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ARIA DI CRISI NEL PD

Di Giancarlo Magni La spallata a Berlusconi sta fallendo. A due mesi dalle amministrative Bersani non puo’ cambiare linea. D’Alema e Veltroni affilano le armi.

di Giancarlo Magni | 7 Marzo 2011

Martedì 8 marzo i vertici del PD andranno a Palazzo Chigi con i 10 milioni di firme raccolti contro Berlusconi per la vicenda Ruby. L’iniziativa, che all’inizio aveva, almeno sulla carta, una certa valenza politica, si è progressivamente sgonfiata per le contromosse del centrodestra ed ora corre il rischio di diventare addirittura controproducente. Non tanto perché i supporter del premier hanno a più riprese dimostrato che fra quelle firme c’è di tutto, compreso Topolino ed Hitler. Quanto perché la maggioranza sta cambiando strategia. Quando si vuole dare una spallata bisogna essere certi che l’oggetto della nostra attenzione ceda, altrimenti, se l’ostacolo resiste, si viene rimbalzati indietro. E’ quello che sta succedendo. Il Governo ha superato diversi esami parlamentari dimostrando di avere la maggioranza. Ultimamente è stato approvato il federalismo municipale e soprattutto è stata messa in cantiere una riforma della giustizia che tocca i temi cardine della separazione delle carriere, della responsabilità civile dei magistrati e dei due CSM. Temi che, al di là degli interessi berlusconiani, hanno una loro valenza oggettiva e sono riconosciuti validi dalla maggioranza della popolazione. Berlusconi poi ha detto di voler cambiare strategia giudiziaria andando a difendersi nelle aule di tribunale. Una mossa che è vista bene dal suo elettorato di riferimento. Anche il piano internazionale aiuta il governo. L’emergenza libica attira l’attenzione di tutti. A fronte dei pericoli della situazione non si può stare a parlare di cene e festini. Il Governo non solo resiste ma dimostra di andare avanti. Ormai è chiaro che la spallata non ci sarà. Nel PD sono iniziati i mal di pancia. Da più parti arrivano, per ora in modo sommesso, cauti inviti a Bersani per un cambio di strategia. Il segretario però fa orecchie da mercante. Forse anche lui si è accorto che la strategia del partito non sta dando i frutti sperati ma non può fare altrimenti. Il treno è in corsa e non si cambia. Le amministrative sono vicine. C’è il rischio di spiazzare l’elettorato. Ovviamente tutto questo è ben presente anche ai critici di Bersani. Avanzano critiche a futura memoria. Vogliono trovarsi dalla parte di chi “l’aveva detto”. Se le amministrative non dovessero andare nella maniera sperata ecco che i “nostri” si presenteranno all’incasso. Dietro le quinte ancora una volta D’Alema e Veltroni.
La politica, è risaputo, non si fa con se e con i ma. Noi però non facciamo politica vogliamo solo riflettere insieme sulle cose e sulle strategie della politica. E allora è di tutta evidenza che se il PD avesse giustamente criticato Berlusconi per il suo disinvolto stile di vita ma nel contempo avesse portato avanti nel Paese non la raccolta delle firme ma le sue proposte per il federalismo e la giustizia, forse oggi le cose sarebbero diverse. Anzi, certamente sarebbero diverse. E soprattutto tutte quelle persone che guardano con interesse ad un moderno partito riformista non avrebbero l’amaro in bocca di constatare come, ancora una volta, sia stata persa dall’opposizione un’occasione d’oro. Si può dare torto a chi sostiene che i migliori alleati di Berlusconi sono proprio nel PD?

Giancarlo Magni

Pubblicato in : Primo piano

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Francesco Mazzeo I Socialisti per Le Liberta'

    8 Marzo 2011 alle 20:29

    Un’azione politica incisiva per un partito che si reputa all’altezza di vincere le elezioni non puo’ essere una raccolta di firme, perche’ questo dimostra una vera debolezza con mancanza di proposte programmatiche. Berlusconi e’ costantemente collegato con il sentire di una buona parte dell’elettorato, cosa che manca completeamente al segretario del PD. Non e’ un voler schierarsi a favore di qualcuno, ma soltanto una constatazione del sentire dei cittadini che non vedono alternative a Berlusconi, malgrado la gravissima crisi economica. C’e’ bisogno di ripensare il progetto politico da parte del PD adeguandolo ai tempi senza insistere su lotte sindacali ormai inutili, ma accettare un mondo del lavoro completamente cambiato vedi legge Biagi tanto avversata dall’ex ministro Damiano. Il nuovo progetto politico non puo’ essere fondato su scegliere i voti dei padroni o degli operai, ma sulla capacita’ di far collaborare le forze in campo. A cosa e’ servito combattere il precariato, sicuramente a peggiorare la situazione. Il PD deve aprire seriamente se vuol sopravvivere a forze liberali socialiste riformiste.’

    Rispondi
  2. pietro caruso

    7 Marzo 2011 alle 12:05

    Caro Magni
    trovo l’editoriale molto pertinente, anche in relazione a quello che succederà alle prossime amministrative, ma nelle considerazioni espresse mancano, per lo meno, due aspetti fondamentali. Se il Pd come si dice “aiuta” Berlusconi, chi in Italia si sta opponendo lealmente e costituzionalmente parlando a questo Premier arrogante e pronto a tutto? A meno che nel segreto retropensiero di parecchi non ci sia il complesso dell’orfano. Dopo avere accettato il “grande incantatore” non se ne può più fare a meno. Chi sarebbe l’antagonista ideale a Berlusconi? Sua figlia, suo figlio? Il principe dei Savoia? Una “terza forza” che non c’è, se non a guida post-democristiana? Il dramma italiano è che è un paese conservatore, per colpa dell’immensa presenza vaticana, e reazionario perchè le ragioni che hanno fatto prevalere il fascismo ai governi liberali non sono ancora stati superati nelle trasformazioni in corso. Il bipolarismo fallisce anche perché il Pdl non ha una struttura dirigente democratica se non dipendente dal suo padrone-fondatore e il Pd non ha recuperato tutte le tradizioni di progresso che servono per superare (non per rimuovere) la questione comunista. Accettare di mantenere Berlusconi al potere a tutti i costi e costi quel che costi non è una leggerzza (o la colpa degli altri) ma la constatazione che una maggioranza di italiani ha la pasta del suo leader maximo. Anzi è lui il lievito.
    Dove e come usciremo da questi anni buii è un enigma, ma il pessimismo mi induce a pensare che i mali oscuri che ci affliggono non si risolveranno. Non furono risolti alla fine della Prima Repubblica e sono passati 17 anni e non sono risolti nella Prima bis.
    Può un Paese pensare che non ci sia un’opposizione alternativa a quella creata dal Premier e dai suoi sodali? Dico di più: la provocazione di Berlusconi contro magistrati, giornalisti, insegnanti radicalizza settori di essi. In nessun paese democratico avviene questo. Trovo da laico, inoltre, il comportamento di Berlusconi verso le gerarchie ecclesiastiche riprovevole. I suoi cedimenti rispetto alla stessa linea che teneva all’esordia del Polo delle libertà nel 1994 sono enormi. Vogliamo renderci conto che il Premier si tiene strettamente avvinghiato ad ogni forma di potere dominante senza riuscire a sfuggirgli? Se nel percorso di un grande politico ci fosse sempre il cedimento al più forte ed all’arrogante o al conveniente ai fini personali come sarebbe giudicato?
    Tra l’altro come avevo già scritto non pensate che la radicalizzazione dell’alleanza fra Pdl e Lega, più La Destra, Movimento per l’Italia, Fiamma Tricolore non crei maggiore spazio ai Vendola e ai Di Pietro? Bisogna mettersi d’accordo su un punto. Berlusconi ha fatto fuori Casini e poi Fini con i quali aveva fatto nascere il Polo di Centro-Destra. Poi è arrivata la Casa, poi il Pdl e ora non si sa. E’ questo il moderatismo del Centrodestra? Lo so bene che la distruzione dell’Ulivo ha spezzato la capacità del Centrosinistra di darsi una dimensione riformatrice e moderata. Forse questo è un vantaggio? Pensiamo invece al limite di quello che siamo: mai un governo che non avesse la componente politica cattolica in posizione dominante; mai un governo che abbia avuto un centrosinistra guidato da un laico (i governi Spadolini e Craxi erano dominati dai ministri democristiani). Neppure i governi Ciampi, Amato, D’Alema sono riusciti a creare una stabile forma di alternativa democratica con una stabile coalizione. No. Le nostre anomalie non sono soltanto i giudici giacobini, i giornalisti di parte, i post comunisti (a cui non vanno certo le mie simpatie…da sempre). Guardiamoci allo specchio. Quel vecchio decrepito, conservatore, avido, poco liberale, ben poco socialdemocratico, tanto meno laico e radicale è il potere italiano che comanda. Che ha il potere. Tutto il resto sono chiacchiere. Il bilancio storico del Paese è avvilente. Solo eroiche minoranze sfidano la trama ottusa e bigotta che ha costruito la camicia di Nesso italiana. Le colpe del Pci sono sul banco della storia e ci hanno impedito di progredire per decenni. Ora il potere non è in mano ai post-comunisti che sono minoritari quasi ovunque. Dal 2001 questo Paese è anche culturalmente prevalentemente di destra e mai siamo stati così in crisi, mai così incerti, mai così divisi se non nel 1948 quando la divisione in blocchi politici, ideologici, militari ed economici aveva se non altro una ragione internazionale fondata sulla forza e sul suo equilibrio. Oggi cosa impedisce l’Italia ad avere un’alternanza vera come avviene in Francia, Germania, Regno Unito, Usa? Perchè siamo molto più conservatori di loro? Quale malattia oscura ci affligge?
    Se liberopensiero, vuole anche dire liberi pensatori sarebbe meglio darsi una risposta. Che va ben oltre la lettura della cronaca.

    Rispondi
  3. Trevigiano

    7 Marzo 2011 alle 11:51

    Il PD non esiste, ognuno ha visto che a sinistra, a livello internazionale è esistito solo D’Alema, che anche in politica, come già alla Normale, ha mollato, appena dopo aver mostrato d’essere il migliore, perché ha mollato?
    Perché per chiunque capisca qualche cosa (diciamo sopra QI 130 con educazione adeguata) la partita dell’Italia salvo miracoli Divini, o totali massacri terreni, è definitivamente persa.
    In antico in tali casi, i Principi mollavano ai Marchesi, perciò o continuare con Berlusconi, o la sinistra ruba il Cardinale Scola alla Chiesa, o Mario Draghi alla Banca Europea, e speriamo comunque in gravi errori degli altri e fine dei “Fascisti sfacisti” nostrani, o per chi capisce, meglio che vadano tutti a puttan…
    Tanto finiamo tutti estinti, a 1un milione d’Italiani in meno ogni 5 anni, sostituiti in silenzio e in via temporanea, da Albanesi e Marocchini, come vi direbbae D’Alema, fatevela voi la politica del genocidio obbligato.

    Rispondi

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