Il piacere di leggere una notizia che realizza una fantasia. Che c’è acqua su Marte? Che son finite le centinaia di guerre in giro per il pianeta? Che Pd e Pdl hanno trovato un candidato sindaco senza litigare al loro interno? Che sono diminuite le tasse? Macchè! La notizia è di quelle più hot personal: che anche la scienza ci dice che mediamente possiamo toglierci benissimo 15 anni d’età, e nessuno ci può dir niente. I motivi son noti ma ci interessano fino a un certo punto. Migliori stili di vita, alimentazione più curata, pranzi di pomodori e carote, più sport, lavori meno usuranti, lotta allo stress, cura del corpo, lotta alle malattie, molta prevenzione, gran share di Elisir ecco che tutto questo porta al risultato sperato nella fantasia: che uno di 50 anni può dire di averne 35, senza apparire patetico. Mediamente. E se lo sconto vale circa 15 anni per l’età di mezzo, abbiamo scoperto che vale anche di più per chi ha superato i 70 o 75 anni e un po’ di meno per chi ha ancora 30 o 35 anni e non dovrebbe avere problemi di anagrafe, almeno in apparenza. L’altro giorno una collega di Roma che non mi vedeva da tempo mi ha squadrato e mi sbotta: “Sei più giovane adesso di quando avevi 30 anni e stavamo insieme al Tg1”. E io di plinco: “Beh Manuela sette anni e mezzo che vuoi che siano?” E’ rimasta un po’ lì. Perché nella realtà ne son passati venti. Il nostro corpo biologico ha un’età inferiore di quella registrata all’anagrafe? Bene e allora che i comuni si adeguino. Che si faccia una lista delle età burocratiche (per i codici fiscali, catastali, anagrafici e burocratici) e si faccia una lista dell’età bio apparente. In fondo viviamo nell’età in cui quel che sembra osa sopraffare quel che è.
Scherzi a parte, ma mica tanto. Come c’è un doppio nome così ci starebbe una doppia età. Tipo: si sarebbero 45 anni, ma facendo una vita sana son arrivato a 31. Tipo vecchio e nuovo conio. Era lire e ora son euro. Oppure sì sto tra i 38 e i 46. Morale: anche l’età va al ribasso, auto sconto tranquillo di quindici anni. Il senatore Sergio Zavoli, giornalista e scrittore, è si e no sopra i 62, per attività, capacità di lavoro, presenza, al posto di quel dato anagrafico che impone un’età aritmetica francamente lontana dalla realtà. Che non vogliamo neanche dire. E’ un po’ che non vediamo in giro Monica Vitti ma potrebbe sempre avere 50 anni, così come Mina o quella suggestione di giovinezza eterea ed eterna che è Patty Pravo. Chi darebbe 45 anni alla mitica Lucianina Letizzetto, che per presenza e spirito ne ha appena 30 o 31, o la mitica conduttrice di Forum Rita Dalla Chiesa che vista in una clip di 22 anni fa sembra più giovane ora? E pure il nostro presidente del Consiglio direste mai che è un uomo di 73 anni? Per piglio, reattività, presenza, capacità biologica Berlusconi può dirsi un cinquantenne, e anche quasi appena diventato.
Giani Letta, il mitico sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, di anni ne ha 75 ma se ci fate caso sembra essersi fermato a 60 più o meno, lo vediamo costantemente più giovane, per una evoluzione biologica che sembra andare al contrario. Se non fosse per i capelli e qualche ruga forse sulla mano fra un po’ si potrebbe avvicinare (e non me ne voglia lui) al nipote Enrico Letta, che invece di anni ne ha 44. E non per colpa di quest’ultimo ma per meriti del primo. Dunque anche l’età va in saldo, vita dure per le rughe. Approfittiamone. Le ricerche scientifiche e neuropsicologiche ci danno ragione. Via di palestra e camminate, pasti di frutta e verdura che fa bene, di movimento fisico e mentale che fa strabene e via di passioni sane: creatività e sperimentazione. Domani è un giorno in meno. In tutti i sensi.
Fabrizio Binacchi
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