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Angius Borselli Spini: ottimi discorsi ma la direzione non convince

Una cronaca della manifestazione di Roma con Angius, Boselli, Spini, Nigra, Dato. Di Nicola Terracciano

di Nicola Terracciano | 26 Settembre 2007

Si incontra sul treno Angela Tedesco, di Sinistra Democratica, vicina a Spini, ma che non condivide la sua decisione di uscire da quello che è un movimento aperto (di cui è, tra l’altro, presidente del Comitato promotore e vice-presidente del gruppo alla Camera) e che non ha chiuso affatto nel suo ultimo documento, votato quasi all’unanimità, l’apertura al socialismo europeo, allo Sdi e alla costituente.

Chiudersi nella sola costituente socialista, secondo Angela, non porta lontano dal punto di vista elettorale e politico, mentre c’è la vasta area a sinistra del PD, con la quale occorre pazientemente dialogare e lavorare, per portarla poi in gran parte sul sentiero del socialismo, che solo così potrà tornare a testa alta e con forza nello scenario politico italiano.

La bella, distinta sala dell’Hotel Massimo D’Azeglio (caro richiamo risorgimentale) ha 154 posti, che non saranno sufficienti per il gran numero dei convenuti, molti dei quali staranno in piedi, compreso l’on.Villetti, giunto un poco in ritardo.

Si incontrano e si salutano il prof. Raffaele Mauro con la Signora, vicina agli ideali del marito, pur un pò disillusa dalle vicende politiche di questi anni, il prof. Paolo Bagnoli, venuto con Spini da Firenze, gli amici della sezione socialista della Garbatella, Sandro Natalini, Massimo Perna, l’on.le Cinzia Dato, che siederà alla presidenza e farà un intervento molto applaudito, Monica Maggiori, insieme al gruppo delle donne dello Sdi in prima fila, che hanno predisposto un documento, che sarà poi sintetizzato dal moderatore Nigra.

Nella sala, che man mano si affolla, vi sono fotografi e cameramen, con lampeggiamenti, interviste, quasi a rompere un pò il silenzio che grava sull’iniziativa della Costituente Socialista e sull’appello di Angius-Boselli-Spini.

Si comincia sostanzialmente in orario con Nigra che introduce, salutando oltre i relatori, l’on.le Schietroma seduto in prima fila e legge un messaggio di Mauro Del Bue, segretario nazionale del Nuovo Psi, che riafferma solennemente la fedeltà al patto della Costituente e la decisione ferma di andare avanti.
Nigra sottolinea come l’iniziativa che si sta costruendo fa confluire per la prima volta nella storia della sinistra, sotto lo stesso tetto, le sue varie tradizioni. Dice un netto no alle posizioni che vogliono andare ’oltre il socialismo’, che è invece ancora, sempre vitale.
La costruzione del nuovo soggetto politico deve avere l’ambizione maggioritaria e riuscire ad avere risultati in tal senso.
Nel frattempo bisogna produrre situazioni di scelte nette, perciò si è usciti da Sinistra Democratica e dalle sue oscillazioni.

Spini tiene la relazione introduttiva, e fa presente le gravi contraddizioni della parabola dei Ds, che da partito approdato anche nel simbolo al socialismo europeo, chiaramente collocato a sinistra, è scivolato in una sostanziale posizione centrista, creando una pericolosa voragine a sinistra, che va riempita con un progetto politico forte e non con la pericolosa antipolitica, incapace di produrre quel razionale legame tra base, sezioni, rappresentanti, che i partiti veri e seri sanno garantire. Questo è il senso dell’appello. Elogia la fedeltà ideale e politica di Boselli al socialismo europeo, critica Sinistra Democratica che, per la sua stessa origine, doveva incontrarsi con lo Sdi e non con le forze comuniste.
A sinistra si attende un segnale forte e la Conferenza Programmatica deve assicurarlo e verranno anche esponenti importanti del socialismo europeo.
Occorre costruire un soggetto nuovo, veramente nuovo, con un strada che va dal basso in alto e cita la efficace frase di Rosselli ”il nuovo movimento socialista non sarà il frutto di vecchi partiti, ma organismo nuovo, sintesi federativa di tutte le forze che si battono per la causa della libertà e del lavoro.”(1929)
Bisogna produrre una nuova offerta politico-programmatica e questo può garantirlo solo la cultura politica socialista democratica liberale non solo italiana, ma europea, e questo è stato chiaramente indicato dagli intellettuali che hanno aderito all’appello, come Villari, Salvadori, Gallino.
I punti fondamentali da affrontare sono la questione sociale nel versante particolare dei giovani, che vanno aiutati e valorizzati e ricorda come esempio il recente impegno di Zapatero per un contributo a favore delle giovani coppie nelle spese per i fitti. Vi sono spunti interessanti nel progetto di lavoro di Blair e Jospin.
Occorre la riforma della politica e rivendica il suo impegno sul tema già al tempo del Psi. Dice no all’attacco ai partiti e al Parlamento. Sparendo i partiti, diventano vincenti il denaro, i mezzi di comunicazione di massa, i poteri forti. Comunque ritrova giustificazioni nella rivolta di Grillo contro le liste bloccate.
Fa presente di nuovo che non si è usciti dai DS per andare da Bertinotti, per tornare indietro, al 1989.
Ma occorre fare al più preso e bene il partito del socialismo europeo, anche perché l’anno prossimo vi saranno importanti elezioni amministrative, che coinvolgeranno circa il 40% del corpo elettorale.
La Federazione a sinistra è solo un ingessamento e, non essendovi chiarificazioni ideologiche, ci si concentrerà solo nelle lottizzazioni.
Occorre fare un’offerta politica moderna e aperta, con una rispettabilità europea, che si ottiene facendo una cosa sola.

Il moderatore Nigra fa la sintesi del documento delle donne socialiste, che pongono la necessità del rispetto del 50% nei ruoli di responsabilità all’interno del nuovo partito, che deve dare così spazio, non a parole, a giovani e donne.

E’ data la parola all’on.le Cinzia Dato, non prevista, che parla efficacemente a braccio, che fa presente i limiti e le oscillazioni del Pd a livello europeo tra Partito Popolare e PSE. Elogia il pensiero e la tradizione liberali, che devono essere tenuti presenti nella costruzione del nuovo soggetto, osservando che i liberali europei sono vicini nelle loro posizioni a quelle socialiste di Oporto. Elogia il lavoro del Circolo Rosselli di Spini ed auspica un patto di consultazione con l’Internazionale Liberale.
Occorre uscire dai vicoli chiusi e stretti. Occorre la capacità di utilizzare le migliori energie delle donne e dei giovani. La società ha bisogno delle energie femminili e giovanili.
Occorre costruire una forza assolutamente nuova su radici antiche, oltre i socialisti e i liberali espliciti, per raggiungere quelli che sono socialisti liberali e non lo sanno.

Viene data la parola ad Angius, lungamente e caldamente applaudito.
Egli fa presente subito che ci aspetta un lavoro politico impegnativo, perché il percorso è difficile, essendo un nuovo percorso. La Costituente Socialista deve avviare la costruzione di un partito nuovo in ogni città, in ogni paese, il che è opera difficile.
Occorre quella politica seria e responsabile, che non stanno facendo né il Pd e non il Pd. Occorrono cioè serietà, responsabilità, senso del rigore.
Il PD non è la panacea. Si diceva di tendere a un governo solido, coeso, a un centro-sinistra nuovo. Invece vi sono debolezza e precarietà e si sta indebolendo il governo.
Dobbiamo cominciare da noi, praticando moralità pubblica, responsabilità, senso del dovere.
Occorre partire dalle idee, da programmi chiari, precisi, forti, perché vi sono smarrimenti. Rischiamo di perdere il contatto con l’Italia. Dobbiamo fare la buona politica, che è attesa nel profondo dalla gente.
L’Italia è il paese più fermo in Europa, noi vogliamo un’Italia in cammino, che si vuole far crescere. In competizione virtuosa con il PD, con le idee e progetti di una cultura di governo, quella del socialismo democratico. Si è scritto nell’appello che essa è la frontiera più avanzata in Europa e quindi anche in Italia.
Bisogna dire no all’eclettismo e al radicalismo.
E’ un lavoro enorme e bello. Occorre ‘pensare estremo ed agire accorto’.
Occorre, nel solco, nella direzione profonda della tradizione socialista, garantire ad ogni italiano, ad ogni italiana una scuola, un lavoro onesto e dignitoso, una casa.
Occorre una classe dirigente, rinnovata per età e genere.
Occorrono laicità, democrazia più partecipata, rispetto per tutto e tutti.
Tutto questo serve per l’oggi e per il futuro.

Viene data la parola al prof. Villari, per il quale occorre anzitutto ricomporre il linguaggio della politica, arricchire le idee. Siamo nell’autunno della scontenetezza, della stanchezza, dell’irritazione: troviamo la non osservanza di decisioni attese, tocchiamo l’abbassamento di valori, di ideali, di costume, prodotte, mai bisogna dimenticarlo, dal governo Berlusconi, con le sue fratture e le sue ferite.
Richiama il Croce della Storia del Regno di Napoli: la nausea di se stessi può essere spinta per creare il nuovo, nella sollecitazione e nella valorizzazione anche del lavoro politico-culturale socialista liberale di Spini, per aprire una strada nuova.
Nel vuoto occorre richiamarci ai principi, che sono le radici.
Richiama il manifesto dei 15 punti del gruppo francese dei ‘Gracchi’, che partono da Rousseau ai movimenti antitolalitari di oggi, aprendosi anche alla tradizione liberale di Montesquieu e di Spinosa.
Manca in Italia il richiamo alle radici, che devono andare anche al di là di quelle socialiste.
Ricorda Gordon Brown, che richiama il valore dell’eguaglianza, nella sua ricchezza, che è carica della libertà dei moderni e della laicità.
I modelli politici vanno approfonditi e riprecisati (un pò astratto e professorale).
E’ un momento importante e si augura che ci aspettino l’inverno del rinnovamento e una nuova primavera.

La parola è infine data a Boselli, che ricorda la conferenza programmatica del 5-6 ottobre. Ringrazia Spini, Dato, Angius, Villari.
Questa di Roma è una delle tante iniziative tenute a Milano, a Bari ad es.
Vi è una congiura del silenzio dei mezzi di comunicazione di massa, che si cercherà di rompere con la Conferenza programmatica e col Congresso di fondazione a gennaio.
Esprime la solidarietà ai soldati italiani in Afghanistan, al contingente, sotto l’egida dell’Onu. Critica i distinguo di Diliberto, dà solidarietà al ministro Parisi, che ha avuto la decisione e il coraggio del blitz.
La proposta implicita nell’appello è molto chiara: è ingiusto che solo in Italia non vi sia un forte partito socialista come avviene nella quasi totalità dei paesi europei.
Il socialismo non è una vecchia cosa, come si dice dal PD e dai mezzi di comunicazione di massa.
E’ il PD che non è nuovo, non è il nuovo, non solo per i limiti sulla laicità, ma anche per le posizioni sullo stato sociale, perché, se decide, si divide, e quindi è costretto a praticare un continuo compromesso.
Si diceva che il Pd doveva essere il garante del governo, ma non è vero. Il governo ha il maggior indice nero di consenso e di comunicazione.
Non abbiamo di fronte primarie americane, ma un plebiscito già preparato da DS e Margherita.
Ora abbiamo due governi contrapposti: quello reale di Prodi e quello virtuale di Veltroni.
La stabilità è pregiudicata dal plebiscito per Veltroni.
Occorre andare oltre la diaspora socialista, la cui riunificazione forse arriva tardi, ma la volontà è forte e unanime per una forza nuova, per una nuova casa socialista, dove tutti quelli che aderiranno ed hanno aderito abbiano pari dignità.

Si danno in dono ad Angius, a Nigra, alla Dato copie dell’antologia di Carlo Rosselli ’Liberalismo Socialista – Socialismo Liberale’ e si riceve l’assicurazione dalla Dato di una sua proposta forte in sede di Comitato Promotore per avere una scelta non solo ‘socialista’, ma anche ‘liberale’, nella direzione cioè di una denominazione tipo ‘Partito Socialista Liberale’ o ‘Partito Socialista Liberaldemocratico’ o ‘Partito Liberalsocialista’. Ella consiglia di inviare telegrammi di pressione, giacchè sembra prevalente da parte di chi più conta numericamente (in particolare quelli dello Sdi, in accordo con ‘I socialisti’ e parte del Nuovo Psi) la tendenza di imporre, senza troppo discutere, ‘Partito Socialista’, contrapposto evidentemente nella sua schematicità a ‘Partito Democratico’, svuotando tutte le sollecitazioni e le argomentazioni che erano venute ad esempio dalla ‘Costituente Laica Liberalsocialista’ di Turci o dal ‘Polo Laico Liberalsocialista’ di Cariglia, o dai rapporti con il Partito Socialista Democratico Italiano o dagli stessi interventi di stasera di Spini, Dato, Villari

Nicola Terracciano

Pubblicato in : Primo piano

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