
Il tipo di Bologna che allontanava il signore con la bandiera di UE e Ucraina aveva dietro due ragazzotti e diceva “Non mi metta le mani addosso” ad un pensionato ultrasettantenne.
. A Milano un tipo esagitato gridava “nazisti” alla Brigata Ebraica. Accanto aveva uno che faceva il saluto nazista.
. È che magari, per chi ha voglia, si potrebbe seriamente pensare all’opportunità di fare a manate. Con un set di regole base per evitare sproporzioni eccessive, ma non sarebbe malaccio.
È inutile fare del 25 aprile ogni volta sta piccola galleria sgangherata di casi umani. Si proceda in modo più sportivo e civile a favorire una soluzione meno urlata e caciarona.
. Poi per me in piazza ci possono andare tutte le bandiere e nessuna, con eguale senso delle cose.

Tutte, se so vuole, comprese quelle di Hezbollah (c’erano), della Repubblica Islamica (c’erano). Senza farne una questione. Israele, USA, Groenlandia, Tibet, Spagna, Proceno, Cinisello Balsamo. Grossomodo ciascuna di queste bandiere può trovare un senso per esserci.
Oppure nessuna. Nemmeno quella italiana.
. Oppure si dividano i cortei. Uno per chi gli piace di più un gusto e chi gli piace di più un altro. Così ok, il 25 aprile è divisivo, ma comunque civile.
. Oppure si lasci andare ai cortei di Roma, Milano e altre città, solo quelli che proprio gli garba dire agli altri “te sì e te no”. Alla fine sticazzi.
. Ieri era una bella giornata. Io ero con la famiglia e i bambini. Il 25 aprile a me piace sempre. E mi ricordo le mie nonne e i miei nonni.
Tommaso Ciuffoletti

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