Il Portavoce della Casa delle Libertà Alessandro Antichi commenta l’ennesima frattura tra i partiti della maggioranza avvenuta durante i lavori del Consiglio Regionale.
“Perfino sulla nomina dei delegati per l’elezione del Presidente della Repubblica i partiti della maggioranza si sono divisi presentando candidature non unanimi. Questo la dice lunga sullo stato di frammentazione ormai patologico delle forze che sostengono la Giunta Martini. Dopo le dimissioni dell’Assessore Regionale alla Finanze, Programmazione e Bilancio Montemagni (Pdci) abbiamo assistito ad una conferenza stampa indetta da Rifondazione Comunista, che ha registrato la partecipazione dell’Assessore Regionale all’Ambiente Artusa (Verdi), contro la politica energetica di Martini.
Oggi è toccato a Margherita e Rosa nel Pugno contrapporsi in aula su nomine di carattere istituzionale e dove la sola applicazione della prassi sarebbe bastata per assolvere a questo compito che ricorre periodicamente ad ogni elezione del Capo dello Stato.
Il progetto di “Partito Democratico” non riesce a “saziare” gli appetiti politici di tutti i commensali seduti a tavola. Rischia di diventare una coperta troppo corta che difficilmente potrà avvolgere La Margherita e la Rosa nel Pugno allo stesso tempo. Come si è dimostrata troppo corta la coperta che Martini a cercato di stendere nell’aprire da una parte al dialogo con la Cdl e dall’altra iniziare il confronto con Rifondazione Comunista in previsione della sua entrata in maggioranza.
La Toscana è una cartina di tornasole per chi, nel Paese, pensa che le forze politiche affastellate alla rinfusa all’interno dell’Unione possano sviluppare una efficace e duratura azione di Governo.
La Casa delle Libertà e la Toscana attendono di capire se avrà la meglio la componente moderata della coalizione o se invece sarà la sinistra massimalista e radicale ad imporre le proprie priorità nell’agenda politica amministrativa della Giunta toscana.

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