Nell’anno di grazia 1946 su un muretto del lungotevere romano appare questa scritta: “Aridatece er Puzzone”. Cioè a dire il cavaliere Benito Mussolini, morto ammazzato. Silvio Berlusconi adesso mette le mani avanti. Sostiene che prima va eletto il nuovo presidente della Repubblica e poi si approvino la legge elettorale e le riforme istituzionali. Per il Quirinale pensa a Giuliano Amato o a uno come lui. Non uomo organico a un partito ma riserva di una Repubblica che conosce da cima a fondo. Si obietterà che Amato è quello che ha messo le mani nei nostri soldi in banca, che è stato prima un craxiano di ferro e poi se n’è dimenticato una volta caduto in disgrazia il leader. Tutto vero, per carità. Ma anche Talleyrand non era uno stinco di santo, eppure ha contribuito alle fortune francesi. E allora, aridatece il Talleyrand de noantri, che come titolo di merito non ha una spensierata giovinezza ma una competenza istituzionale fuori dal comune. Eletto a larga maggioranza, si capisce. Cosicché l’inquilino del Colle non nasca con il peccato originale di una elezione partigiana. Com’è accaduto troppe volte a beneficio del centrosinistra. Ma Renzi non accetterà mai una personalità che gli faccia ombra. Preferirà qualcuno che non disturbi il manovratore. Ragione di più per puntare su Amato, che non si adatterà mai a zerbino di Palazzo Chigi.
Aridatece il Talleyrand de noantri
Pubblicato in : Tre palle un soldo (dell’immaginifico prof. Paolo Armaroli)
Info Paolo Armaroli
Già professore ordinario di Diritto pubblico comparato e docente di Diritto parlamentare nell’Università di Genova, è stato deputato al Parlamento dal 1996 al 2001 e ha pronunciato più di mille discorsi. Ha pubblicato tra l’altro libri sul presidente della Repubblica, sulla governabilità, sulla grazia a Sofri, un vero intrigo costituzionale, e sullo strano caso di Fini e il suo doppio. Negli ultimi quarant’anni ha scritto quattromila articoli sui più importanti giornali nazionali: Il Tempo, il Giornale, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Nazione, Libero, La Voce, Il Secolo XIX. Collabora al “Corriere fiorentino”, supplemento quotidiano del Corriere della Sera.

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