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Anche l’economia ha un problema di “lievito madre”

I Banchieri, al pari dei Mugnai, hanno montagne di farina finanziaria; ma il talento di Fornai, per lievitarla e convertirla in “pane”:  beni, servizi, profitto onesto, salari e tasse lo hanno soltanto gli imprenditori.
Chi si immagina il banchiere come un super imprenditore, un miracoloso “padreterno” moltiplicatore di pani e pesci, sarà pure un arco di scienza ma di imprenditoria non ne capisce una mazza.

di Franco Luceri | 12 Febbraio 2023
Per una corretta panificazione è fondamentale utilizzare un buon lievito madre (fonte Wikimedia Commons)

In Italia, la formula del “lievito madre” per il profitto onesto l’hanno solo gli imprenditori onesti. Gli altri, al meglio sono ladri di galline.

I Banchieri, al pari dei Mugnai, hanno montagne di farina finanziaria; ma il talento di Fornai, per lievitarla e convertirla in “pane”:  beni, servizi, profitto onesto, salari e tasse lo hanno soltanto gli imprenditori.
Chi si immagina il banchiere come un super imprenditore, un miracoloso “padreterno” moltiplicatore di pani e pesci, sarà pure un arco di scienza ma di imprenditoria non ne capisce una mazza.
L’unico fornaio del libero mercato capace di sfamare un popolo, di lavoro, salario, beni e servizi, tassi e tasse è l’imprenditore onesto da non confondere con il “prenditore mordi e fuggi” di cui l’Italia è stata ricchissima durante il boom economico, ma poi “i prenditori” hanno delocalizzato in massa verso i paradisi fiscali e ci hanno lasciato le macerie finanziarie da spalare.
Chi per sfruttare l’imprenditore onesto, si arroga il potere di condizionarlo, ostacolarlo, rincretinirlo e paralizzarlo a colpi di leggi decreti regolamenti e balzelli finanziari e tributari che lo costringono a chiudere o fallire, se non si rassegna a corrompere i suoi carnefici, attenta alla vita di milioni di lavoratori e relative famiglie.

Che ci piaccia o no, la “storia insegna a tutti gli umani”, ma non si perde in chiacchiere a promuoverli o bocciarli singolarmente.

Promuovendo o bocciando il sistema socio politico economico che ha saputo darsi il mondo della cultura, è come se sparasse nei suoi confronti un unica sentenza di assoluzione o condanna.
Non sta lì a contare ad uno ad uno quante teste d’uovo ci  sono nella scuola, quanti laureati e masterizzati realmente capaci sono finiti nelle singole professioni, redazioni, istituzioni, imprese, banche, sindacati, partiti, o in fuga verso altri popoli meno stupidi di quello italiano.
Non la intriga per niente stilare l’elenco dei buoni e cattivi, geni e idioti, galantuomini e farabutti. La storia è orgogliosamente qualunquista e non ci pensa manco alla lontana ad assolvere le immancabili eccellenze di ogni classe sociale.

Ha giudicato e condannato con questa logica il popolo russo comunista, il tedesco nazista, l’italiano fascista.
Ora è sul punto di sparare la sentenza riguardo al popolo italiano democratico, con milioni di intellettuali geni, ma con un sistema Stato che ama i “Mugnai” e odia il “Fornai Onesti” e i loro lavoratori che al meglio finiscono sfruttati o licenziati.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, finanziaria, italia, lavoro, massa, mercato, mondo, popolo italiano, scuola, sindacati, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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