
E così ce l’ha fatta, El Loco. Il matto Javier Milei, in un paese consociativista, in cui anche la destra, in economia, era di sinistra. Nella culla del peronismo, l’erede del fascismo sudamericano. Sopravvissuto ai colonnelli di Videla, divenuto nel frattempo forza di sinistra, fattosi sistema e familismo amorale, ha trionfato l’opposto concettuale e metodologico. A Papa Francesco, al solidarismo ambientalista, al cattolicesimo socialista il popolo ha preferito un calvinismo capitalista. Anzi, anarcocapitalista.
A trionfare è stato, come dice Repubblica, un voto contro. Un voto, soprattutto, contro l’idea che lo Stato possa, o persino debba, risolvere i grandi problemi della gente. Lo Stato, in questa narrazione ne è la causa, il motore, l’inevitabile ripetersi dei disastri. In uno stato fallito tre volte solo questo millennio le soluzioni liberali e moderate hanno perso di fronte a una motosega. Ma cosa ci dovrebbe interessare cosa fanno laggiù?
Beh, noi non abbiamo l’iperinflazione (grazie UE di non aver mai ascoltato del tutto Draghi), ma il sistema consociativo, la preghiera fervente a questa divinità pagana nota come Stato, una popolazione spaventata e che si sta rapidamente impoverendo sì però. Abbiamo, quindi, almeno parte della miscela che ha fatto esplodere El Loco. Quello che ci manca è qualcuno che possa scendere in campo, con lucida follia, a dire che i conservatori all’Ungherese di Giorgia Meloni sono solo uno stanco rebrand del “tassa e spendi”.
Certo, questo governo, finalmente, ha tagliato le pensioni. E l’ha fatto per tagliare le tasse a chi lavora. Va, quindi, nella direzione giusta. Però con timidezza infinita e dubbi ancora maggiori. Eppure potrebbe bastare ad allontanare l’esigenza della motosega. Chissà. Il sogno però di qualcuno che, pettinato da criceti sotto cocaina, vada in tv e senza timidezze guardi in camera urlando:
“Se lo Stato è ladro chi paga è complice, chi denuncia è infame e chi evade un patriota”
Resterà nella mente e nei cuori di molti. Per sempre, probabilmente.
Luca Rampazzo

Non mi convince, lo Stato deve risolvere i problemi della gente, altrimenti non è Stato. Deve governare e comandare, ma governare bene e comandare con un occhio fisso al bene comune.
Altrimenti potremo aumentare a dismisura gli sbirri, ma , prima o poi, finiranno e saranno problemi suoi caro Rampazzo oppure dei suoi famigliari oppure ……..
E si dà il caso che io non sia un sinistro nè un sinistrato nè un sinistronzo, ma un liberal conservatore.