
Seggi aperti oggi sino alle 13 per una tornata amministrativa che per governo e opposizioni è ormai molto più di un appuntamento locale. Si vota in centinaia di comuni italiani; 6,6 milioni di elettori sono, infatti, chiamati a scegliere sindaci e consigli comunali. Le urne resteranno aperte oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Nei comuni con più di 15 mila abitanti, dove nessun candidato dovesse superare il 50 per cento, l’eventuale ballottaggio si terrà il 7 e l’8 giugno.
La campagna elettorale si è chiusa con una forte presenza del governo nei territori. Ministri, sottosegretari e dirigenti dei partiti di maggioranza hanno moltiplicato le visite nelle città al voto, accompagnando i candidati del centrodestra e annunciando interventi su fondi, infrastrutture, stazioni, strade e assunzioni. Un attivismo che segnala quanto Palazzo Chigi consideri questa tornata un passaggio delicato, anche in vista della fase finale della legislatura e dei prossimi equilibri nazionali.
A rafforzare il messaggio è arrivato l’annuncio del ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha parlato di un grande piano di reclutamento nella Pa: tra 200 mila e 250 mila assunzioni nel 2026, con l’obiettivo di arrivare a un milione di ingressi nei prossimi sei o sette anni. Una promessa che, per dimensioni e tempistica, richiama il vecchio repertorio berlusconiano del “milione di posti di lavoro”, anche se questa volta il perimetro è quello del pubblico impiego.
Tra le sfide più interessanti c’è Venezia, dove il centrosinistra punta a interrompere il lungo ciclo amministrativo della destra. Il candidato dem Andrea Martella prova a conquistare la città con una coalizione larga, mentre il centrodestra difende l’esperienza uscente e punta sulla continuità. Il risultato veneziano avrà un peso politico forte: una vittoria del centrosinistra sarebbe letta come un segnale nazionale, mentre una conferma del centrodestra rafforzerebbe il centrodestra.
Altro fronte decisivo è Reggio Calabria. Qui il centrodestra prova a strappare la città al centrosinistra dopo gli anni dell’amministrazione Falcomatà, candidando Francesco Cannizzaro, coordinatore regionale di Forza Italia. Dall’altra parte il campo progressista sostiene Domenico Battaglia. Anche in Calabria la campagna è stata fortemente nazionalizzata, con l’arrivo di ministri, parlamentari e dirigenti di partito.
Non mancano però le divisioni interne agli schieramenti. A Salerno Vincenzo De Luca si ripresenta da candidato sindaco senza il simbolo del Pd, sostenuto da liste civiche, mentre altre forze del centrosinistra corrono su un nome alternativo. Spaccature si registrano anche nel centrodestra in alcuni comuni, dove Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non sempre si presentano uniti. In diverse città, inoltre, liste civiche e candidati locali rendono meno leggibile lo schema nazionale.
Per Giorgia Meloni il voto amministrativo servirà a misurare la tenuta della maggioranza dopo mesi politicamente complessi. Per Elly Schlein è il centrosinistra sarà invece un banco di prova per capire se il cosiddetto campo largo funziona davvero anche nelle urne, non solo nei vertici tra partiti. Le amministrative, come spesso accade, si giocano su temi locali: trasporti, sicurezza, casa, bilanci comunali, servizi e qualità della vita. Ma il risultato finale parlerà inevitabilmente anche a Roma.
Infine, in questo contesto, due parole sulla Toscana, dove la partita pesa soprattutto nei tre capoluoghi al voto: Arezzo, Pistoia e Prato. In tutto sono venti i comuni chiamati alle urne. Il centrosinistra punta a trasformare Prato in un segnale di ripartenza e a contendere Arezzo e Pistoia al centrodestra, che invece vuole mantenere le amministrazioni. Votano anche comuni importanti come Viareggio, Cascina e Sesto Fiorentino.
Enrico Rossi

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