Dirà il tempo se il confronto che ha coinvolto, tra gli altri, il presidente della Fondazione, Nicola Cariglia, l’assessore regionale alla salute, Elena Gentile ed il direttore generale della ASL di Foggia, Attilio Manfrini porterà a risultati concreti.


La presenza del Centro sociosanitario di Vieste è, non solo da questo punto di vista un importante presidio per tutto il Gargano così come è fondamentale per il mantenimento del Welfare in Italia la presenza del Terzo Settore. A questo proposito il presidente della Fondazione Turati ha ribadito l’impegno e l’attività che vengono svolti da trenta anni. “Siamo qui per discutere e confrontarci, non per pietire sovvenzioni ai pubblici poteri. Le Onlus devono essere indipendenti per essere utili, ma – ha rilevato- non può avvenire il contrario, cioè che siano le Onlus a sostenere spese per conto dei pubblici poteri”. Cariglia ha ricordato che, ad esempio, per la Casa di Cura della Fondazione Turati a Vieste è stato fissato un tetto equivalente alla irrisoria cifra di 17 mila euro all’anno per singolo posto letto di fronte a 60, 70 e 80 mila euro per altre strutture equivalenti.
L’assessore regionale alla salute, Elena Gentile ed il Direttore generale della ASL di Foggia, Attilio Manfrini non hanno lasciato cadere la provocazione. La difficile situazione economica – hanno detto- impone modifiche che già la Puglia ha cominciato ad apportare al proprio sistema sanitario. “Occorrono meno ospedali ma più efficienti ed una diffusa rete di presidi territoriali per i primi interventi e per le cure intermedie” ha sostenuto l’assessore “e già dei primi provvedimenti in questo senso sono stati adottati”.
E’ stato espresso un comune impegno a proseguire in tempi ravvicinati il confronto, in modo da trovare le giuste risposte per le necessità del Gargano, così come richiesto anche dal sindaco di Vieste, Ersilia Nobile.

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