Eccola l’improvvisa calda aria d’estate. Tra fine aprile e inizio maggio arrivano i giorni che ti fanno sentire già in vacanza. Ed invece sono al massimo giorni di ponte, più o meno lungo.
Poi da qualche anno quest’aria calda d’estate arriva improvvisamente poiché fino all’altro ieri, all’altra settimana, c’era ancora l’aria di primavera fresca se non d’inverno. Non ci sono più le mezze stagioni di una volta e non ci sono più nemmeno i quarti di stagione.
Non ci sono più quelle settimane cuscinetto nelle quali avevamo il tempo di cambiare il guardaroba e il piumone col piumino più leggero. No, qui passi direttamente dal piumotto natalizio al lenzuolino che useresti a luglio e ad agosto. Forza del clima che cambia, forza di una temperatura che ti crea scompensi e sorprese. Aria d’estate e dilemma viaggi. Molti hanno forse già prenotato nel pieno dei mesi invernali, altri stanno cercando on linee in agenzia, in questi giorni di ponte, offerte ed occasioni tra l’Italia, il Mediterraneo e il mondo: dal Salento alla Grecia, dal Mar Rosso alla Sicilia.
Si sente bisbigliare qui e là durante le visite nelle agenzie di viaggio o davanti ai pc come le schermate sui siti di viaggio le valutazioni e i commenti. “Quest’anno ho voglia di mare bello e di sabbia fine”, dice lei sui 25 anni. E il fidanzato sui 30 commenta ”Ma sì dai facciamo un preventivo per una bella isola greca o anche per la Spagna.” E l’agente di viaggio aggiunge: “Ci sono anche le Maldive, volendo”. Dilemma e spazio, tempo e desideri. Il sole e il caldo giocano i loro effetti sul nostro cervello e sul nostro cuore, sulla voglia di vacanza proiettata, progettata. Gettata oltre il nostro orizzonte, oltre le nostre aspettative concrete. E non è per forza necessario pensare agli atolli tropicali: la nostra immaginazione può volare su Sirmione come su Bagni di Romagna, su Certaldo come su Cinquale. Il bello di sognare e immaginare le vacanze sta anche nella fase preparatoria, poi magari quando le fai davvero provi tutta un’altra emozione. Emozione da Sabato del villaggio, avere una sensazione nell’attesa e poi provare altro sentimento nello svolgimento.
Oggi indulgiamo, senza sentirci in colpa, in tutti gli stereotipi del caso. Quindi possiamo dire che nelle prove generali delle vacanze estive consumate in questi dieci giorni di ponte Liberazione Domenica Primo Maggio (su coraggio) si provano anche percorsi e tragitti, strade e collegamenti.
Conosco un collega che prima di andare in vacanza, diciamo ufficialmente, nel periodo deciso, faceva qualche tempo prima una prova generale del viaggio per avere già una idea. Mica male come percorso. Non solo stradale, ovviamente.
Altre persone si lanciano all’avventura e dicono di scegliere l’essenziale tipo un viaggio di andata e ritorno, qualche notte in albergo e poi vogliono arrangiarsi come capita. Altre persone invece vogliono pianificare e progettare il minimo particolare, il più piccolo dettaglio, l’escursione dell’ultimo giorno e ogni ora della vacanza. Che sia più vacanza la prima o l’ultima descritta lo lasciamo giudicare ai protagonisti e agli psicologi, l’importante è che ognuno si senta bene, armonico, adatto alla vacanza che sta sognando e progettando. Aerei e gallerie, varianti e stazioni permettendo.

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