consigliere Provinciale Acli Terra, l’associazione professionale delle ACLI la cui iniziativa favorisce l’integrazione e interscambio fra culture e tradizioni sui territori, nella fedeltà a valori e radici comuni. Si dimette dopo un anno. Nel 2014 conia il termine “partecipativa”, intendendo riqualificare e reinterpretare il ruolo dell’Artista nelle mostre collettive. Per il 2014 / 2015 è nominato Prefetto del Rotary Club Palermo Sud. Dal 2015 al 2018 ha prestato consulenza artistica al Comune di Castronovo di Sicilia, dove ha curato la nascita del Museo Civico di Arte Contemporanea di Palazzo Giandalia. Ha operato a fianco dell’Ambasciata di Polonia in Italia, dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia, dell’Ambasciata d’Austria, di Organismi Internazionali tra i quali UNESCO, Scuole Pubbliche, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Medici. Ha curato annulli filatelici con Poste Italiane. Ha insignito docenti dell’Università di Berna. Nel 2016, quale uomo di cultura, è insignito del titolo di Cavaliere onorario del Supremo Ordine dell’Antico e Rigenerato Rito Templare – Supremo Gran Consiglio del 9° Grado Cathedrale. Nel 2017 ha fondato a Milano il partito Italia Attiva con altre persone. Di area assolutamente liberale il partito si propone anzitutto treno del libero pensiero per i comparti produttivi del Paese con particolare attenzione al mondo delle professioni, per lo sviluppo sano della società italiana e comunitaria dell’Europa.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti