
Il casus belli è stata la scelta dei nominativi per la benemerenza storica che viene consegnata il 7 dicembre dal Comune di Milano a nomi eccellenti della città.
Ma il fuoco covava da molto tempo il sindaco Sala aveva passato sette anni della sua amministrazione senza grossi problemi.
Una giunta a sua immagine e somiglianza, una maggioranza silenziosa e sempre pronta a dire di si, un’opposizione inesistente. Quando si era ricandidato nel 2021 si era trovato senza avversari. Una passeggiata elettorale.
Ma negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Era stato attaccato sulla sicurezza, sull’esondazione del Seveso e la conseguente città allagata, sulla mobilità. Il signor “non c’entro” come qualcuno lo ha definito per il suo defilarsi di fronte a qualsiasi problema si era profondamente irritato.
Qualche segnale l’aveva mandato, ma gli Ambrogini hanno acceso le ostilità. Si è finalmente palesato in aula consigliare ed ha sparato ad alzo zero contro i consiglieri comunali. Non aveva neppure gradito una mozione di sfiducia dell’opposizione contro l’ assessore all’ambiente di cui ha preso le difese.
Lui che aveva aderito ai Verdi Europei ha fatto scudo ad un rappresentante dei Verdi. Consiglio comunale schiaffeggiato e umiliato. Brutto segnale per la democrazia In queste occasioni per un sobbalzo di dignità il presidente del consiglio comunale avrebbe dovuto almeno minacciare le dimissioni.
Nulla. Il ” sindaco re” aveva parlato e tutti in fila o quasi.
Ma a Milano qualcosa si è mosso e la politica che era dormiente da anni ha avuto un sussulto.
Roberto Caputo

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