Se qualcuno vuole imporre il pensiero unico bisogna svincolarsi. Se qualcuno è tanto fragile da farsi suggestionare o addirittura manipolare deve imparare a difendersi. Non c’è alternativa. Se non ce la fa, nessuno lo puo aiutare. Se non un supporto psicologico. Siamo sommersi dai media dai social dal mainstream. Dalle opinioni correnti. Ma è opportuno imparare a seguire un proprio ragionamento. Tanti si lamentano di essere costretti a sottostare a leggi e norme eccessivamente limitanti la libertà. Le regole esistono da sempre e le regole costringono. Ma occorre metabolizzarle, incorporarle e in qualche modo essere pronti ad osservarle.
La libertà ha i propri limiti sanciti appunto dalle leggi. Democraticamente promulgate. Altrimenti si va a vivere da eremita. Soli e circondati dalla natura, che, comunque, ha le proprie regole. Che vanno in ogni caso rispettate. Chi vive in una comunità, alias società, è soggetto da sempre a sottomettersi e seguire linee guida, oggi si direbbe protocolli, che prevedono sanzioni di vario tipo per chi non le rispetta. Purtroppo c’è stato bisogno di varare provvedimenti contingenti che sono stati mal digeriti. Qualcuno ne ha messo in dubbio la legittimità costituzionale. Ma almeno al momento tutto è in sospensione.
Oggi alcuni si sentono oppressi da una sorta di dittatura sanitaria. Sono coloro che non giustificano certe norme richieste dalla pandemia in atto. Alcuni addirittura negano la pandemia. Altri lamentano la gestione assurda e spesso ridicola di quest’ultima.
E non si può negare che, nonostante giustificabili e giustificate in fase di pandemia, alcune scelte governative e ministeriali sono apparse davvero assurde.
All’inizio si potevano accettare, considerando l’eccezionalità e la mancanza di conoscenza del fenomeno. E così si è fatto. Ma dopo oltre un anno, avendo la ricerca fatto il suo corso, avendo avuto il tempo, tecnici e politici, di studiare a fondo la pandemia e le sue implicazioni, francamente alcune norme appaiono davvero assurde. Talvolta ridicole.
E inique, per avere favorito alcune categorie e affossato altre.
In seguito a queste scelte un po’ scellerate si sono dunque formate due fazioni che si scontrano in modo alquanto aggressivo. E questo atteggiamento non fa per nulla bene e non favorisce né l’uscita né la ripresa, quanto meno. Sarebbe utile invece che tutti si sentissero coinvolti e marciassero in un’ unica direzione. Comune. Ma alcuni, forse giustamente, sentono chi governa o amministra, alla stregua di di piccolo despota oppressore che, per scopi reconditi, finge una reltà inesistente. Al fine di sottomettere i cittadini che, considerati utili idioti, accettano le regole.
E questo costituisce davvero un enorme problema. Purtroppo cercare e conservare un equilibrio non è davvero facile. Ma questa è la scommessa. “Riaprire in sicurezza con rischio ragionato” ha esordito il Premier. Dobbiamo auspicare che ce la faccia per il bene di tutti i cittadini che a loro volta devono imparare a mettere da parte le paturnie. “Malumori associati a sorda o stizzosa irritazione”. Senza battere troppo i piedi. E “rischiare ragionando” in indispensabile resilienza.
Carla Ceretelli

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