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Ammore e Malavita

Il cinema italiano ha un futuro che parte da Napoli

di Maria Rita Monaco | 9 Ottobre 2017

Se “Gomorra” ha mostrato l’anima nera di Napoli, “Ammore e malavita” dei fratelli Manetti, più che un vero e proprio musical (quasi una risposta a La La Land) si può considerare un respiro arioso che si affaccia sul golfo e, riportando in sala a Venezia il sorriso , sottolinea che il cinema italiano ha un futuro artistico che parte da Napoli.

Risultato? Musica, napoletano stretto, risate, applausi in sala alla fine della proiezione (ben 7 minuti).

I due registi, in sala stampa, hanno dichiarato che il loro film è un “doveroso omaggio alla sceneggiata napoletana “.

In un incontro i Manetti Bros hanno affermato “ …a noi essere in concorso ci fa sentire come si sentirebbe la Sanbenedettese se  dovesse andare  a giocare al Bernabeu contro il Real Madrid” e leggendo questo sul Daily di Ciak, in sala in attesa dell’inizio del film, ho capito che il film sarebbe stato un fuoco pirotecnico di belle sorprese.

Inizio fulminante con uno scarcagnato pulmino giallo che si ferma davanti alle “Vele” di Scampia dove la camorra recluta i giovani. Ne scendono turisti americani desiderosi di fotografarsi e fotografare i luoghi della mala in cerca del brivido dell’avventura ;  una di loro viene scippata , ma poter raccontare alle amiche l’avventura pericolosa non ha prezzo.

Cominciano balli e siparietti (tipo veline) e le canzoni che però hanno lo stesso spazio delle parole, senza prevaricazione ma come supporto anche ironico “volevamo prendere simpaticamente in giro il gomorrismo imperante nelle serie tv” ,affermano i Manetti Bros in sala stampa, e quindi  ci mostrano la città “allegra”, la Napoli dalle mille facce, non solo quella criminale.

Le canzoni sono tutte originali, sono stati comprati solo i diritti per “What a feeling”, colonna sonora di “Flash Dance”, che per l’occasione ha avuto il testo cambiato in perfetto napoletano “…l’amore overo nasce  ‘na vota sola e nun more maje”.

Tutti bravi gli interpreti  da Ciro (Giampaolo Morelli) il Killer (che ha studiato e applica e mosse ninja ) incaricato dal boss Don Vincenzo di eliminare una testimone  pericolosa, Don Vincenzo stesso (Carlo Buccirosso) impeccabile in un doppio ruolo, ma su tutti emerge una bravissima  Claudia Gerini (Donna Maria, moglie del boss) , cinefila accanita che ha sempre pronta una frase, ovviamente tratta da un film, e sempre nei film trova idee e soluzioni per aiutare suo marito suo marito conosciuto dalla camorra come “ O Re do pesce”

Come nasce l’idea di inserire nel tour turistico Le Vele di Scampia? Ascoltando un attore , Giorgio Napolitano che affermava “ Parigi ha la Tour Eiffel, Roma il Colosseo, noi a Napoli abbiamo Le Vele” Così dalla fantasia e l’inventiva di una Napoli sempre al di sopra delle righe, nel bene e nel male ecco servite due ore di puro divertimento.

Nei vicoli, nel mare del Golfo, tra canzoni, amore, pallottole,orti che cantano, si scatena la lotta per la sopravvivenza, con finale a sorpresa, ma non troppo.

Dal 5 ottobre, per pensare, ridere, sorridere, aver voglia di ballare, insomma per uscire contenti dalla sala, andate a vederlo.

Maria Rita Monaco

Pubblicato in : CinemaTag: cinema, colonna sonora, dichiarato, futuro, giorgio napolitano, giovani, mare, napoli, napolitano, parigi, roma

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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