
In Alleanza e Conversazione, di sir Jonathan Sacks, grande capo rabbino, purtroppo da pochi anni deceduto, della comunita ortodossa inglese, dà forma a un’opera che trascende ogni etichetta confessionale, muovendosi in quello spazio in cui la teologia diventa antropologia, la Torah si fa specchio dell’umano, e il pensiero religioso si rivela, come etica della responsabilità.
È un libro che, pur radicato nella tradizione ebraica, si offre come un testo di cultura a tutto campo, una meditazione luminosa sul rapporto tra libertà, memoria e dignità umana.
Sacks non interpreta la Torah come un archivio di leggi o di verità immutabili, ma come una conversazione millenaria tra D-o e l’uomo, tra il divino e la storia. La parola “alleanza” (brit), non indica per lui un patto unilaterale, ma una reciprocità: un contratto morale che si fonda sul dialogo, sull’ascolto, sulla capacità di costruire insieme il mondo.
In ciò risiede la forza razionale del suo pensiero: la fede non è evasione dalla realtà, bensì il suo principio ordinatore, la condizione della civiltà.
Lo stile di Sacks è insieme rabbinico e illuminista: il midrash convive con Kant, il Talmud dialoga con Burke, Tocqueville e Isaiah Berlin. Egli non cerca di “difendere” la religione, ma di mostrarne l’insostituibile funzione nella formazione dell’etica pubblica. La sua prosa sempre nitida, equilibrata, priva di suggestioni superflue, unisce la precisione analitica alla semplicità di esposizione. Sacks non persuade o predica, il suo è un approccio laico che si fonda sulla chiarezza del pensiero e la fiducia nella ragione morale.
Ogni saggio di Alleanza e Conversazione è una tessera di un mosaico più vasto: la convinzione che la libertà non sia mai un dono, ma un compito; che la giustizia non si riduca alla legge, ma la oltrepassi; che l’uomo sia, come direbbe Rosenzweig, “in chiamata”, costantemente interpellato dall’altro e da D-o.
Leggere Sacks significa riscoprire la Torah come un testo aperto, non come reliquia. Egli dimostra che l’ebraismo non è una religione del passato, ma una grammatica per pensare e interpretare il presente: una filosofia della responsabilità, della parola data, del limite. In un’epoca di rumore e di semplificazioni, Alleanza e Conversazione è una lezione di misura e di lucidità un invito, non a credere, ma a comprendere.
David Pacifici

Lascia un commento