Basta melina: la destra deve decidere se liberarsi di Berlusconi. Il centro dichiararsi per rientrare nel gioco. E Renzi spostare la sfida sui contenuti

Se non altro essa pone fine alla estenuante melina per la quale ancora non si sa chi vuole cosa, e quali potrebbero essere le alleanze per formare il prossimo governo.
Qualcosa si è chiarito ed altre cose si chiariranno a breve.
In primo luogo: nel centrosinistra, la battaglia non è più tra Bersani e Renzi. Bersani, in quanto segretario del PD ha dato vita ad una alleanza “progressista” e indicato una possibile maggioranza autonoma. E’ evidente che l’accordo tra i tre segretari è anche in funzione delle primarie che Bersani affronterà contando sul gioco di sponda degli altri due segretari. Per Renzi, che pure continua ad affollare piazze e teatri, lo spazio si restringe. Recitare la parte del corpo estraneo e del semplice rottamatore non sarà più tanto semplice. Dovrà portare la sfida sui contenuti. Le differenze diventeranno più marcate perché l’alleanza Bersani-Vendola- Nencini, se avrà successo, porterà dritti ad una sinistra italiana allineata con la sinistra europea. Le dieci parole chiave, un anticipo del futuro programma, sono: Europa, democrazia, lavoro, uguaglianza, libertà, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni, diritti e responsabilità. Altro che diversità o terza via che erano il leit-motiv dei bei tempi andati!
In secondo luogo: anche al centro e a destra ci saranno a breve assestamenti. Per Casini, Fini, Montezemolo, crolla ogni speranza di essere ago della bilancia. Erano corteggiatissimi ed ora sembrano come “ la donna dalle belle ciglia, che tutti la vogliono e nessuno la piglia”. Dovranno dichiararsi se vogliono rientrare nel gioco. Giocare in proprio la carta di un Centro maggioritario? Tornare a destra con Berlusconi che non molla?
Lo stesso vale per il PDL e per Berlusconi. La carta di un pareggio per restare nel gioco grazie alla nuova legge elettorale? Una definitiva uscita di scena di Berlusconi per facilitare una aggregazione più ampia?
In terzo luogo: l’alleanza dei progressisti costringerà, finalmente, a parlare di cosa fare per uscire dalla crisi e che sorte riservare alla cosidetta agenda Monti. L’immaginifico Vendola ne ha proclamato la fine. Ma farebbe meglio a cedere meno alle esigenze dell’applauso e della propaganda. Certi punti del programma di Monti e certi impegni in sede europea e internazionale sono ineludibili. L’ alleanza dei progressisti dovrà rendere note a subito le sue proposte sul punto dolente dell’attuale governo: le troppe tasse e l’incapacità di favorire la crescita industriale e occupazionale del paese. Dunque, cosa tenere e cosa buttare dell’agenda Monti.
Insomma: il patto a tre, se terrà, innescherà nella nostra politica un bel rimescolamento. Oggi vediamo le macerie della cosidetta seconda repubblica. Gli scandali e la totale incapacità politica, tanto da subire il commissariamento senza reagire, ci hanno fatto assistere al suo momento più basso. Ma, a ruota, potremmo vedere uno scenario nel quale, finalmente, le divisioni sono dettate da differenze sui programmi.

Mi pare che ,se l’allineamento alle sinistre europee dovesse esaurirsi solo nell’acclamazione dei “matrimoni” omosessuali ,il clamore sarebbe grande ,ma la delusione enorme . Le “radici” ( altrimenti osannate ) europee risulterebbero un tantinello violate ,con l’unico costrutto di riconoscere nell’autodeterminazione individuale l’unico antidoto alle forme di costrizione sociale …e togliendo senso e validità alle parole usate sinora. Sarebbe un rendere importanza ,a mio parere ,alle forze della conservazione ,di cui non sentiamo bisogno . Il trio Lescano di questa “sinistra” alle orecchiette non mi sembra tanto …progressista!
In effetti quanto di politicamente significativo sta arrivando solo dal centrosinistra. Ed in particolare dal Pd che, guarda caso, fra i partiti a diffusione nazionale e’ l’unico che ha ancora conservato una struttura tradizionale. Gli altri? Non pervenuti. O dei rari segnali di permanenza in vita e’ meglio far finta di non aver sentito (lista civica nazionale per sostenere Monti: non so se fa piu’ piangere o ridere). La legge elettorale, pero’, rischia di vanificare ogni tentativo, sia quello di Bersani che quello di Renzi.
Cari Luigi e Paolo,
è uno strano paese il nostro. Tutti disprezzano politica e politici e poi, anche i vostri commenti ne sono prova, dilaga la passione ed il fervore, magari sotto forma di incazzatura. Sentimento talvolta salutare, talaltra annebbiante (lo dico in generale, non in relazione ai vostri interventi). Io mi sforzo di costringermi nell’ossimoro dettato da una vita divisa tra passione politica e attività giornalistica: passione e contemporaneamente distacco. E, quando scrivo, credo che prevalga il secondo. Faccio sommessamente rilevare che tutti (quasi) gli incazzati di questo paese hanno affollato entusiasti le assemblee dei partiti della prima e della seconda Repubblica. Li hanno sostenuti e votati accorrendo alle urne in quantità riscontrabili solo dei paesi dittatoriali (ma qui nessuno metteva loro la pistola dietro la nuca). Quando c’è una elezione, dal condominio al parlamento europeo, ci sono più liste e candidati che votanti. Tra gli indignati lanciatori di monetine a Craxi c’era il futuro capogruppo del PDL alla Regione Lazio, Fiorito.
Ecco perchè guardo alla politica e giudico in base alle conseguenze che potranno produrre persone e fatti, cercando di tenere a bada simpatie e antipatie personali e politiche. Ho illustrato quelle che secondo me saranno le conseguenze del costituirsi, finalmente, di una alleanza e di una strategia a sinistra. E mi interessano i fatti, le conseguenze, non la politica politicante, cioè gli schieramenti dei partiti e degli uomini. Nello specifico penso che l’alleanza dei progressisti (l’hanno chiamata loro così, Paolo!) è un detonatore che costringe tutti a smetterla col fare melina per capire cosa conviene di più. E’ l’inizio vero della partita che ci porterà alle elezioni. Io spero, anche, che costringerà a correggere, pur senza bendarsi gli occhi, la politica del governo dei tecnici che giudico sciagurata.
La vostra incazzatura o il vostro scetticismo fanno presumere che altrove ci sono uomini migliori? Ne sono felicissimo, ma, per favore, fuori i nomi di questi santi. Altre iniziative in grado di smuovere l’intero quadro politico e costringere tutti a dichiarare strategie alternative o convergenti? Altrettanto bene! E capisco che i veri ottimisti, nonostante tutto, siete voi.
Un abbraccio ,
Nicola
No no, altrove non ci sono uomini migliori. E’ il sistema di regole che va cambiato. Per sempre. Ma sono tutt’altro che ottimista in proposito. Quando avrò un po’ più di tempo cercherò di scriverci su…
Caro Nicola, bisogna solo intendersi quando si usa la lingua italiana. E se questi sono, continuano a chiamarsi i “progressisti”, bene, allora io mi sento un “reazionario”. Se vincerà questa coalizione, l’Italia sarà definitivamente perduta. Se vinceranno gli altri, una destra in qualche modo ricostruita con la coccoina, l’Italia ugualmente sarà perduta. L’unica cosa che possono fare gli italiani per bene è mandare a tutti costoro un segnale inelegante ma inequivocabile: fuori dai coglioni! E per far questo c’è una sola strada.
Caro Nicola,
Per me che, per storici motivi, ho gli occhi fissi sull’orologio dell’Olocausto, passare dalla Gomorra di Berlusconi alla Sodoma di Vendola, ha ancora il sapore di dannati antichi presagi.
Sui programmi vorrei che nonostante l’impronta laica del tuo Giornale, tutti accettassero come dato storico, se non Gesù almeno Giuda.
Vorrei cioè che la politica accettasse finalmente che persino tra dodici Santi uno è un traditore.
Se finalmente si capirà che la casa va costruita con mattoni di cui uno su dieci è sempre fasullo e ad esempio anche tu nel tuo movimento, si finirà d’ignorare Giuda, forse la politica migliorerà.
Per quanto selezionati siano gli uomini, uno su dieci sarà ovunque una mela marcia, non a caso le forze dell’ordine viaggiano in coppia, marcia sarà solo una coppia su Cento, che se controllata da un superiore, si riduce a una terna su mille e così via, se si organizzeranno sempre le cose tenendone conto.
Gli scandali politici fanno ridere perché queste percentuali non hanno mai cambiato e non diminuiranno mai, finché l’uomo esisterà in nessun partito e istituzione.
Mi dirai, Luigi e se anche tu fossi una mela marcia?
Beh, è mica per caso che ti scrivo.