Molti di noi – elettori di Sinistra che abbiamo dato il nostro voto ai 5 Stelle – al referendum del 20 settembre voteremo NO alla riduzione del numero dei Parlamentari perché questa norma da sola è un messaggio populista (alla Salvini) che rischia di innescare una spirale pericolosa.
Sarà per noi un sereno e convinto NO ed in assoluto non è un atto di sfiducia verso Conte. Anzi: Noi ribadiamo l’interesse al programma riformista del governo di Giuseppe Conte e all’alleanza politica tra i 5 Stelle ed il centro-sinistra (e c’è da auspicare un forte rinnovo del PD e liste collegate) che va allargata a L’Altra.Sinistra (almeno quella disponibile).
Ed auspichiamo che questa alleanza si consolidi e si meglio strutturi. Sul punto siamo molto delusi da chi oggi dirige i 5 Stelle per non essere riusciti né a realizzare per le regionali un’alleanza strutturata tra 5 Stelle + PD + L’Altra.Sinistra (almeno quella disponibile) né a rovesciare il tavolo se trattative ci sono state concretamente.
Comunichiamo a Di Maio, a Crimi ed a tutti i Parlamentari 5 Stelle che siamo disposti a rivedere la nostra posizione per il voto referendario (E DUNQUE A VOTARE SI) se entro domenica 20 settembre riuscite a fare un patto politico con le altre forze di maggioranza perché (in riferimento alla sola riforma della politica) si attui in modo incisivo, nei prossimi mesi: 1) una riduzione drastica degli stipendi dei Parlamentari e delle cariche politiche in genere; 2) una riduzione degli enti statali e regionali nell’ambito di una riforma organica della funzionalità dello Stato e delle Regioni; 3) una legge sulle consulenze professionali per gli enti statali, regionali e dei Comuni per arrivare ad un taglio netto sulle parcelle spropositate; 4) Inoltre una legge veramente proporzionale e la reintroduzione del voto di preferenza; 5) il referendum propositivo; 6) la riduzione del quorum per ogni tipo di referendum. Fatti e non parole.
Gino Di Maro

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