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ALLE URNE CON QUALCHE RIMPIANTO

Berlusconi all’inizio non credeva alla vittoria. Altrimenti non avrebbe imbarcato nelle liste di Forza Italia i repubblicani di La Malfa, i radicali dissenzienti di Della Vedova, Stefania Craxi.Ma lui, almeno, voleva che FI restasse il primo partito; i laici soltanto seggi senza il vaglio elettorale!

di Red | 8 Aprile 2006

Prendere in parola Silvio Berlusconi, ora che in una delle sue ultime esternazioni elettorali ha dichiarato di aver forse sottovalutato il ruolo dei radicali di Pannella, significherebbe fare torto alla sua intelligenza. L’uomo sa fare di conto, e piuttosto bene. Che i radicali e anche altre formazioni laiche sarebbero stati utili alla sua battaglia per la vittoria della CdL, non poteva ignorarlo, dopo che al sistema elettorale maggioritario aveva sostituito quello proporzionale. Era chiaro che tanto maggiori sarebbero state le probabilità di vittoria, quanto più numerosi i partiti schierati al suo fianco.
Ma Berlusconi all’inizio non credeva alla vittoria. Altrimenti non avrebbe imbarcato nelle liste di Forza Italia i repubblicani di La Malfa, i radicali dissenzienti di Della Vedova, Stefania Craxi. Avrebbe favorito la nascita di un consistente partito laico, liberale e socialista che si sarebbe assunto il compito di attirare gli scontenti, i laici, i liberali e i riformisti che giudicano l’Unione troppo impregnata di cultura catto-comunista.
Invece ha preferito assecondare il balletto dei vertici laici; tutti in fila, uno ad uno, separatamente, ad implorare seggi senza correre il rischio del vaglio elettorale.
Berlusconi, almeno, aveva un obbiettivo importante: incerto della vittoria, voleva comunque restare il leader del partito di maggioranza relativa. Dunque, meglio dare via tre o quattro seggi che correre il rischio di voti portati via a Forza Italia, ancorché destinati ad accrescere il risultato complessivo del suo schieramento.
I laici, purtroppo, all’obbiettivo ambizioso hanno rinunciato. Avrebbero potuto realizzare, alleato con la CdL, un soggetto unitario di stampo laico-socialista e, dopo le elezioni, riallacciare il dialogo con i laici e socialisti dell’altro schieramento, a cominciare dalla Rosa nel Pugno.
Non hanno voluto cogliere questa occasione, allo stesso modo in cui Pannella e Boselli non avevano voluto altri apporti per arroganza e per quello che abbiamo definito “complesso dei parenti poveri”.
L’assemblea nazionale per il Polo laico, liberale e socialista che abbiamo convocato per il prossimo giugno, servirà proprio a rimettere in moto il processo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Red

Interazioni del lettore

Commenti

  1. ACHILLE CANZI

    9 Aprile 2006 alle 22:10

    I LAICI HANNO AVUTO CINQUE ANNI PER ORGANIZZARSI, MA NON HANNO CONCLUSO NULLA. ANZI HANNO PERSO IL TRENO DEL 2006! AVREBBERO AVUTO UNA GRANDE OCCASIONE STORICA SE NON SI FOSSERO FATTI TURLUPINARE DA BERLUSCONI!
    TUTTI I PARTITI SONO SPACCATI IN DUE TRONC0NI UNO A DESTRA E L’ALTRO A SINISTRA!

    Rispondi
  2. lele

    9 Aprile 2006 alle 12:10

    l’analisi è certamente condivisibile, anche se non è solo colpa del non credere nella vittoria, poiché un soggetto laico nella CdL avrebbe certamente tolto voti all’Unione, ma anche a Forza Italia e Lega Nord. Considerato che Berlusconi doveva difendere la sua posizione all’interno del partito da Fromigoni non poteva permettersi di perdere voti ed esponenti laici per cui ha scelto di dare qualche seggio è bloccare l’iniziativa politica. Le responsabilità maggiori sono da attribuirsi ai dirigenti laici per la mancanza di coraggio e sopratutto al Pri ed al suo “appetito” che non ha permesso lo sviluppo di liste laiche nella CdL già alle scorse regioni come da più parti si era proposto.

    La soluzione è rilanciare il dibattito di un punto laico esterno ai poli che faccia da centro del sistema, attualmente vi sono diverse proposte di unificazione laica: Neolib, La Casa Laica ed il progetto di Pensa libero. Sarà dunque necessario che si discuta per trovare anche tra queste soluzioni un punto d’accordo in modo da aumentare gli autorevoli appelli all’unità e soprattutto i militanti di buona volontà che lavorino a tale progetto.

    Rispondi
  3. Francesco Baldini

    9 Aprile 2006 alle 12:09

    Se forza italia è un polo laico occorre fare un corso accelerato al suo leader, Silviuccio nostro, che continuamente richiama i voti dei credenti a se incarnandosi come continuatore della politica di Don Sturzo

    Rispondi
  4. marcello

    9 Aprile 2006 alle 11:23

    Non un commento all’articolo ma una riflessione sul “Caimano”.
    Ho visto il film di Moretti dopo avere letto alcune recensioni entusiatiche.
    Mi sono apprestato a vedere un fil del miglior Moretti, ancorché film militante come c’era da asperttarsi dopo le esternazioni del nostro da un paio d’anni a questa parte.
    Ebbene, è stata una delusione. Non solo una delusione poltica nella parte che riguarda Berlusconi che si può o meno condividre.
    Per questa parte non c’era bisogno di andare al cinemma. Bastava aver letto e visto un po’ di Travaglio e Luttazzi e ce n’era d’avanzo.
    Quello che mi ha annoiato, e che viceversa deve aver mandato in sollucchero chi ha dato quattro stelle al film, è stata tutta la sociologia sulla famiglia, sulle nevrosi e non ultimo sulla scelta della convivenza omosessuasule, con tanto di prole, della regista. Scelta tutta dolcezza e accettazione della coppia, vituperata in modo isterico dal borghese produttore “non lo voglio sapere, non mi interessa, non lo capisco” il quale invece accetta la tesi esasperata della sceneggiatura del Caimano tanto da voler “girare” l’ultima scena del film nonostante la bancarotta imminente.
    Insomma l’estremo sacrificio per una “presa di coscienza” civile contro il parvenu, il supposto mafioso, contro l’usurpatore del consenso popolare.
    Il fiore all’occhiello, poi, è la chiosa ai mali della sinistra messi li “en passant” tanto per sembrare obiettivo nei giudizi ma in realtà a supporto di una maggiore credibilità nel denunciare i mali prodotti dal Caimano.
    E così sia.
    Marcello

    Rispondi
  5. marcello

    9 Aprile 2006 alle 11:03

    Mah! difficile commentare in questo bailamme di contraddizioni politiche quali sono gli schieramenti nei due poli.
    Una cosa però si può sostenere.
    In un Paese diviso quasi a metà (salvo la smentita delle urne nelle prossime ore) ogni voto è buono per vincere perciò ogni pur minimo raggruppamento può servire alla bisogna.
    Ora, il vostro raginamento è un po’ diverso. Aggregare i laici-liberali-socialisti nel polo di centro destra avrebbe voluto dire recuparare un quota significativa di persone che stanno ob torto collo nell’altro polo, massimalista e no globalista. Insomma una strategia per non regalare una fetta di elettorato consapevole e non qualunquista all’avversario.
    Detto questo, però, si deve anche dire che la laicità del raggruppamento ipotizzato, al momento, si scontra con la scelta fatta a favore delle istanze della Chiesa, dei cattolici,scelta spesso eccessiva, bigotta e dettata dalla convenienza politica legata ad una pretesa visibilità e forza della Chiesa, alla luce della dottrina dell’attuale Papa.
    Insomma, ci sembra di poter sostenere, se tutto può andare bene nel centro sinistra per il gran guazzabuglio che si trova al suo interno, più difficile, al momento, raccogliere questa istanza nel centro destra dove le identità sono meno confuse, un po meglio delineate.
    Non c’è dubbio, però, che in una visione di lungo respiro e con una situazione meno conflittuale, meno esaperata, un incontro mediato e meno confessionale possa e debba essere ricercata.
    Marcello

    Rispondi
  6. Danilo Di Mambro

    9 Aprile 2006 alle 09:02

    Gentile redazione,
    a giudicare dai fatti, mi pare si possa dire che c’è un disegno portato avanti “in primis” da Forza Italia, ma non disdegnato dagli altri partiti, di “tagliare” col potere locale. Il disegno avrebbe il seguente obiettivo: il centro del partito è messo nella condizione di decidere tutta la politica senza dover mediare con chi reperisce i voti sul territorio, in ultima analisi col territorio stesso.
    Tale ipotesi mi pare avvalorata, oltre che dalla abolizione delle preferenze, dall’assenza abbastanza evidente di una campagna elettorale in periferia, ovvero dal fatto che tutta la campagna elettorale è affidata ai messaggi televisivi. Quindi, se quanto ipotizzato fosse vero, si sta sperimentando l’effetto di dette scelte sull’elettorato onde verificarne il peso sui risultati. In altre parole con queste votazioni si potrà stabilire quanto vale la campagna elettorale fatta con la televisione dalla direzione del partito e se il partito stesso potrà fare a meno del reperimento del voto “porta a porta”. Chiaramente se questo fosse l’obiettivo perseguito, a mio giudizio i cittadini dovrebbero aprire, nei confronti dei partiti eventualmente in linea col progetto ipotizzato, un enorme contenzioso per contrastare ed impedire la realizzazione di quello che sarebbe il vero attentato alla libertà.
    Cordiali saluti.
    Danilo Di Mambro

    Rispondi
  7. Patrizia Messini

    8 Aprile 2006 alle 22:02

    Le esagerazioni sono di questi giorni e c’era da aspettarselo un episodio del genere ad arricchire il già vasto panorama della vecchia Italia dei poeti, santi e navigatori. Ed ora anche del recente inserimento di una nuova categoria, quella dei coglioni.
    Insomma, non mi sembra così tragico quel ‘coglioni’ pronunciato dal premier e contro il quale si è scagliata l’indignazione dell’intero Paese, e in particolar modo della Sinistra, caricandolo di pesanti significati e ritenendolo oltremodo oltraggioso per i cittadini , quanto per l’Opposizione.. Di ben altri e più gravi errori ed omissioni è stato protagonista il nostro Presidente del Consiglio che non di una frase che, almeno nel nostro Paese, ha da sempre il significato di bonaria, simpatica tolleranza. E nessuno se l’è mai presa più di tanto per questo.

    Rispondi
  8. Giuseppe Torrisi

    8 Aprile 2006 alle 20:16

    Non mi pare che Forza Italia sia qualificabile come un polo laico. Con tutto il rispetto, potrebbe essere assimilata alla DC e alle sue molte anime. Per cui il polo laico è bene che nasca una seconda volta, se proprio vogliamo dare ragione al signor Perretta.

    Rispondi
  9. Francesco Perretta

    8 Aprile 2006 alle 18:33

    Il polo laico è già nato. Si chiama Forza Italia, da cui sono state eliminate tutte le presenza di orientamento cattolico, salvo quelle irrinunciabili.

    Rispondi

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