Alessandro Antichi, Portavoce della Casa delle Libertà in Consiglio Regionale commenta l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“La storia dell’undicesimo Presidente della Repubblica è quello di aristocratico dell’antico PCI, di certo questo non lo aiuta. Né lo aiuta il suo essere stato, da parte del maggior partito del Centrosinistra, la seconda scelta.
Tuttavia è diventato, e d’ora in poi dovrà dimostrare di essere, il Presidente di tutti gli Italiani.
Dovrà dimostrare “sul campo”, usando le doti di imparzialità e grande senso delle Istituzioni, di poter rappresentare anche la parte settentrionale del Paese, la più produttiva, che lavora e produce senza la protezione di sindacati e partiti.
Il Presidente anche di quelli italiani, la maggioranza degli elettori per numero di voti, che non ne vogliono sapere di Prodi.
Di quegli italiani del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole, che sono riusciti, dopo sessant’anni di chiacchiere, a cambiare la Costituzione, pur non essendo costituzionalisti.
Degli italiani che si alzano presto la mattina, che lottano giorno per giorno, senza nulla chiedere allo stato o ai potenti, che non credono più ai burosauri e agli burocrati e che soffrono per la violenza e l’arroganza degli estremisti e dei neototalitaristi.
Di quella parte dei cittadini che avrebbero preferito che D’Alema e Berlusconi tenessero aperta e sgombra la stretta e faticosa via del dialogo per le riforme.
Auguri dunque al nuovo Presidente Napolitano anche se figlio di un metodo inaccettabile,dal punto di vista politico, e vittima della spartizione (tra Ds, Margherita e Rifondazione) del potere non risparmiando neanche le tre più alte cariche dello Stato”.

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