Cari amici va in scena da diversi mesi, con fitte repliche in questo paese una commedia Goldoniana che Guy Verhosfadt ha sbattuto sul viso del nostro paese con ammirevole compassione. Così, più che un burattino il nostro Presidente del Consiglio appare un servitore di due padroni; ciò rispecchia un po’ l’anima servile che da molti secoli ci contraddistingue: più Arlecchino che Pinocchio, però. Su questo punto ci sarebbe da discutere. C’è sempre una speranza se sei burattino, che nel lungo percorso alla fine come Pinocchio, puoi diventare Uomo e levare le tende velocemente da questo scempio di governo. Qualcuno la verità la doveva dire. A chi fa l’italiano centrico, pazienza. Se ne farà una ragione.
Enrico Martelloni


Infatti Adalberto, più che burattino, Conte è servo di due padroni. Lasciando perdere M5S, bisogna ascoltare l’intervento di Guy Verhofstadst, il quale ha detto ben altro che la parola ” Burattino”, centrando il problema di un paese in grave difficoltà.
Ha usato la parola “burattino” – così ho letto – rivolgendosi al nostro Giuseppe Conte, presidente del governo Cinque Stelle-Lega .Trattasi del signor Guy etc. Verhofstadst, lo stesso che, circa due anni or sono, aveva trafficato per far entrare proprio gli eurodeputati Cinque Stelle nel gruppo, il liberlademocratico europeo, del quale egli ( lo stesso Verhofstadt ) è tristemente presidente. L’affare non gli era riuscito, per l’opposizione della maggioranza dei deputati.
Con tale coerenza il Verhofstadt, che in questa Europa può continuare a spacciarsi per liberaldemocratico, la parola BURATTINO potrebbe usarla più opportunamente davanti allo specchio del cesso che frequenta. Prego!
Con dispiacere e disistima gli invio irripetibili saluti.