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Annaspando fra responsabilità individuale, libera scelta e pensiero autonomo. E obblighi collettivi

Oggi alcuni si sentono oppressi da una sorta di dittatura sanitaria. Sono coloro che non giustificano certe norme richieste dalla pandemia in atto. Alcuni addirittura negano la pandemia. Altri lamentano la gestione assurda e spesso ridicola di quest’ultima. Di Carla Ceretelli

di Carla Ceretelli | 31 Maggio 2021

Se qualcuno vuole imporre il pensiero unico bisogna svincolarsi. Se qualcuno è tanto fragile da farsi suggestionare o addirittura manipolare deve imparare a difendersi. Non c’è alternativa. Se  non ce la fa,  nessuno lo puo aiutare. Se non un supporto psicologico. Siamo sommersi dai media dai social dal mainstream. Dalle opinioni correnti.  Ma è opportuno  imparare a seguire  un proprio ragionamento. Tanti si lamentano di essere costretti a sottostare a leggi e norme eccessivamente limitanti la libertà.    Le regole esistono da sempre e le regole costringono. Ma occorre metabolizzarle, incorporarle  e in qualche modo essere pronti ad osservarle.

La libertà ha i propri limiti sanciti appunto  dalle leggi. Democraticamente promulgate. Altrimenti si va a vivere da eremita. Soli  e circondati dalla natura, che, comunque, ha le proprie regole. Che vanno in ogni caso rispettate. Chi vive in una comunità, alias società,  è soggetto da sempre a sottomettersi  e seguire  linee guida, oggi si direbbe protocolli,  che prevedono sanzioni di vario tipo per chi non le rispetta. Purtroppo c’è stato bisogno di varare  provvedimenti contingenti che  sono stati mal digeriti. Qualcuno ne ha messo in dubbio la legittimità costituzionale. Ma almeno al momento tutto è in sospensione.  

Oggi alcuni si sentono oppressi  da una sorta di dittatura  sanitaria. Sono coloro che non giustificano certe norme richieste dalla pandemia in atto. Alcuni addirittura negano la pandemia. Altri lamentano la gestione assurda e spesso ridicola di quest’ultima.

E non si può negare che, nonostante giustificabili e giustificate in fase di pandemia, alcune scelte governative e ministeriali sono apparse  davvero assurde.

 All’inizio si potevano accettare, considerando l’eccezionalità e la mancanza di conoscenza del fenomeno. E così si è fatto. Ma dopo oltre un anno, avendo la ricerca fatto il suo corso, avendo avuto il tempo, tecnici e politici,  di studiare a fondo la pandemia e le sue implicazioni,  francamente alcune norme appaiono  davvero  assurde. Talvolta ridicole.  

E inique, per avere favorito alcune categorie e affossato altre.

In seguito a queste scelte un po’ scellerate  si sono dunque  formate due fazioni che si scontrano in modo alquanto aggressivo. E questo atteggiamento non fa per nulla bene e non favorisce né l’uscita né la ripresa, quanto meno. Sarebbe utile invece  che  tutti si sentissero coinvolti e marciassero  in un’ unica direzione. Comune. Ma  alcuni,  forse giustamente, sentono chi governa o amministra, alla stregua di  di piccolo despota oppressore che,  per scopi reconditi,  finge una reltà inesistente. Al fine di sottomettere i cittadini che, considerati utili idioti, accettano le regole.

E questo  costituisce  davvero un enorme problema.  Purtroppo cercare e conservare un equilibrio non è davvero facile. Ma questa è la scommessa. “Riaprire in sicurezza con rischio ragionato” ha esordito il Premier. Dobbiamo auspicare che ce la faccia per il bene di tutti i  cittadini che a loro volta devono imparare a mettere da parte le paturnie. “Malumori associati a sorda o stizzosa irritazione”. Senza battere troppo i piedi. E “rischiare ragionando” in indispensabile resilienza.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: natura, provvedimenti

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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